Urania Ligustica

L'astrofilia nel Novecento. II

Osservatorio Astronomico di Genova

Ricordi personali di Giovanni Ricci

Astrofilia II


Alla storia dell'Osservatorio è dedicata una pagina specifica, ma sono così varie le vicende umane che si sono intrecciate,
prima nella Sezione Astrofili dell'Università Popolare Sestrese, poi nell'Osservatorio Astronomico di Genova,
che diversi punti di vista arricchiscono il quadro d'insieme.



Un interesse che coltivo da oltre quaranta anni

Questi appunti vogliono essere diversi dai soliti articoli riguardanti le stelle. Vorrei condividere alcuni momenti di questa bella passione, uscendo un po' dagli schemi tradizionali. Tanto per cominciare non sarà una rubrica che riporta dati e notizie: queste cose le trovate sulle riviste dedicate, sviluppate con mezzi e competenze di tutto rispetto. Voglio invece raccontare alcune cose, con magari qualche riferimento a siti internet, per risvegliare in voi l'interesse o, chissà, accenderlo.1

Cominciamo con l'evoluzione degli strumenti e delle pubblicazioni.

Dicevo che sono oltre quaranta anni che seguo l'argomento e non posso non ricordare il primo telescopio, un cannocchiale spotting (corta focale), che comprai di seconda mano da un ottico in corso Martinetti. Erano gli anni 70, e allora costava la bellezza di 30 mila lire; ero studente e non volendo pesare sui genitori, per comprarlo ricordo che ho venduto la bici (allora non esisteva il cambio shimano a... 999 rapporti, ma c'erano solo 3 "velocità"), misi un'inserzione su Il Secolo XIX e nel giro di una settimana l'avevo venduta per 29 mila lire e avevo i soldi per comprare lo strumento. Peccato che dopo un mesetto circa scoppiò la crisi energetica, alla domenica si andava a piedi e di conseguenza le biciclette diventarono introvabili e il loro valore crebbe di conseguenza! Non importa, non siamo speculatori, lo scopo era stato raggiunto. Fiero del mio nuovo strumento, lo utilizzai sul poggiolo di casa mia – abitavo dalle parti del Don Bosco.2

Condividevano la mia passione due grandi amici, Remo Rimotti e Riccardo Sacchi. Il primo abitava due piani sopra me e ricordo che, con un cestino legato ad una corda, ci passavamo dai poggioli appunti e manuali; poi diventammo più tecnologici, usando una radio ricetrasmittente costruita da lui stesso. L'altro amico, Riccardo, abitava dalle parti di via Cantore e con lui e Remo spesso ci recavamo al Belvedere per osservare il cielo.3 Naturalmente l'osservazione più proficua è invernale, per cui è fonte di merito prendere più freddo possibile.

Bene, questo è l'inizio, nelle prossime “puntate” racconterò della cometa Kohoutek, della pubblicazione sulla più prestigiosa rivista divulgativa americana di foto fatte da Remo, dell'Università Popolare Sestrese e dell'osservatorio del monte Gazzo, dell'evoluzione degli strumenti e dell'uso del computer per fare foto con la... webcam, dei libri indispensabili da avere (occhio alle mogli, la mia ha buttato via manuali oggi introvabili, che su eBay costano centinaia di euro, perché erano sgualciti e vecchi!!!!).


Fotografia originale

Figura 1 – Riccardo Sacchi, Giovanni Ricci e il cannocchiale spotting durante
il transito di Mercurio sul Sole
(Montanesi, frazione di Mignanego, Genova, 10/11/1973) 4

La forza di crederci

Ci trasferiamo nell'entroterra genovese per osservare il transito di Mercurio sul Sole.

Come ogni escursione, è un'occasione soprattutto conviviale. Ricordo che avevamo portato con tre-quattro macchine decine di strumenti, dai più grandi ai più piccoli, e li schierammo su un grande terrazzo che, dopo poco, fu un tutt'uno di tavoli, cavi, pile, libri, macchine fotografiche, orologi, sedie e persone. Sì, persone: noi e alcuni amici dell'Università Popolare Sestrese, associazione benemerita che credette nei giovani e meno giovani appassionati, fino ad arrivare a costruire sul monte Gazzo un osservatorio astronomico.

Mercurio è il pianeta più vicino al Sole ed è visibile anche quando passa sulla nostra stella. È una specie di eclissi: ovviamente, date le masse in gioco si vede un puntino che passa sul Sole. Lo scopo dell'osservazione è quello di calcolare la durata del transito, cronometrando i momenti di contatto col bordo solare.

Siamo agli inizi degli anni 70. I primi orologi digitali erano rarissimi, allora Riccardo, per procurarsene uno, fece arrivare da Londra un Sinclair, prodotto dalla famosa società che poi costruì alcuni dei primi home computer (ZX80, ZX Spectrum).5

Per cronometrare il transito di Mercurio occorreva un orologio particolarmente preciso, non bastava lo strumento manuale. Utilizzammo un cronometro autocostruito da un altro sampierdarenese degno di menzione, Flavio Fontanelli (allora studente prodigio, oggi insegna al Dipartimento di Fisica dell'Università di Genova), anche lui come molti di noi studente del liceo scientifico Fermi. Dicevo di questo orologio, tutto fili e tubi nixie,6 un cronometro al millesimo di secondo che sincronizzammo con il segnale orario ricevuto con la radio ad onde corte (roba dell'altro secolo, se si pensa ai cronografi radiocontrollati di oggi). Assomigliava al congegno di una bomba ad orologeria, quelle che nei film vengono disattivate all'ultimo secondo tagliando il cavo... rosso!

Bene, ricordo lo schieramento degli strumenti, in gran parte autocostruiti, sul terrazzo dell'amico astrofilo: Virginio Monticelli († 1981). C'erano più apparecchi che persone: ognuno di noi aveva mediamente due/tre cannocchiali e binocoli. Facemmo parecchie foto con la mia Exakta collegata all'oculare di un rifrattore autocostruito con lenti San Giorgio (sì, costruivamo a Sestri Ponente anche lenti, una delle tante tecnologie che ci hanno scippato).7 Ricordo il filtro solare composto da vetri da saldatore e la paura che il calore, concentrato dalle lenti dell'obiettivo, potesse spaccare il filtro, arrecando danni alla vista.

Due mesi prima era stata pubblicata su Sky and Telescope, la più importante rivista divulgativa americana del settore, una foto inviata quasi per gioco: riprendeva una eclisse parziale di Sole. La pubblicazione era stata un successo a cui non erano giunti ben più titolati osservatori. Un vero trionfo, che grazie all'insistenza di Remo fu possibile: eravamo riluttanti ma lui tanto insistette che ci convinse e, tra il nostro scetticismo, si espose in prima persona e spedì la foto convincendoci.

Il risultato fu doppiato alcuni mesi dopo, quando la stessa rivista pubblicò i momenti dei contatti tra i dischi di Mercurio e del Sole misurati a Montanesi.8

Ho un solo rimpianto, non avere quelle copie della rivista, ma la tecnologia ci viene incontro. Sky and Telescope ha preparato dei dvd delle annate dal dopoguerra ad oggi ed è possibile quindi recuperare tra le tante cose utili e interessanti anche la foto fatta da Remo.9

Bisogna credere nei propri risultati.


Da Wikipedia    Fotografia originale

Figura 2 – Un tubo nixie 10    Figura 3 – Riccardo Balestrieri e Giovanni Ricci (10/11/1973)

Estratto da rivista

Figura 4 – L'eclisse parziale di Sole del 30/6/1973 in un estratto da Sky and Telescope (settembre 1973) 11



1 La prima versione di questi due articoli è apparsa, dopo il pezzo introduttivo "21 luglio 1969: il primo uomo sulla Luna", sul periodico Il mio Quartiere - San Pier d'Arena Link esterno OPAC SBN. Buona parte dei luoghi citati (es. corso Martinetti, via Cantore) sono a Sampierdarena, la prima delegazione del ponente genovese.

2 Si veda Link esterno Street View.

3 Belvedere è una collina che domina il ponente di Sampierdarena. Sul versante che guarda verso il torrente Polcevera aveva sede, tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento, una delle specole del marchese Paris Maria Salvago.

4 Le coordinate IGM pubblicate in R. Rimotti, "Il transito di Mercurio del 10/11/1973", Bollettino della Sezione Astrofili dell'Università Popolare Sestrese, 3, n. 10-11 (gennaio-aprile 1974), pp. 5-15, corrispondono a questo sito in Link esterno Zoom Earth.

5 L'inizio della distribuzione dell'orologio da polso è collocata nell'autunno 1975 in Black Watch (wristwatch) Link esterno Wikipedia EN. Una voce sulla Sinclair Radionics è in Link esterno Wikipedia.

6 Nixie Link esterno Wikipedia.

7 Sulla brillante tradizione ligure nella fabbricazione di ottiche di precisione si vedano, in Urania Ligustica, le pagine dedicate alla San Giorgio.

8 Sky and Telescope, 47 (1974), n. 3, pp. 202-203 Link esterno Internet Archive.

9 Le annate di Sky and Telescope dal 1941 al 2009 sono ora condivise in Link esterno Internet Archive.

10 ZM1082 Link esterno Wikipedia. Questo nixie non è, presumibilmente, identico ai sei usati da Fontanelli nel suo orologio elettronico digitale.

11 Da Sky and Telescope, 46 (1973), n. 3, p. 195 Link esterno Internet Archive. La macchia solare è all'estremità sinistra del disco solare; quella in basso non è reale: può essere stata aggiunta nel processo di stampa tipografica, durante la conservazione della copia riprodotta o nel corso della digitalizzazione stessa.



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