Urania Ligustica

L'astrofilia nel Novecento. I

Silvano Galanti

Astrofilia I



Fotografia originale Copyright

Figura 1 – Silvano Galanti e, a destra, Riccardo Balestrieri (Sestri Ponente, 14 maggio 2011)


Ho visto Silvano per l'ultima volta, il 14 maggio 2011, in una bella serata tra astrofili.1 Aveva già subìto due infarti, aveva cinque bypass e seguiva una stretta cura. Lo vedevo più fragile, ma in fondo era sempre lo stesso: orgoglioso di quanto aveva realizzato in una vita di passioni e di lavoro (alla Marconi di Sestri Ponente), contento dell'ultimo acquisto, felice di rivedere vecchi amici e di scherzare... e di essere preso in giro. Quando l'ho conosciuto, negli anni Settanta, era uno dei ponti tra due brillanti Sezioni dell'Università Popolare Sestrese: Fotocine e Astrofili. Se non descriveva la sua incredibile attrezzatura Hasselblad, per ricordarla bastava il distintivo, ancora più elitario, che portava all'occhiello della giacca. Al contempo, però, si metteva a disposizione per compiti di routine, ma non meno essenziali, in quello slancio comune che ha permesso di costruire l'Osservatorio Astronomico di Genova. Era una persona curiosa, prodiga di critiche e consigli, aperta ai cambiamenti, fiduciosa nel ruolo delle associazioni, sempre pronta a competere. Un vero gallo, in quel pollaio che è il nostro mondo.


Il ricordo di Silvano Di Corato

Io lo conobbi nel 1977, quando avevo 16 anni: Silvano, se ricordo bene, si era appena sposato e aveva ancora la Fiat 127. Avevamo partecipato a due delle "famose" e belle gite che la Sezione Astrofili dell'Università Popolare Sestrese organizzava in quegli anni: al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, nel 1977, e a Villa Hambury, due anni dopo. Frequentavamo assiduamente l'officina di Virginio Monticelli, in Calcinara, insieme a Giorgio Montaldo, Alfredo Tortonese, Bruno Giarola, Arturo Navone e Giorgio Montaguti.
Silvano era una persona molto pratica e sapeva progettare e realizzare delle piccole apparecchiature, si dedicava alla verniciatura e alla meccanica: ad esempio, coprì in vetroresina la base del telescopio di Monticelli (il rifrattore San Giorgio ∅ 17 cm) e curò la verniciatura dell'equatoriale e del tubo.
Poi la frequentazione della Sezione Fotocine, dove forse diede il meglio di sé. Fece tre corsi di fotografia e fu uno dei pochi che riuscì a "combattere" una certa inerzia sopravvenuta nell'Università Popolare. Infatti acquistò e montò lo schermo elettrico, tutt'ora funzionante, del salone principale UPS, due stupendi (all'epoca) proiettori Braun Paximat, con centralina per le proiezioni a dissolvenza delle diapositive. Circa nel 1980, quando entrò (ed entrai anche io) nella Sezione Fotocine, il nostro responsabile era Roberto Pronzato, all'epoca biologo, fotografo subacqueo e ricercatore all'Università di Genova.2
Silvano aveva molte passioni: la principale, ovviamente, era la fotografia. Possedeva un corredo Hasselblad di tutto rispetto e uno Contax per il 35 mm. Era tra i pochi, in Genova, a saper mettere mano alla Hasselblad, che sapeva smontare e rimontare. È stato per trent'anni fotografo di cerimonia e matrimonio e, negli anni '80, ha collaborato con Santo Piano nel riprendere i Balletti di Nervi.
Insomma... era una persona poliedrica dalla spiccata personalità! Lo conobbi nella mia adolescenza, in anni fatti di tanto entusiasmo e tanta voglia di fare e di conoscere. Mi ha lasciato un segno importante, una testimonianza, in merito ai rapporti di amicizia in ambito associativo in Italia, che tanto hanno caratterizzato gli anni dal dopoguerra in poi. Grazie Silvano.



Fotografia originale

Figura 2 – Luna (Clavarezza, 2 luglio 2012) 3

Io me ne vo... scusate: essa non può aspettarmi.
Il raggio della luna, ecco, viene a chiamarmi!




1 Nella pizzeria Il Vicolo erano presenti anche Silvano Di Corato, Roberto Manelli e Michele Terzo.

2 Pronzato è stato il primo docente di Fotografia subacquea marina in Italia, all'Università di Pisa (1981); dal 1992 professore ordinario di Zoologia all'Università di Genova, è ora in pensione.

3 Condivisa da Silvano Galanti, su Facebook, il 3 luglio 2012. Dati: Canon 7D - Ob. 70/200 mm L IS USM f/2,8 - Extender 2 III - Tv. 1/200" - f/8 - Iso 400 - Foc. 640 mm - Monopiede - Lett. Spot. Messa a fuoco eseguita sulla corona dell'albedo. Foto scattata da loc. Clavarezza 800 slm. Valbrevenna.

L'epitaffio che segue è stato scritto su Facebook da Balestrieri (10 maggio 2015): "Gli equipaggi delle missioni Apollo hanno portato la Hasselblad sulla Luna. Tu, ora, l'hai portata ancora più in alto".



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