Urania Ligustica

L'astrofilia nel Novecento. I

Virginio Monticelli

Biografia

Astrofilia I



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Figura 1 – Virginio Monticelli al tornio nella sua officina (Genova Sestri, febbraio 1978) 1 ▼


Questa biografia in fieri è nata da testimonianze registrate molti anni dopo i fatti: ciò comporta problemi ovvi,2 ▼ tra cui qualche incertezza nella cronologia degli eventi. Si è cercato di risolverli – e dimostrarne la soluzione – strutturando il testo in tre parti: questa è la sintesi finora raggiunta; altre pagine contengono le → testimonianze inedite e gli → estratti dalle fonti edite, che si sono rivelate utili per confermare, precisare o contestualizzare quanto ricordato. La speranza è che altri amici, conoscenti e parenti si aggiungano a chi ha già collaborato, in modo da approfondire il profilo di una persona di grande levatura morale e notevoli capacità tecniche: un vero méistro,3 ▼ per dirla in genovese.


Virginio Monticelli nasce il 3 giugno 1921.4 ▼

Frequenta la Scuola serale per macchinisti navali,5 ▼ nella delegazione genovese di Cornigliano.6 ▼

La scuola era stata → fondata nel 1915 dal Comune di Cornigliano Ligure,7 ▼ per iniziativa dell'assessore alla pubblica istruzione Gustavo Dufour (1857-1945), laureato in ingegneria navale nel 1881,8 ▼ e della Federazione degli armatori liberi italiani, che pubblicava a Genova la rivista La marina mercantile italiana.9 ▼ Si voleva rispondere all'esigenza, assai sentita in tutta la nazione, di fornire maestranze alla marina mercantile: gli istituti nautici, infatti, si erano dimostrati insufficienti allo scopo.10 ▼

L'iniziativa è dovuta all'ingegnere di 1ª classe nella riserva del Genio navale → Ugo Ciampini, laureato alla R. Scuola superiore navale di Genova nel 1896, dove era stato incaricato del corso biennale di Disegno negli anni 1909-1912. Ciampini aveva dimostrato fin dal 1901 le sue capacità didattiche, realizzando un Modello scomponibile di Incrociatore corazzato lungo oltre ottanta centimetri e corredato da una guida che non si limita a descrivere il modello, ma delinea la storia di questa nave. L'affidamento della direzione a Ciampini è risultato efficace: ha diretto la scuola a lungo...11 ▼

Gli allievi erano "operai pratici" degli stabilimenti navali e meccanici, per lo più dai venti ai trent'anni.12 ▼ I candidati potevano accedere alla scuola dopo un corso preparatorio biennale, teso a fornire adeguate conoscenze di base in lingua italiana, geografia descrittiva, calligrafia, aritmetica, algebra, geometria e disegno lineare ovvero superando un esame sulle stesse materie. La patente di macchinista navale di 2ª classe era conseguita dopo un corso di due anni; quella di 1ª classe era conseguita dopo altri tre anni di corso. Oltre alle materie di carattere generale (italiano, francese o inglese, storia, algebra, geometria, trigonometria, geometria descrittiva e disegno), sono previsti gli insegnamenti di fisica sperimentale e complementare, meccanica elementare e applicata, macchine e loro disegno, materiali e combustibili, doveri dei macchinisti, esercitazioni pratiche di officina.13 ▼

Nonostante l'inizio della prima guerra mondiale e la conseguente chiamata alle armi, nell'anno scolastico 1916/17 gli iscritti ai corsi erano già 115.14 ▼ L'esperimento didattico e i suoi risultati avevano destato un vivo interesse a livello nazionale.



Cartolina d'epoca

Figura 2 – Il grande palazzo dal vasto giardino ha ospitato la Scuola macchinisti navali (Genova Cornigliano, anni Trenta) 15 ▼


Negli anni in cui è frequentata da Monticelli, la Scuola macchinisti navali condivide la → sede con la Scuola di avviamento professionale «Alessandro Volta»16 ▼ che, a differenza della scuola serale, si rivolge a ragazzi dagli 11 ai 14 anni. L'avviamento professionale era nato nel 1928 dalla trasformazione della Scuola complementare (1923), nata a sua volta dalla Scuola tecnica. Di durata triennale come le precedenti, segue i cinque anni delle Elementari. L'avviamento professionale confluirà nella Scuola media inferiore, istituita nel 1940, solo nel 1963.17 ▼ L'uso degli stessi spazi è reso possibile dai diversi orari di lezione e riguarda persino le aule di studio e i banchi, inadeguati per uomini fatti.18 ▼



Dal web

Figura 3 – Aggiustaggio nel laboratorio di meccanica della R. Scuola di avviamento professionale "A. Volta" (Genova Cornigliano, anni Trenta) 19 ▼


Comunista, contribuisce alla Resistenza contro i nazifascisti manutenendo le armi da fuoco che gli portano i partigiani.20 ▼ Esiste, in effetti, un possibile riscontro: in uno dei cinque distaccamenti che compongono la Brigata Garibaldi «Aleandro Longhi» – a sua volta una delle tre che costituiscono il Comando Zona Sestri Ponente – opera un armaiolo.

"Il Distaccamento Ricci (Distaccamento Panigaro, prima della morte di Ricci) si occupava non solo di volantinaggio e di scritte sui muri, ma anche del recupero delle armi, che venivano nascoste in una cava del Monte Gazzo. Nella cava, illuminata da una candela, c'era un armaiolo che aggiustava le armi, le puliva e le metteva in ordine. Vicino a questa, c'era un'altra cava, dove venivano provate le armi. Il centro degli incontri dei componenti del Distaccamento Ricci era un'osteria del Viale C. Canepa, nella cui cantina avvenivano le riunioni. Il Comandante del Distaccamento era Battista, il Commissario era Bruno Borgiani, detto "Pipetta", Renato Battelli e i fratelli Grasso erano i custodi".21 ▼

Lavora come saldatore elettrico nelle → Officine Verrina, a Genova Voltri: un'azienda privata che realizza carpenteria in ferro, gru, ponti, serbatoi ad alta pressione. Il numero degli addetti varia rapidamente in funzione dei lavori acquisiti e le condizioni di lavoro sono difficili, tanto più per chi, come Monticelli, salda tubi anche dall'interno.22 ▼

L'ingresso in San Giorgio gli apre un mondo nuovo. Nel reparto ottiche dello stabilimento sestrese lavora già il fratello, ma la sua carriera si sviluppa nel settore della meccanica di precisione, fino a collaborare alla realizzazione di telai per calze da uomo: macchine complesse, in cui si contano più di tremila componenti. È lecito parlare di collaborazione, perché giunge addirittura a brevettare una macchinetta che rinforza la punta e il tallone e mette l'elastico nel bordo in cima. La competenza raggiunta fa sì che l'azienda gli affidi il delicato incarico di installare e manutenere le macchine presso i clienti.23 ▼ Il prodotto ha un buon successo negli anni dal 1947 al 1954, ma già nel bilancio 1953 le "macchine per calze Hilscher e per maglieria" sono elencate tra le produzioni da abbandonare. Ciò nonostante, la loro produzione è conferita alla Nuova San Giorgio nel 1954 e due anni dopo il ramo tessile viene ancora considerato strategico, insieme a quello in rapida espansione delle centrali di tiro: il lavoro su commessa per il settore militare può infatti compensare le fluttuazioni di mercato che subisce il ramo civile, e viceversa.24 ▼



Dal web

Figura 4 – Macchina per calze da uomo San Giorgio modello D2-52 (Genova Sestri, circa 1950) 25 ▼


Non è noto quando Monticelli sia assunto in Marconi. È possibile che la decisione maturi per il progressivo calare di importanza delle macchine per calze nei confronti di impianti tessili di dimensioni sempre maggiori. A differenza della San Giorgio, ormai completamente pubblica, nel 1959 la Marconi Italiana è tornata nella piena proprietà della casa madre inglese, Marconi's Wireless Telegraph Company, e ha un importante stabilimento a poche centinaia di metri dalla San Giorgio. Il lavoro sembra (e si dimostrerà) più sicuro, ma le sue mansioni da tornitore e fresatore possono essere poco stimolanti in una azienda da sempre orientata alle telecomunicazioni.26 ▼

In ogni caso, prima del 1969 allestisce una propria officina in una palazzina presso via Borzoli, a Genova Sestri, in un'area allora in gran parte ancora agricola.27 ▼ Ante la primavera del 1972 trasferisce l'officina in un seminterrato di sua proprietà, a Genova Sestri, a meno di centro metri dall'appartamento in via Borzoli dove vive con la moglie Alma Simonetto.28 ▼



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Figura 5 – La palazzina gialla, in secondo piano al centro, ospitava la prima officina di Monticelli (Genova Sestri, agosto 2016) 29 ▼


Dal web Copyright

Figura 6 – Il seminterrato in cui Monticelli aveva trasferito l'officina (Genova Sestri, agosto 2016) 30 ▼


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Figura 7 – Monticelli è al centro, dietro il banco (Genova Sestri, 1977 o 1978) 31 ▼


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Figura 8 – Alfredo Tortonese e Virginio Monticelli con il riflettore Marcialis Ø 40 cm (Genova Sestri, 18 settembre 1972) 32 ▼


Virginio Monticelli muore il → 19 dicembre 1981.33 ▼

L'officina è mantenuta attiva da chi l'ha sempre frequentata: ... Si provvede, quindi, a pagare l'affitto [o, meglio, sono sostenute le spese dirette???] alla vedova: Alma Simonetto. Col tempo, però, risulta necessaria una presenza più puntuale in Osservatorio e viene adibito allo scopo il piano terra, dove era già stata realizzata la camera oscura. L'officina di Monticelli viene restituita alla Signora Alma il 28 marzo 1992.34 ▼




▲ 1   Monticelli aveva una sobria eleganza persino in officina, anche quando, in piena estate, lavorava in canottiera! Per questa foto si era limitato a togliere il camice grigio da lavoro.

▲ 2   H. Kragh, Introduzione alla storiografia della scienza (Bologna, Zanichelli, 1990) Link esterno OPAC SBN. C. Marcellini, Testimoni a scuola. Una riflessione sull'uso delle fonti orali per la didattica della storia (4/12/2014) Link esterno novecento.org.

▲ 3   F. Bampi, Traduttore Italiano Genovese Link esterno TIG.

▲ 4   R. Balestrieri, Proposta di elezione a soci onorari OAG [Osservatorio Astronomico di Genova] di Alma Simonetto Monticelli e Alfredo Tortonese, foglio volante (14 ottobre 2000) → File PDF.

Non è noto se si tratti di omonimia o esista un legame di parentela con il maggior generale comm. Virginio Monticelli († Monza, 10/9/1893): Gazzetta ufficiale del Regno d'Italia (1893), n. 287 (6 dicembre), p. 5045 Link esterno Au.G.U.Sto.

È possibile che esista un più stretto legame con Bertrando Monticelli, nato a Finale Marina, Savona, il 2 settembre 1901, da Virginio Monticelli (di anni quaranta) e Giuseppina Senini (di anni trentuno) Link esterno Antenati. Al 2/6/2019 questo importante progetto comprende, per quanto riguarda la Liguria: Genova, Nati 1800-1899 e Morti 1831-1899; Imperia, Nati 1812-1900; Savona, Nati 1800-1903 – La Spezia non è ancora citata. Nella stessa data la homepage Link esterno Antenati sintetizza lo stato del progetto in 89.336.473 immagini, 1.210.052 registri, 60 Archivi di stato. Il 21/1/2021 lo stato è il seguente: 100.761.770 immagini, 1.383.064 registri, 65 Archivi di stato.

▲ 5   S. Di Corato, Comunicazione privata (18/11/2017): "si era diplomato macchinista navale a Cornigliano nella scuola Alessandro Volta".

Documenti pertinenti alla Scuola macchinisti navali dovrebbero essere conservati nell'Archivio Storico del Comune di Genova Link esterno SIUSA.

▲ 6   Cornigliano Ligure è stato unito al Comune di Genova, insieme ad altri diciotto comuni (tra cui Sestri Ponente), in base al Regio decreto legge 14/1/1926, n. 74, in: Gazzetta ufficiale del Regno d'Italia (1926), n. 17 (22 gennaio), p. 276 Link esterno Au.G.U.Sto. Cornigliano Link esterno Wikipedia.

L'ambiguità tra "Cornigliano Ligure", comune autonomo, e "Genova Cornigliano", delegazione urbana, è durata a lungo; nei primi anni Settanta i giovani corniglianesi dicevano, quando che si recavano nel centro cittadino: "Andiamo a Genova".

▲ 7   "Una nuova scuola di macchinisti navali", Rivista nautica, 24 (1915), p. 32.

▲ 8   A. Marcenaro, M. E. Tonizzi, a cura di, Dalla Regia Scuola superiore navale alla Facoltà di Ingegneria, in Atti della Società Ligure di Storia Patria, nuova serie, 37 (1997), n. 1, p. 213 Link esterno Biblioteca digitale SLSP. La breve biografia di Gustavo Dufour, alla nota di seguito citata, basti a manifestare quanto era cattolica Cornigliano Ligure rispetto alla "rossa" Sestri Ponente: R. Spiazzi, L'Apostolato della Verità nella vita e negli scritti di Ermelinda Rigon fondatrice del Cenacolo Domenicano (Bologna, ESD, 1994), nota 1 alle pp. 455-456 Link esterno Google libri. Sulla famiglia: E. Bianchi Tonizzi, "Dufour", Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 41 (Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1992), ad vocem Link esterno DBI.

▲ 9   La rivista è stata pubblicata dal 1902 al 1921 Link esterno OPAC SBN.

▲ 10   Rivista nautica (1915), cit.

▲ 11   A. Marcenaro, M. E. Tonizzi, a cura di, Dalla Regia Scuola superiore navale alla Facoltà di Ingegneria, in Atti della Società Ligure di Storia Patria, nuova serie, 37 (1997), n. 1, pp. 79, 84, 212 Link esterno Biblioteca digitale SLSP. La nomina a ingegnere di 1ª classe è in: Gazzetta ufficiale del Regno d'Italia (1899), n. 196 (23 agosto), p. 3187 Link esterno Au.G.U.Sto. Il modello di incrociatore e la guida relativa sono descritti in: Rivista bibliografica italiana, 6 (1901), pp. 157-158.

▲ 12   La marina mercantile italiana, 16 (1918), p. 5930.

▲ 13   Regio decreto legge 1/1/1891, n. 13, in: Gazzetta ufficiale del Regno d'Italia (1891), n. 27 (3 febbraio), pp. 461-482 Link esterno Au.G.U.Sto.

▲ 14   La marina mercantile italiana, 14 (1916), p. 5488.

▲ 15   Cartolina d'epoca condivisa nel gruppo Facebook Amici di Cornigliano. La Scuola macchinisti navali ha subìto vari trasferimenti, come accennato in → Fonti edite.

▲ 16   "L'Istituto «C. Colombo» per macchinisti navali di Cornigliano Ligure", La Motonautica Italiana, 7 (1939), p. 256.

▲ 17   Scuola secondaria di primo grado in Italia Link esterno Wikipedia. Storia dell'istruzione in Italia Link esterno Wikipedia.

▲ 18   "L'Istituto «C. Colombo» per macchinisti navali di Cornigliano Ligure" (1939), cit.

▲ 19   Il laboratorio di meccanica della scuola "A. Volta", fotografia originale 17,5 x 23,5 cm, Archivio INDIRE, Fondo Fototeca, Busta/319/009 Link esterno scheda e fotografia. Giuseppe Chiodo, che ha frequentato l'Alessandro Volta negli anni 1946-1947, ha riconosciuto l'aula e gli stessi banchi di lavoro: Comunicazione privata (10/12/2017). Ciò conferma che Monticelli deve avere frequentato la stessa struttura.

Si noti che l'avviamento professionale riguardava anche le alunne, ma l'insegnamento (cucito, sartoria, economia domestica, ecc.) aveva ancora luogo in una struttura diversa della stessa scuola: villa Pavese Dufour, attuali civici 37 e 39 di via Tonale, all'altro capo di Cornigliano. Informazioni sull'edificio sono in: E. De Negri et al., I palazzi di villa di Cornigliano (s.a.) Link esterno Visitgenoa.it.

▲ 20   S. Di Corato, Comunicazione privata (19/11/2017): "Mi disse Virginio in persona, alla mia domanda se aveva partecipato alla Resistenza, che non fu partigiano nella guerriglia ma si occupava della manutenzione delle armi! Insomma gliele portavano e lui le rimetteva in ordine".

▲ 21   C. Causa, a cura di, La Resistenza sestrese : fatti ed avvenimenti raccontati da coloro che ne furono i veri protagonisti (Genova Sestri Ponente : A.N.P.I., 2000), p. 59 Link esterno OPAC SBN.

Su Aleandro Longhi (1909-1944), Ibidem, p. 54 e Link esterno Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. Il primo nome del Distaccamento, Panigaro, fa riferimento alla frazione dell'antico comune di Sestri Ponente in cui nasce il torrente Chiaravagna (sulla cui riva, per inciso, ha abitato Monticelli). La targa dedicata a Cesare Ricci, nato nel 1927, è a Sestri Ponente in via Giuseppe Biancheri, dove è stato ucciso il 12/9/1944 perché aveva violato il coprifuoco per scrivere sui muri Link esterno Prossima fermata Genova e Link esterno YouTube.

Virginio Monticelli non figura nel Link esterno Casellario Politico Centrale, né esiste una sua biografia in Link esterno Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (situazione del 21/1/2021).

▲ 22   S. Di Corato, Comunicazione privata (18/11/2017): "Lavorò come saldatore elettrico alla Verrina s.p.a. che realizzava manufatti di varia carpenteria, all'epoca azienda leader in Genova Voltri, ora chiusa. Saldava i tubi dall'interno quindi ci andava dentro anche sdraiato, lavoro disagiante, pericoloso e tossico".

L'Aerotecnica, 30 (1950), pp. 212, 324, 384. Panorama economico 1966 (Milano, Il Sole-24 Ore, 1967), p. 39.

▲ 23   G. Montaldo, Comunicazione privata (10/11/2014): "Virginio... lavorava alle macchine per calzaturifici, quelle che realizzavano le calze da uomo: macchine complesse, con più di tremila 'pezzi' o componenti. Virginio aveva addirittura brevettato una macchinetta che faceva il rinforzo della punta e del tallone e metteva l'elastico nel bordo in cima. Virginio si occupava dell'installazione e della manutenzione presso i clienti".

P. Arvati, "Autogestione, rabbia e fantasia: la lunga lotta della San Giorgio", la Repubblica (18/9/2005) Link esterno laRepubblica.it.

▲ 24   M. Nones, Dalla San Giorgio alla Elsag. Da grande gruppo meccanico ad industria elettronica avanzata (1905-1969) (Milano, F. Angeli, 1990), pp. 182, 192, 195, 197, 198, 200, 205, 206, 207, passim Link esterno OPAC SBN.

▲ 25   Immagine tratta dall'importante galleria curata dall'ing. Elio Sparatore in Nones (1990).

▲ 26   S. Di Corato, Comunicazione privata (18/11/2017): "Lavorò come tornitore e fresatore alla Marconi Italiana fino la pensione".

R. Tolaini, Marconi Italiana. Storia (2010) Link esterno www.storiaindustria.it (pdf). Marconi Company Link esterno Wikipedia.

▲ 27   L'ubicazione della prima officina è specificata in: G. Chiodo, Comunicazione privata (2-3/12/2017): "Di fronte a casa mia, in via Borzoli, c'era un signore che di tanto in tanto usciva dalla sua officina e faceva girare con grande fumo e rumore uno strano motore a scoppio".

▲ 28   Il curatore di Urania Ligustica ha frequentato sia questa officina, dalla primavera del 1972, che la vicina casa di Monticelli.

▲ 29   L'officina era all'altezza dell'attuale civico 114 (?) di via Borzoli Link esterno Street View (agosto 2016). L'identificazione è dovuta a Giuseppe Chiodo, che abitava nel condominio che si intravvede a destra.

▲ 30   L'officina era al civico 1 di via Pier Domenico da Bissone, che fa angolo con via Pillea Link esterno Street View (agosto 2016).

▲ 31   Fotografia originale. Da sinistra a destra: Silvano Di Corato, Arturo Navone, Virginio Monticelli, Flavio Fontanelli (? di profilo), non riconosciuto (di spalle), Giorgio Montaldo, Roberto Manelli. Si veda → l'elogio dell'autore.

▲ 32   Fotografia originale, positivo 105 x 147 mm. Salone dell'Università Popolare Sestrese, a Genova Sestri.

▲ 33   Balestrieri (2000), cit.

▲ 34   G. Montaldo, "Addio «Officina Monticelli»!", Bollettino Sezione Astrofili Università Popolare Sestrese, 21 (1991-1992), n. 60-61, p. 36. "Attività sociale", Bollettino Osservatorio Astronomico di Genova, 22 (1992-1993), n. 62-63, p. 3. R. Balestrieri, "L'Osservatorio Astronomico di Genova", Bollettino Osservatorio Astronomico di Genova, 26 (1996-1997), n. 70, pp. 60, 66-67.

Per la storia della Sezione Astrofili dell'Università Popolare Sestrese (attuale Osservatorio Astronomico di Genova) si può ora rimandare alla pagina specifica di → Urania Ligustica.


Tutti i collegamenti ipertestuali, → interni o Link esterno esterni a Urania Ligustica, sono risultati attivi il 21/1/2021.



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