Urania Ligustica

Cielo e marina. I

L'Osservatorio astronomico della Regia Scuola di Marina

Dalla fondazione della scuola all'unità d'Italia (1816-1861)

Cielo e marina. I



Questa struttura didattica 1 non deve essere confusa con gli Osservatorii dell'Istituto Idrografico 2 e dell'Università di Genova.3

La seconda parte di questo articolo riguarda il periodo dall'unità d'Italia
alla fondazione dell'Accademia Navale di Livorno (1861-1881).



Il re di Sardegna Vittorio Emanuele I (1759-1824) istituisce il 16 gennaio 1816 la Regia Scuola di Marina a Genova, con lo scopo di formare gli allievi ufficiali della propria Marina militare.4 Il 9 novembre è approvato il suo Regolamento.5 Il 1° febbraio 1817 è effettivamente aperta.6

La Scuola è nel sestiere di Pré, presso piazza Acquaverde, sulle pendici di una collina dove, nell'arco del Seicento, erano stati eretti e ristrutturati tre monasteri: uno dedicato a Santa Teresa, lungo la salita omonima; l'altro degli Agostiniani Scalzi, lunga salita della Visitazione – dalla loro chiesa, dedicata a Santa Maria della Visitazione; il terzo di monache Clarisse, Nostra Signora della Neve, da cui il nome della crêuza che prosegue le precedenti.7 La topografia della zona è assai modificata dall'utilizzo dei conventi per fini militari e dalla realizzazione, nel 1818, di Forte San Giorgio:8 sarà gravemente danneggiato il 6 settembre 1848, nel corso dei moti popolari che segnano l'inizio del Risorgimento.9 L'intera collina, dominata dal bastione di Montegalletto, sarà ulteriormente trasformata tra il 1886 e il 1892 per la costruzione del castello neogotico del capitano Enrico Alberto D'Albertis (1846-1932).10

La sede del collegio è nei locali dell'ex convento posto più in basso, nazionalizzato nel 1810, di cui fa parte la chiesa dedicata a S. Teresa d'Avila (1515-1582), usata come oratorio e in cui campeggia, sull'altare maggiore, una grande pala di Bernardo Strozzi (1581-1644).11


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Figura 1 – L'area con antichi conventi a monte dell'Acquaverde 12


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Figura 2 – Palazzo seicentesco in salita di Santa Teresa (12 maggio 2012)


La supervisione è affidata all'ammiraglio Giorgio Andrea Des-Geneys (1761-1839): per i nostri scopi è interessante notare che intorno al 1811, quando la corte sabauda era in esilio in Sardegna, ha eseguito rilievi idrografici delle coste settentrionali dell'isola.13

Da un lato è lecito ipotizzare che l'affidamento della direzione della scuola a un alto ufficiale, cui sono sempre assegnati altri incarichi, riduca il suo impegno effettivo nel collegio; per cui non stupisce che sia assistito da un ufficiale di grado più basso, un primo luogotenente di vascello, e poi da quello che sembra un vero comandante in seconda: un capitano di vascello o di fregata. Dalla metà del secolo la direzione sarà affidata, in effetti, direttamente a un capitano di vascello o di fregata (tabella III).

Si noti, però, che il comandante in 2ª non è mai subentrato nella direzione: la carriera di tali ufficiali è evidentemente proseguita grazie a ruoli più operativi. E, soprattutto, ci sono testimonianze che indicano che il direttore era davvero presente nella conduzione del collegio.14 È una dimostrazione dell'importanza dell'istituzione per il regno sabaudo.

La Scuola è a numero chiuso: il numero degli allievi previsti è pari dapprima a 20, per poi salire a 35, 40, 50 e 55, dato che i nuovi guardia-marina non risultano in numero tale da completare un'adeguata formazione in mare, prima di assicurare il graduale ricambio degli ufficiali.15 Ciò comporta l'ingrandimento dell'edificio, un corpo insegnante più numeroso, spese maggiori (anche se queste sono in parte sostenute dalla famiglia dell'allievo). L'aspirante guardia-marina ha, dapprima, un'età compresa tra gli 11 e i 14 anni, per poi salire a 13-15 anni.16

Il Regolamento assegna fin dall'inizio un ruolo chiave al docente di Matematica.

131. Il professore di matematica insegnerà l'aritmetica, la [<276-277>] geometria piana solida; la trigonometria rettilinea e sferica; l'algebra colla sua applicazione alla geometria, le sessioni [sezioni] coniche, la meccanica, la statistica, l'astronomia e le teorie della navigazione. Avrà la cura e custodia della biblioteca, come delle carte ed istrumenti della scuola.17

Anche l'incarico di direttore della biblioteca è significativo, dato che questa struttura non è al servizio della sola scuola, ma dell'intero Ammiragliato.18

Il corredo obbligatorio dei ragazzi, assai dettagliato, comprende alcuni sussidi didattici.

38. [...] Dovrà inoltre ogni allievo tanto della prima, che della seconda categoria, avere il corso di matematica adattato alla sua scuola, uno stucchio matematico, la tattica navale di Ramatuele [A. Ramatuelle, Cours élémentaire de Tactique navale (Paris, Baudouin, 1802)] tradotta in italiano [Corso elementare di tattica navale... tradotto... da Baldassarre Romano (Napoli, Fonderia Reale e Stamperia, 1813)], e tutti i libri ed instromenti matematici, che gli saranno necessarj secondo il suo grado d'istruzione, e specialmente un settore ed un cannocchiale acromatico.19
122. I libri onde dovranno fare uso gli allievi per lo studio delle matematiche, saranno il completo corso di Bezout [É. Bézout, Cours de Mathématiques, à l'usage de la marine et de l'artillerie (Paris, veuve Seguin, 1811)] in sei volumi ad uso dei guardia del padiglione e della marina, tradotto in italiano [Corso di matematiche, per uso delle Guardie-Marina (Napoli, Stamperia Reale, 1823)].20

Al corredo personale devono aggiungersi le dotazioni della Scuola.

22. Gli istromenti, carte, sfera armillare, modelli, ed ogni altra cosa propria per gli usi delle vane arti meccaniche, e sperimenti che saranno giudicati necessarj all'istruzione degli allievi, saranno provvisti co' casuali fissati per la scuola, e si custodiranno da' rispettivi professori o maestri.21

Alle lezioni di matematica del professore seguono quelle di un ripetitore.

5. Verrà dal comandante in capo proposto un uffiziale subalterno di vascello, o del secondo reggimento reale artiglieria di marina per riempire nella scuola le funzioni di ripetitore delle lezioni matematiche, sussidiariamente ai professori, e maestri fìssati dal regolamento primo ottobre 1815.22
127. Il ripetitore attenderà ad ispiegare e dimostrare agli allievi le lezioni, e problemi loro dati dal professore di matematiche, e suppliranno ad esso in caso d'impedimento od assenza: potrà altresì essere dal direttore deputato l'allievo il più distinto per dottrina, per ripetere ed esporre ai compagni gli addottrinamenti delle matematiche.23

Quali conoscenze astronomiche deve dimostrare chi sostiene l'esame per il più alto grado, sottotenente effettivo di vascello, dopo cinque anni di corso?

160. [...] la pratica cognizione di prendere l'altura degli astri, facendo uso del settore od ottante per determinare la latitudine, e per tutte le altre osservazioni astronomiche analoghe alla navigazione di lungo corso; l'uso delle tavole relative alle declinazioni, amplitudini, refrazione, e diametro del sole; il metodo di calcolare l'epatta e le fasi della luna, per trovar l'ora della colma o bassa marea...24

Le scienze matematiche sono insegnate, quanto meno dal 1822 al 1828-29, dal sacerdote Saverio Giraudi.25 Don Giraudi è autore di un manuale edito a Genova nel 1823: Nouvelle méthode pour réduire les distances apparentes de la lune au soleil ou a une étoile en distances vraies dans le calcul des longitudes. La pubblicazione è stata stimolata dal barone Francesco Saverio de Zach (1754-1832), allora residente a Genova al seguito della duchessa Carlotta di Sassonia-Gotha-Altenburg (1751-1827), grazie ad alcuni articoli apparsi sulla rivista da lui edita: Correspondance astronomique, géographique, hydrographique et statistique. È infatti lo stesso barone de Zach a dichiarare che il suo metodo abbreviato per il calcolo della longitudine, dalla misura delle distanze angolari tra la Luna e il Sole o una stella,

peut servir dans tous les case, et pour tous les besoins de la navigation, avec la même sécurité, que le calcul direct et rigoureux. Les erreurs qui peuvent en résulter ne surpasseront jamais l'exactitude, avec laquelle on pourra faire, à bord d'un vaisseau [il corsivo è di Zach], l'observation des distances...26

Il metodo, a cui è dedicata una pagina specifica di Urania Ligustica, è messo a punto nell'ambito della Scuola di Marina, grazie a osservazioni da terra e sul mare. La pubblicazione degli articoli, la validazione del metodo da parte di Zach, la distribuzione internazionale del manuale e i riscontri ricevuti in varie sedi dimostrano l'aggiornamento e il livello dell'insegnamento nel collegio.

Giraudi cessa di insegnare nella Scuola intorno al 1829 (tavola III); nello stesso anno, l'11 gennaio, diventa socio corrispondente della R. Accademia delle Scienze di Torino.27 La cattedra di Matematiche e Navigazione è vacante nell'anno scolastico 1830-31, ma Giraudi compare ancora nella commissione per gli esami dei capitani e padroni della Marina mercantile in Genova, che ha come presidente il cavaliere di Castelvecchio; l'anno successivo il nome del sacerdote scompare anche per questo ruolo.28

Il 28 maggio 1831 il ruolo è assegnato al sacerdote Giacomo Garibaldi (1798-1846), docente di Fisica generale e sperimentale all'Università di Genova.29 Don Garibaldi, così come il suo predecessore Giraudi, è citato per primo nel corpo insegnante – con i colleghi di Disegno, Francesco Baratta, e Lingue, Francesco Assalini –, sotto la direzione del vice ammiraglio Francesco Ricca di Castelvecchio e con il reverendo Gerolamo Beretta quale economo e cappellano.30 L'esiguo numero dei corsi e la loro denominazione non devono trarre in inganno: il Regolamento definisce nel dettaglio molteplici insegnamenti, a cui si aggiungono esercizi pratici su terraferma e, per alcuni mesi ogni anno, la pratica in navigazione, con controlli sistematici ed esami rigorosi.31

Le coordinate dell'Osservatorio sono riportate nella tabella che segue.


Fonte φ  Latitudine λ  Longitudine
dal meridiano di Parigi
λ  Longitudine
del meridiano di Parigi
da Greenwich
λ  Longitudine
risultante da Greenwich
Quota
m
S. Giraudi 44° 25' 5" N 32 - - - -
G. Garibaldi 44° 25' 4" N 33 6° 35' 8" E 33 2° 20' 14" E 34 8° 55' 22" E +77,93 35

Tabella I – Coordinate geografiche in letteratura


La torretta da cui venivano eseguite le osservazioni deve essere quella tuttora esistente: in alto al centro nella figura seguente.


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Figura 3 – Il convento di Santa Teresa da Sud 36


Copyright Fotografia originale    Fotografia originale Copyright

Figura 4 – La torretta da Ovest-Sud-Ovest (12 maggio 2012)    Figura 5 – La torretta da Nord-Nord-Ovest (12 maggio 2012)


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Figura 6 – La sommità della torretta da Nord-Nord-Ovest (12 maggio 2012)


La tabella che segue mette a confronto le coordinate dovute a Giacomo Garibaldi con quelle misurate per il terrazzo che conclude la torretta.


Epoca Datum φ  Latitudine λ  Longitudine
da Greenwich
Fonte
Secolo XIX - 44° 25' 4" N 8° 55' 22" E Tabella I
2012 WGS84 44° 25' 3",8 N 8° 55' 24",8 E Flash Earth 37
2012 WGS84 44° 25' 3",73 N 8° 55' 24",81 E Google Earth 38

Tabella II – Coordinate geografiche ottocentesche e attuali


Le coordinate corrispondono abbastanza bene a quanto misurato nell'Ottocento, soprattutto se si tiene conto della maggiore facilità con cui può essere misurata la latitudine rispetto alla longitudine. È opportuno ricordare, comunque, che occorre cautela nel confrontare le coordinate attuali di uno stesso luogo basate su diversi sistemi geodetici di riferimento (datum): si veda la pagina qui dedicata agli Osservatori astronomici di Greenwich e Parigi, che mostra discrepanze di alcuni secondi sia in latitudine che in longitudine. A maggior ragione, non è banale comparare misure ottenute quasi due secoli fa con le odierne. La figura seguente ha quindi un carattere orientativo: la croce verde indica la posizione del terrazzo di cui alla tabella II; la croce rossa, il sito a cui corrispondono le coordinate in tabella I (Garibaldi), assumendo lo stesso sistema di riferimento, il più usato attualmente (WGS84). Un confronto analogo è stato effettuato per l'Osservatorio meteorologico dell'Università di Genova.


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Figura 7 – Corrispondenza delle coordinate geografiche in Tabella II 39


Nel 1836 Giovanni Battista Amici (1786-1863) inventa un circolo di riflessione a prismi, più preciso del sestante, e lo propone alla Marina sarda, tramite Garibaldi – si veda il suo Epistolario. In questo periodo è in preparazione la seconda missione oceanica: la fregata Euridice salpa da Genova in agosto. Le osservazioni meteorologiche, climatiche, magnetiche e astronomiche sono affidate al luogotenente Francesco Todon, ripetitore di matematiche e navigazione alla Scuola di Marina; quelle naturalistiche al nizzardo Giambattista Verany (1800-1865). I compiti della spedizione, però, sono essenzialmente politici ed economici, per cui non stupisce la modestia dei risultati scientifici; le uniche osservazioni propriamente astronomiche riguardano le stelle cadenti.

Nel gennaio 1841 il governo sabaudo autorizza la realizzazione di un osservatorio astronomico nella Regia Scuola di Marina: diventerà operativo tre anni dopo.40 Esisteva già un gabinetto di fisica,41 ma solo nel 1851 sarà istituzionalizzato il ruolo di direttore, affidato a Silvestro Gherardi (1802-1879), docente di Fisica e Chimica.42 L'anno successivo sarà assunto un macchinista, assegnato anche all'osservatorio (tabella III). In quest'ultimo è collocato stabilmente uno strumento dei passaggi, per determinare il tempo con la culminazione delle stelle o del Sole, vale a dire il loro passaggio al meridiano che unisce i punti Sud e Nord dell'orizzonte astronomico allo zenit.43

La situazione del Collegio di Marina nel 1846 è sintetizzata in modo efficace da una guida di Genova per i viaggiatori.

Questo locale venne eretto nel 1619 per convento di monache Teresiane, che ne furono discacciate nel 1797. Nel 1817 vi fu introdotta dal governo la scuola di marina, istituita nell'anno medesimo. L'amministrazione di esso collegio incombe a un Direttore che si elegge tra gli uffiziali maggiori della Regia Marina; egli è aiutato da un luogotenente di vascello, al quale è devoluta la direzione degli studi. V'han poi varii maestri, i quali insegnano agli allievi tulle le cose necessarie ad un buon piloto, come sarebbero, a cagion d'esempio, le matematiche, il disegno, la lingua italiana, francese ed inglese, la fìsica, la nautica e varii altri studi di simil fatta, nei quali intrattenutisi gli alunni pel corso di cinque anni, si dà loro un grado nella Marina. Per ottener l'ammissione in questo collegio, fa d'uopo che il giovinetto sia tra i dodici e i quindici anni, abbia avuto il vaiuolo, ed abbia fatto un corso primordiale di studi, sia cattolico, e suddito del re di Sardegna, e paghi finalmente un'annua somma. In questo stabilimento è una mediocre biblioteca, un gabinetto di fisica, e un osservatorio astronomico.44

Il 18 aprile 1846 Giacomo Garibaldi muore per una malattia improvvisa. Don Fortunato Ciocca,45 che lo aveva affiancato nell'insegnamento delle matematiche fin dal 1841-42, diventa 1° professore e assume la direzione dell'Osservatorio (tabella III). Per il ruolo di 2° professore di matematiche è subito scelto Adolfo Parodi, di Chiavari, luogotenente nel corpo reale del genio militare.46

L'Annuario economico-statistico dell'Italia per l'anno 1853 è redatto a Torino: è quindi interessante notare che le informazioni sull'Osservatorio della Marina a Napoli sono ben più puntuali di quelle relative agli osservatorii di Genova e Venezia.

Nello Stato di Napoli l'osservatorio della marina è stato fondato nel 1818. È ricco di strumenti, fra i quali il barometro regolatore di Newman, il simpiesometro di Iones, ed una collezione di cerchi a riflessione di Troughton, il doppio sestante di Rowland, un cerchio ripetitore di Banchs, il cannocchiale micrometrico di Rochon.
Lo Stato Sardo ha pure un Osservatorio astronomico in Genova pei bisogni marittimi, stabilitovi da circa dodici anni, il quale serve anche a regolare il meridiano per i bastimenti che approdano nel porto.
In Austria la specola della marina fu fondata nel 1838 in Venezia e fornita di pregevoli strumenti.47

Nell'adunanza dell'Accademia delle Scienze di Torino del 9 aprile 1854 il presidente, barone Giovanni Plana (1781-1864), comunica i risultati di una determinazione di longitudine effettuata con la collaborazione della Scuola di Marina. La comunicazione dimostra che la misura del tempo, a Genova, era adeguata ad aggiornate esigenze di ricerca e, quindi, alla regolazione dei cronometri di bordo. I collaboratori, però, non sono nominati e non sono determinate le coordinate della Scuola di Marina. Sembra quindi che, in questa fase, la scuola assicuri solo il corretto svolgimento di attività consolidate.

Finalmente in quest'adunanza il Presidente Barone Plana annunzia che mediante tre osservazioni cronometriche fatte il giorno 16 marzo 1854 nell'istesso istante, a Torino ed a Genova, e comunicate per mezzo del telegrafo, si trovò la differenza di longitudine fra il centro della Lanterna di Genova ed il Reale Osservatorio di Torino eguale a 4'. 49'', 75 (in tempo).
Il tempo, a Genova, è stato osservato all'Osservatorio della Regia Scuola di Marina; del qual punto, prendendo per origine degli assi il centro della Lanterna, le coordinate sono le seguenti: Distanza al Meridiano, metri 1514 all'Est; Distanza alla Perpendicolare, metri 1440 al Nord.
La latitudine del centro della Lanterna è di 44°. 24' 18" , giusta le osservazioni del Barone di Zach.48

L'organizzazione scolastica è così sintetizzata nel 1861.

Gli allievi per esservi ammessi debbono aver compiuto l'undicesimo anno d'età, e non oltrepassare il quindicesimo; dar prova di una certa capacità con un esame, che versa: 1° Sull'aritmetica ragionata; 2° Sulla storia sacra, di Persia, di Grecia e di Roma; 3° Sulla grammatica e composizione italiana; 4° Sul leggere, tradurre, e la grammatica francese.

Ammessi nella scuola di marina, gli allievi vi fanno tre anni di corso, e si sottomettono d'anno in anno ad un esame sulle materie trattate nel corso dell'anno. Quindi subiscono un altro esame, che versa su tutte le materie dei tre anni, e se vi corrispondono, sono nominati guardia-marina di 2ª classe, e passano al corso superiore. Questo consta di altri due anni d'istruzione, alla fine di ciascuno dei quali gli allievi danno prova della loro capacità sostenendo un esame sulle materie trattate nel corso dell'anno. Ma questo non basta. Alla fine dei cinque anni i guardia-marina di 2ª classe debbono subire un altro esame sulla somma delle materie studiate nei due ultimi anni per essere nominati guardia-marina di 2ª classe.

I corsi della presente scuola di marina sono così divisi in cinque anni. Primo anno. Primi principii d'algebra. – Geometria piana e solida. – Trigonometria piana. – Letteratura italiana. – Lingua francese. – Disegno. – Calligrafia. Secondo anno. Algebra. – Trigonometria sferica. – Navigazione per istima.–Principii di geometria descrittiva. – Geografia fisica e storia naturale. – Letteratura italiana. – Lingua francese. – Disegno. – Calligrafia. Terzo anno. Elementi di geometria analitica. – Calcolo differenziale ed integrale colle sue applicazioni alla geometria. – Fisica sperimentale coi primi elementi di chimica. – Letteratura italiana. – Lingua francese ed inglese. – Disegno. Quarto anno. Astronomia nautica. – Idrografia. – Elementi di costruzione navale con disegni relativi. – Storia. – Geografia politica, statistica, commerciale. – Lingua inglese. – Istruzione sui regolamenti marittimi. Quinto anno. Meccanica razionale colle sue applicazioni alla teoria della nave e de' suoi movimenti, ed i principii generali di meccanica applicata alle macchine. – Elementi di fortificazione, artiglieria ed arte militare con disegni relativi. – Elementi di tattica navale. – Lingua inglese. – Storia. – Geografia politica, statistica e commerciale. Oltre a questi insegnamenti teorici è stabilito che gli allievi dei due primi anni faranno due ore di corso, e quelli degli ultimi tre un'ora soltanto per giorno non festivo, intorno all'attrezzatura dei bastimenti, alla pratica delle manovre, alle nozioni di costruzione pratica nel regio cantiere, agli esercizi di scherma, di cannone, di fucile, di ginnastica e nuoto. Nella domenica ha luogo una seconda lezione di scherma, esercizi militari e scuola di ballo.

La durata dell'insegnamento scientifico [vale a dire teorico] è di 7 ore per giorno nei primi due anni, di 8 nei tre ultimi; cui debbonsi aggiungere giornalmente cinque ore di studio. Gli allievi passano otto mesi dell'anno a terra nello stabilimento della scuola di marina in Genova per occuparsi dell'istruzione scientifica, e sono imbarcati negli altri quattro mesi a bordo di un legno da guerra per fare un viaggio che procura loro, almeno in parte, l'istruzione pratica. Un professore di matematica della scuola accompagna gli allievi in questo viaggio d'istruzione.

Per compiere l'istruzione che si richiede attualmente dagli ufficiali di vascello conviene aggiungere un esame, al quale si sottomettono i guardia-marina di 1ª classe per ottenere la loro promozione a sotto-tenente di vascello, esame essenzialmente pratico e che versa: 1° Sulle manovre d'artiglieria marina; 2° Sull'attrezzatura, armamento, stivaggio e varamento dei bastimenti; 3° Sui principii di tattica navale, cioè le evoluzioni e manovre di una nave, e di una squadra navale o flotta; 4° Sulla conoscenza ed applicazione dei regolamenti di servizio, disciplina e contabilità delle truppe di mare e dei legni da guerra; 5° Sulle regole e rapporti internazionali dei legni da guerra.49

La progressiva unificazione della nazione e delle sue Marine causerà una profonda trasformazione della Scuola e darà infine origine all'Accademia Navale di Livorno, come vedremo nella seconda parte di questo articolo.


Anno
scolastico
Direttore
Comandante
Comandante in 2° Professori Macchinista Fonte
1816-17 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ??
1817-18 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ??
1818-19 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ??
1819-20 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ??
1820-21 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ??
1821-22 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ??
1822-23 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ??
1823-24 Cav. Francesco Ricca di Castelvecchio
(Maggiore generale)
- Don Saverio Giraudi
(Matematiche e navigazione)
- - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 1 (Torino, Stamperia vedova Pomba e figli, 1824), p. 280 Link esterno Google libri (per Harvard University).
1824-25 Idem - Idem - - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 2 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1825), p. 281 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1825-26 Cav. Francesco Ricca di Castelvecchio
(Contr'ammiraglio)
- Idem - - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 3 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1826), p. 330 Link esterno Google libri (per Harvard University).
1826-27 Idem - Idem - - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 4 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1827), p. 346 Link esterno Google libri (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1827-28 Idem - Idem - - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 5 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1828), p. 347 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1828-29 Idem - Idem - - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 6 (Torino, Stamperia G. Cassone e compagni, 1829), p. 400 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1829-30 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ??
1830-31 Cav. Francesco Ricca di Castelvecchio
(Vice ammiraglio)
- - - - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 8 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1831), p. 338 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1831-32 Idem - Sac. Giacomo Garibaldi
(Matematiche e navigazione)
- - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 9 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1832), p. 353 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1832-33 Idem - Idem - - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 10 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1833), p. 354 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1833-34 Idem - Idem - - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 11 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1834), p. 474 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1834-35 Idem - Idem - - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 12 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1835), p. 350 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
[Redazione], L'Indicatore ossia Guida per la Città e Ducato di Genova, 3 (Genova, Tipografia Fratelli Pagano, 1835), p. 218.
Il Palmaverde, 3 (Torino, A. Fontana, 1835), p. 273 Link esterno Google libri (per Harvard University).
1835-36 Idem - Idem - - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 13 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1836), pp. 339, 346 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1836-37 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ??
1837-38 Cav. Augusto Martin d'Orfengo
(Colonnello)
- Sac. Giacomo Garibaldi
(Matematiche e navigazione)
- - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 15 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1838), pp. 338-339 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1838-39 Idem - Idem - - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 16 (Torino, Tipografia G. Baglione e C., 1839), p. 328 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1839-40 Gaetano Barabino
(Capitano di vascello - comandante l'artiglieria di costa - direttore incaricato)
- Idem - - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 17 (Torino, Tipografia G. Baglione e C., 1840), p. 335 Link esterno Google libri (per Harvard University).
1840-41 Cav. Alberto Ferrero della Marmora
(Maggior generale)
- Idem - - - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 18 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1841), p. 334 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1841-42 Idem - Sac. Giacomo Garibaldi
(1° Professore di matematiche)
Sac. Fortunato Ciocca
(2° Professore di matematiche)
Cap. Mario Felice
(Aritmetica, fortificazione e geografia)
- - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 19 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1842), p. 348 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
Il Palmaverde (Torino, Fontana, 1842), p. 326 Link esterno Google libri (per Koninklijke Bibliotheek).
1842-43 Idem Barone Andrea Verani Masin
(Capitano di fregata - direttore degli studi)
Idem Idem Idem - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 20 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1843), p. 355 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1843-44 Idem Marchese Ippolito Spinola
(Luogotenente di vascello - incaricato provvisorio)
Idem Idem Antonio Sery
(Sottotenente di vascello - Aritmetica, fortificazione e geografia)
- - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 21 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1844), pp. 362-363 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1844-45 Idem Idem Idem Idem Idem - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 22 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1845), pp. 390-391 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1845-46 Idem Idem Idem Idem Idem - - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 23 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1846), pp. 394-395 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1846-47 Idem Idem Sac. Fortunato Ciocca
(1° Professore di matematiche)
Adolfo Parodi
(Luogotenente nel Corpo Reale del Genio - 2° Professore di matematiche)
Giuseppe Biancheri
(Capitano nel Genio marittimo - Geometria)
Agostino Piccone
(Aritmetica)
- - - Calendario generale pe' Regii Stati, 24 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1847), p. 390 Link esterno Google libri (per Harvard University).
1847-48 Idem Cav. Vincenzo Incisa di Camerana
(Luogotenente di vascello di 2ª classe - incaricato provvisorio)
Idem Idem Idem Idem - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 25 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1848), p. 392 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1848-49 Idem Idem Idem Idem Idem Idem - - - Calendario generale pe' Regii Stati, 26 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1849), p. 363 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1849-50 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? Calendario generale pe' Regii Stati, 27 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1850), pp. ??? .
1850-51 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ??
1851-52 Cav. Emilio Pelletta di Cortanzone
(Capitano di vascello)
Cav. Vittorio Emanuele Ricardi di Netro
(Capitano di vascello in 2° - direttore degli studi)
Sac. Fortunato Ciocca
(Meccanica - direttore dell'Osservatorio e della Biblioteca)
Tommaso Bucchia
(Astronomia, nautica, idrografia e tattica navale - aggiunto all'Osservatorio)
Placido Tardy
(Geometria analitica, calcolo infinitesimale)
Agostino Piccone
(Algebra, trigonometria sferica, navigazione piana, geometria descrittiva, geografia fisica, storia naturale)
Luigi Coccon
(Principii d'algebra, geometria elementare, trigonometria piana)
Silvestro Gherardi
(Fisica, chimica - direttore del Gabinetto di fisica)
- Calendario generale del Regno, 29 (Torino, Tipografia Sociale degli Artisti A. Pons e C., 1852), p. 471 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1852-53 Non
nominato
Non
nominato
Sac. Fortunato Ciocca
(Meccanica - direttore degli studi e dell'Osservatorio)
Idem Idem Idem Idem Idem Francesco Ferro
(Macchinista per l'Osservatorio e il Gabinetto di fisica)
Calendario generale del Regno, 30 (Torino, Tipografia Sociale degli Artisti A. Pons e C., 1853), pp. 410-411 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1853-54 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? Calendario generale del Regno, 31 (Torino, Tipografia Sociale degli Artisti A. Pons e C., 1854), pp. ??? .
1854-55 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? Calendario generale del Regno, 32 (Torino, Tipografia dell'Unione Tipografico-Editrice, 1855), pp. ??? .
1855-56 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? Calendario generale del Regno, 33 (Torino, Tipografia dell'Unione Tipografico-Editrice, 1856), pp. ??? .
1856-57 Marchese Ceva di Nuceto
(Capitano di vascello di 1ª classe)
?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? Calendario generale del Regno, 34 (Torino, Tipografia dell'Unione Tipografico-Editrice, 1857), pp. ??? .
Il Regnicolo degli stati sardi, 3 (Torino, Vedova Reviglio e figli, 1857), p. 171 Link esterno Google libri (per Harvard University).
1857-58 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ??
1858-59 Cav. Vittorio Emanuele Ricardi di Netro
(Capitano di fregata)
- Agostino Piccone
(Astronomia, nautica, idrografia)
Sac. Fortunato Ciocca
(Meccanica)
Placido Tardy
(Geometria analitica, calcolo infinitesimale - direttore degli studi)
Bartolomeo Massa
(Algebra, trigonometria sferica, navigazione piana, geometria descrittiva, storia naturale)
Pietro Francesco Boasso
(Geometria - direttore della Biblioteca)
Sac. Avv. Giovanni Maria Molfino
(Fisica, chimica)
Pietro Ferro
(Macchinista per l'Osservatorio e il Gabinetto di fisica)
Calendario generale del Regno, 36 (Torino, Tipografia dell'Unione Tipografico-Editrice, 1859), p. 538 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1859-60 Cav. Gioachino Boyl
(Capitano di vascello di 2ª classe)
- Agostino Piccone
(Astronomia, nautica, idrografia - direttore provvisorio dell'Osservatorio)
Idem Idem Idem Idem Idem Idem Calendario generale del Regno, 37 (Torino, Tipografia dell'Unione Tipografico-Editrice, 1860), pp. 922-923 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1860-61 ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ??

Tabella III – Direzione e insegnamenti di scienze matematiche, fisiche e naturali

[La tabella sarà completata appena possibile!]




1 Le vicende, sino al giorno d'oggi, della struttura militare di cui faceva parte l'Osservatorio sono riassunte in: G. Severino, "La Caserma Santa Teresa a Genova: da Scuola di Marina a sede di reparti della Guardia di Finanza", in Sulla cresta dell'onda, a cura di P. Presciuttini Bellezza Link esterno sullacrestadellonda.

2 Una breve storia dell'Osservatorio dell'Istituto Idrografico della Marina è in: S. Doldi, Alle origini della scienza in Liguria (Genova, Prima Cooperativa Grafica Genovese, 1990), pp. 111-114. Per approfondimenti: P. Presciuttini, L'Istituto Idrografico della Marina in Forte San Giorgio (Genova, Istituto Idrografico della Marina, 1995); Eadem, 125 anni al servizio del Paese (Genova, Istituto Idrografico della Marina, 1998); Eadem, 125 anni al servizio del Paese: catalogo della mostra celebrativa (Genova, Istituto Idrografico della Marina, 1998).

Paola Presciuttini, bibliotecaria dell'Istituto fino all'estate 2009, ha fornito moltissime informazioni pertinenti nel suo sito web Link esterno sullacrestadellonda; si vedano, ad esempio, le pagine: Link esterno Istituto Idrografico della Marina; Link esterno Osservatorio Astronomico; Link esterno Torre Specola (Castellaccio); Link esterno Circolo meridiano di Ertel; Link esterno Teodolite astronomico; Link esterno Strumento dei passaggi di Bamberg; Link esterno Biblioteca; Link esterno Giovan Battista Magnaghi.

3 All'Osservatorio dell'Università sono dedicate due pagine specifiche di Urania Ligustica: per l'Ottocento e il Novecento. In attesa della seconda, si rimanda a: R. Balestrieri, "Francesco Porro e l'Osservatorio meteorologico e astronomico dell'Università di Genova", Memorie della Società Astronomica Italiana, 68 (1997), pp. 597-616 Link esterno NASA ADS. L'Osservatorio meteorologico è attualmente gestito dal Dipartimento per lo Studio del Territorio e delle sue Risorse Link esterno DipTeRis (Osservatorio).

4 "Regie Patenti con cui S. M. ordina, che si eseguisca il regolamento per l'amministrazione militare ed economica della marina reale", in Raccolta di R. Editti, proclami, manifesti, ed altri provvedimenti de' Magistrati ed Uffizj, vol. 5 (Torino, Stamperia Davico e Picco, 1816), p. 375, capitolo IV, articoli 47-51 Link esterno Google libri (per Bayerische Staatsbibliothek). Sia nell'uso corrente che, a volte, in quello ufficiale, lo stesso istituto è denominato R. Scuola militare di marina, R. Scuola navale, R. Collegio di marina, R. Collegio navale. Cfr. Wikipedia Link esterno Marina del Regno di Sardegna.

5 "Regolamento per la regia scuola di marina", in Raccolta di Regj Editti, manifesti, ed altri provvedimenti de' Magistrati ed Uffizj, vol. 7 (Torino, Stamperia Davico e Picco, 1818), pp. 257-289 Link esterno Google libri (per Bayerische Staatsbibliothek). La gerarchia militare è sintetizzata in una tabella di Raccolta di R. Editti (1816), opera citata, pp. 400-402: Comandante in capo, Capitano di vascello, Capitano di fregata, Capitano in 2° di vascello, Primo luogotenente di vascello, Luogotenente di vascello, Sottotenente di vascello, Guardia marina di 1ª classe, Guardia marina di 2ª classe.

6 F. A. Pinelli, Storia militare del Piemonte in continuazione di quella del Saluzzo cioè dalla pace d'Aquisgrana sino ai dì nostri, vol. 2 (Torino, T. Degiorgis, 1854), p. 496 Link esterno Google libri (per Harvard University).

7 Le crêuze genovesi sono mulattiere con una pavimentazione tipica: al centro corre una mattonata con laterizi posti di taglio, per lo più con l'asse maggiore ortogonale a quello della via; ai lati sono disposti grossi ciottoli di mare (allora meno costosi dei mattoni, perché raccolti sulle spiagge vicine). Quando la pendenza è più elevata, la mulattiera è scandita da gradini in pietra di Promontorio (ora in basalto), ad una distanza adeguata al passo del mulo. Mattoni, ciottoli e gradini sono posati a incastro sopra un fondo di ghiaia e sabbia. La pavimentazione può essere datata approssimativamente tramite le dimensioni dei mattoni. Le condizioni di conservazione sono in genere mediocri: si veda la figura 2.

Descrizioni di ambiente come questa sono comuni in Urania Ligustica. Più che stimolare un approccio multidisciplinare, hanno lo scopo di ricollocare gli eventi, qui ricostruiti, nel territorio ove si sono sviluppati.

8 "SAN GIORGIO. Con tale denominazione chiamavasi un forte costrutto dal governo sardo per dominare la città ed il porto di Genova. Esso difendeva l'arsenale di terra, il gruppo delle caserme e gli altri stabilimenti militari che trovavansi fra la piazza dell'Acquaverde e la cinta vecchia, precisamente nel luogo dove oggi trovasi la stazione della ferrovia. I lavori del forte San Giorgio furono incominciati nel 1818 e condotti a termine dieci anni dopo, ma esso venne fatto smantellare nel 1848 per contentare il popolo di Genova, che riconosceva in questa fortezza una costante minaccia sulla città"; P. Bosi, Il Soldato Italiano istrutto nei fasti militari della sua patria dalle epoche più remote ai nostri giorni. Dizionario storico, biografico, topografico, militare d'Italia (Torino, Tipografia G. Candeletti, 1870), p. 533 Link esterno Google libri (per Harvard University). D. Castagna, M. U. Masini, Genova. Guida storico artistica (Genova, M. U. Masini, 1929), pp. 284, 388, 410. L'area si trova, attualmente, subito al di sopra della stazione ferroviaria di Genova Principe.

9 "A Genova (dove giunse il prode generale Antonini) il popolo operò la demolizione del forte S. Giorgio: venne aperto processo contro i demolitori; ma questo processo venne poi dato alle fiamme da Lorenzo Pareto fra gli applausi del popolo"; P. Contarini, Memoriale Veneto storico-politico 1948-49 (Venezia, Tipografia L. Podestà, 1868), p. 66 Link esterno Google libri (per California University).

10 Il guardia-marina D'Albertis ha concluso la sua formazione nella Scuola nel 1866, dopo aver compiuto la circumnavigazione del globo, ma già a 16 anni aveva navigato con la Euridice sul mare del Nord e sul Baltico! Al "girovago pintor di meridiane" sarà dedicata una sezione di Urania Ligustica, in cui tra l'altro saranno fornite fotografie coeve di alcune meridiane da lui realizzate. Nel frattempo si rimanda a: F. Surdich, "D'Albertis, Enrico Alberto", Dizionario Biografico degli Italiani, 31 (Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1985), ad vocem Link esterno DBI.

11 "Occupa questa Scuola l'antico monastero delle religiose di S. Teresa, posto nell'anfiteatro che ricinge una parte della Piazza dell'Acquaverde sotto il colle di Monte Galletto; situazione delle più salubri e pittoriche della città. L'edifizio che una volta era di un sol piano, fu ingrandito con un corridore superiore, lungo il quale vennero distribuite varie camere; il cortile reso ridente da molti aranci ed altri bei frutti, apresi a foggia di piazza in faccia all'imboccatura del porto, con deliziosa lontana prospettiva di tutto il golfo"; A. Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole, vol. 3 (Firenze, 1839), p. 527 Link esterno Google libri (per Bayerische Staatsbibliothek). "Notizie della fondazione e consecrazione di alcune chiese della città di Genova", Giornale degli Studiosi di lettere, scienze, arti e mestieri, 2 (Genova, Tipografia sociale di G. E. Beretta e S. Molinari, 1870), n. 46, pp. 262-263 Link esterno Google libri (per Harvard University). C. G. Ratti, Instruzione di quanto può vedersi di più bello in Genova in Pittura, Scultura, ed Architettura ecc. (Genova, I. Gravier, 1780), pp. 216-217 Link esterno Google libri (per Bayerische Staatsbibliothek). La pala d'altare con Santa Teresa in gloria è ora conservata nel museo genovese di Link esterno Palazzo Bianco.

12 La fotografia satellitare è del 2007. Al centro del grande piazzale, chiuso su tre lati, dove è stata ripristinata un'area verde, era montata l'alberatura navale utilizzata per le esercitazioni dei cadetti: si veda la fotografia in Severino, "La Caserma Santa Teresa a Genova...", opera citata Link esterno sullacrestadellonda.

13 E. Fubini, "Agnès Des Geneys, Giorgio Andrea", in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 1 (Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1960), ad vocem Link esterno DBI.

14 "A direttore di questo collegio veniva eletto il cavaliere di Castelvecchio, provetto capitano di vascello, uomo atto quant'altri mai ad amministrare con lode siffatta carica. Ad una grande affabilità e ad una estrema cortesia egli sapeva accoppiare una giusta severità ed un rigore salutare, in guisa che egli manteneva ne' suoi alunni una stretta disciplina senza nulla perdere della loro benevolenza, mentre sapeva indurli allo studio collo stimolo del dovere adempiuto. In progresso di tempo ravvisandosi soverchiamente ristretto il numero di venti allievi, veniva questo accresciuto, e si ampliava l'apposito edifizio". A. Michelini, Storia della marina militare del cessato regno di Sardegna dal 1814 sino alla metà del mese di marzo del 1861 (Torino, Tipografia eredi Botta, 1863), p. 44 Link esterno Google libri (per California University).

15 Nelle citazioni che seguono il grassetto è mio.

"23. Sarannovi nella regia scuola di marina due categorie di allievi; la prima comprenderà quelli che aspireranno ad essere promossi guardia marina, o cadetti d'artiglieria; la seconda quelli che si destineranno a divenire allievi di pilotaggio. 24. Il numero degli allievi della prima categoria è fissato per ora a 20, ed a 10 quello della seconda; questo numero potrà essere accresciuto col tempo in proporzione delle forze navali di Sua Maestà". Raccolta di regj editti (1818), opera citata, p. 261.

"Questa R. Scuola di Genova è affidata a valenti maestri e professori di scienze esatte, di disegno, di lingue, e possiede una biblioteca ricca di opere dei più celebri autori che scrissero di geografia, di navigazione, di matematiche applicate, di costruzioni e di tattica navale. In forza di un regolamento pubblicato nel 1830 non debbono gli alunni oltrepassare il numero di trentacinque, e godono a preferenza il privilegio di nomina i figli degli Ufiziali e dei principali impiegati nella Regia Marina: l'età per l'ammissione è dai tredici ai quindici anni"; A. Zuccagni-Orlandini (1839), opera citata, p. 527.

"La scuola di marina in Genova... ha 16 professori e 40 allievi"; "Notizie statistiche intorno agli Stati di terraferma del Regno sardo", Annali universali di statistica, economia pubblica, geografia, storia, viaggi e commercio, a cura di F. Lampato, serie 2ª, 29 (Milano, Società degli Editori degli Annali Universali, 1852), p. 272 Link esterno Google libri (per New York Public Library).

"Gli studii sono insufficienti per un ufficiale di marina dei nostri giorni. La meccanica, su cui appoggia tutta la manovra dei vascelli, l'artiglieria, la costruzione e la tattica navale, il diritto marittimo, la polizia marittima, il meccanismo a vapore, sono studii che non hanno ancora potuto penetrare in quel recinto. [...] Poi gli ufficiali di vascello non sono in proporzione del materiale, il numero degli allievi della scuola di marina non corrisponde ai bisogni; per cui i guardia-marina (così diconsi gli allievi ufficiali) avanzano troppo presto ad ufficiali di vascello, e non possono avere sufficiente esperienza, attesa anche la poca frequenza di viaggi e crociere"; Annuario economico-politico, 1 (Torino, Libreria Patria, 1852), p. 114 Link esterno Google libri (per Michigan University).

"Nell'antica marina sarda si avea una scuola di marina di 50 allievi per alimentare un corpo di circa 100 ufficiali; non bastava, per cui fu portata a 55; e non bastava ancora. [...] Però osserveremo che quasi mai negli ultimi tempi uscirono dalla scuola di Genova 10 allievi in un anno, anzi sovente non raggiunsero la metà". "A Genova, essendo 55 il numero degli allievi...". L. Borghi, Sull'ordinamento della marina militare italiana (Torino, eredi Botta, 1861), pp. 935, 946 Link esterno Google libri (per Princeton University).

16 Raccolta di regj editti (1818), opera citata, p. 261, art. 27. A. Zuccagni-Orlandini (1839), opera citata, p. 527; il brano è riportato più sopra.

17 Raccolta di regj editti (1818), opera citata, pp. 276-277.

18 Borghi (1861), opera citata, p. 946.

19 Raccolta di regj editti (1818), opera citata, p. 264.

20 Ibidem, p. 275.

21 Ibidem, p. 260.

22 Ibidem, p. 259.

23 Ibidem, p. 276.

24 Ibidem, p. 284.

25 L'opera di don Saverio Giraudi, fino ad oggi assai trascurata, viene qui approfondita per la prima volta: gli sarà dedicata una sezione di Urania Ligustica appena possibile. Nel frattempo si riuniscono in questa sede alcune scarne informazioni che lo riguardano.

Una qualche indicazione sulla sua nascita può derivare dall'art. 8 del Regolamento, Raccolta di regj editti (1818), opera citata, p. 259: "Saranno soltanto nominate alle cariche di professore e maestro di studio nella regia scuola di marina persone conosciute per saviezza di massime e profonde cognizioni, e che abbiano compiti anni 30".

Nel 1817 è coinvolto in controversie di proprietà a Nizza, sua città natale: S. Tombaccini-Villefranque, Sénat de Nice. Sous-série 02 FS. Répertoire numérique détaille (Nice, Archives Départementales des Alpes-Maritimes, 2002), n. 02FS 0290, p. 47; n. 02FS 0294, p. 48 Link esterno Conseil Général Alpes-Maritimes (pdf).

Nel 1830 è associato alla Biblioteca Storica per finanziare la stampa di: G. De Muller, Storia Universale, vol. 5 (Milano, N. Bettoni, 1830), p. IX Link esterno Google libri (per Columbia University).

Nell'indice del capitolo da cui è tratto il brano che segue è definito "celebre matematico": "Ciò quanto al navilio; quanto poi alla marinaresca per governarlo e comandarlo, si pensò di provvedere alla necessità di avere col tempo ufficiali istrutti nella difficile scienza del navigare collo aprire in Genova, verso il fine dell'anno 1816, un collegio di marina, o, a meglio dire, di nautica, in cui venti allievi dovevano ricevere una giusta educazione marinaresca ed ammaestramenti teorici atti a renderli distinti uomini di mare. Codesti giovani dovevano quindi far tesoro di nautica esperienza in viaggi da farsi annualmente ed a vicenda sulle navi dello Stato. Eccellente istituzione fu questa, che fece buona prova e diede ottimi risultati. Abili professori si preposero ai diversi rami di lettere e di scienze che quivi avevansi da imparare. Fra costoro piacemi annoverare il nizzardo abate Giraudi, distintissimo e celebre professore di matematica e di astronomia, inventore di un nuovo calcolo di longitudine, altrettanto dotto ed illustre, quanto buono e modesto. Una pazienza singolare nel compartire le sue lezioni, unita ad una rara comunicativa, facevano di lui un ottimo insegnante, e lo rendevano caro oltre ogni dire ai suoi discepoli, fra i quali trovavasi lo scrittore di questo tentativo di storica narrazione. Da molti anni l'abate Giraudi non é più, ma la sua memoria vive ognora gradita nel cuore di coloro che furono suoi scolari; né per conto mio saprei come meglio soddisfare all'antico debito di sempre viva riconoscenza che tessendo qui, sebbene in poche ed umili parole, non pari certamente al soggetto, le lodi di un uomo così degno e benemerito". A. Michelini, Storia della marina militare del cessato regno di Sardegna dal 1814 sino alla metà del mese di marzo del 1861 (Torino, Tipografia eredi Botta, 1863), pp. 33, 43-44 Link esterno Google libri (per California University).

Dal brano di cui sopra consegue che Giraudi è mancato molto prima del 1863.

26 F. X. von Zach, [Nota alla] "Lettre XX" Correspondance astronomique, géographique, hydrographique et statistique, 7 (Genova, Bonaudo, 1822), p. 453 Link esterno Google libri (per Oxford University).

27 Scheda del socio in Link esterno Accademia delle Scienze di Torino.

28 Calendario generale pe' Regii Stati, 8 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1831), pp. 341-342 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign). Calendario generale pe' Regii Stati, 9 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1832), p. 356 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).

29 C. L. Bixio, "Necrologie. Giacomo Garibaldi", Archivio Storico Italiano. Appendice, 3 (Firenze, G. P. Vieusseux, 1846), p. 286.

30 Calendario generale pe' Regii Stati, 9 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1832), p. 353 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).

31 "Fra le recenti instituzioni la Regia Scuola di Marina in Genova merita particolarissimo ricordo. A giudicare del merito de' collegj dal merito di chi vi sortì l'educazione, questo a buon titolo può dirsi uno de' migliori d'Italia. Già ne uscirono abilissimi ufficiali per l'armata navale (1)". [Nota a pie' di pagina: "(1) Contiene 20 alunni di 1.a classe , 10 di 2.a – Pagano 600 lire all'anno. Il R. tesoro somministra ad ogni alunno di 1.a classe lire 180 ed il pane; lire 75 ed il pane ad ogni alunno della 2.a Tre posti gratuiti sono del tutto a spese del R. tesoro, e tre sono a mezza pensione. Il Re suole gratificarne i figliuoli degli uffiziali ed impiegati della R. Marina. L'età d'ingresso è fra i termini di 14 e 17 anni. L'uscita dalla scuola è un avanzamento al grado di ufficiale, ma non conceduto che al merito. Le matematiche, l'arte nautica, l'istoria, il disegno, e le lingue vi fanno la base dell' insegnamento"]. D. Bertolotti, Viaggio nella Liguria Marittima, vol. 2 (Torino, eredi Botta, 1834), p. 341 Link esterno Internet Archive (per New York Public Library).

Sembra essere stato sviato dai nomi delle materie: R. Lanzavecchia, "Emilio Faà di Bruno (1820-1866). Epistolario e fonti d'archivio inediti" (16 luglio 2006) Link esterno Vecchio Piemonte. Ci sono, però, riferimenti utili per la Scuola alla nota 3, tra cui: "Dall'anno della sua fondazione, 1815, questa scuola era rimasta immutata nell'organamento [ordinamento?] pedissequamente ricalcato su quello esistente nella similare della nazione francese... Ebbe è ben vero alcuni ritocchi resi necessari dall'incremento notevole assunto dal materiale navale in quei tre lustri trascorsi ma conservò la sua impronta forestiera. I metodi didattici, la disciplina, i libri di testo, per esempio, erano francesi! Un ambiente d'una severità rigidissima. Lo scopo di coloro che vi erano preposti era quello di trarre dagli allievi altrettanti ufficiali formati su di uno stampo unico spezzando in essi ogni naturale individualità...", citato da G. Gonni, Due ammiragli di Casa Savoia (Roma, Ufficio storico della Regia Marina, 1928), pp. 17-19.

32 S. Giraudi, "Lettre XXIII" Correspondance astronomique, géographique, hydrographique et statistique, 7 (Genova, Bonaudo, 1822), pp. 510, 511 Link esterno Google libri (per Oxford University).

33 G. Banchero, Genova e le due Riviere (Genova, L. Pellas, 1846), p. XIV. G. Stefani, Dizionario corografico-universale dell'Italia, vol. 2, parte 1ª, Stati sardi di terraferma (Milano, G. Civelli e compagni, 1854), pag. 385 Link esterno Google libri (per Bayerische Staatsbibliothek).

34 Si rimanda alla tabella II di Osservatori astronomici di Greenwich e Parigi, Urania Ligustica. Cfr. Wikipedia Link esterno Meridiano di Greenwich.

35 "Altezza dell'osservatorio astronomico della R. Marina sul livello del mare presa dal centro dello strumento dei passaggi". L. Pareto, G. Garibaldi, F. Ciocca, "Prospetto delle altezze delle principali montagne e punti più notevoli della Liguria determinate per mezzo di livellazioni barometriche", in Descrizione di Genova e del Genovesato, vol. 1, parte 1ª (Genova, Tipografia Ferrando, 1846), p. 34 Link esterno Google libri (per Michigan University); gli autori sono definiti a p. XIII, ma si veda anche all'indice generale alla fine del terzo e ultimo volume.

In Stefani (1854), opera citata, pag. 385, è riportata la quota 77,95 m; si tratta probabilmente di un refuso.

Il cortile è alla quota di 51,20 m sul livello del mare; AA.VV., Atlante di Genova. La forma della città in scala 1:2000 nell'ortofotopiano e nella carta numerica (Venezia, Marsilio, 1995), tav. 27; con Google Earth è stata ottenuta la quota ellissoidica +53 m per lo stesso punto e +62 m in corrispondenza della torretta. Sulla base di questi dati e degli alzati della Scuola si potrà verificare la quota del terrazzo della torretta.

36 Bing maps Link esterno fotografia aerea.

37 Flash Earth Link esterno singola immagine.

38 Coordinate medie dalla misura di sette immagini, riprese dal 2003 al 2008, fornite da Google Earth.

39 Flash Earth Link esterno singola immagine.

40 G. Banchero, Genova e le due Riviere (Genova, L. Pellas, 1846), pp. 529-530. "Son decorosi ed utili al collegio una biblioteca, un gabinetto di fisica, e l'osservatorio astronomico, da pochi anni costrutto per adempire ad un lungo desiderio de' nostri navigatori"; F. Alizeri, Guida artistica per la città di Genova, vol. 2, parte 1ª (Genova, Gio. Grondona, 1847), pp. 171-172 Link esterno Google libri (per Bayerische Staatsbibliothek). "Vi ha pure un osservatorio astronomico in Genova pei bisogni marittimi, stabilitovi da circa dodici anni, il quale serve anche a regolare il meridiano per i bastimenti che approdano nel Porto"; Stefani (1854), opera citata, pag. LXXX – la frase è tratta dall'Annuario economico-statistico dell'Italia per l'anno 1853 (Torino, Tipografia Ferrero e Franco, 1853), p. 349 Link esterno Google libri (per Harvard University).

41 Banchero (1846), opera citata, p. 530.

42 G. Dragoni, "Gherardi, Silvestro", in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 53 (Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000), ad vocem Link esterno DBI. "Dopo aver insegnato per qualche tempo fisica presso il liceo comunale di Genova, nell'ottobre del 1851 Gherardi ricevette la carica di professore di Fisica e Chimica e di direttore del gabinetto di fisica nella Regia Scuola di Marina della città ligure. La nomina fu principalmente dovuta alle cure di Luigi Carlo Farini, consigliere assai ascoltato del governo piemontese, ma anche al diretto interessamento dello stesso conte Camillo Benso di Cavour. A Genova Gherardi si sarebbe trattenuto fino al 1857, anno in cui fu chiamato alla cattedra di Fisica generale e sperimentale dell'Università di Torino; l'anno seguente ottenne la direzione dell'annesso gabinetto di fisica, che egli accrebbe di numerosi strumenti. La permanenza a Torino, inoltre, ricondusse gradualmente Gherardi alla politica attiva: gratificato dalla stima e ora anche dall'amicizia personale di Cavour, di lì a poco lo studioso romagnolo sarebbe ritornato a svolgere un ruolo di primo piano nelle fasi finali del Risorgimento italiano". F. Gàbici, F. Toscano, Scienziati di Romagna (Milano, Sironi, 2006), p. 143 Link esterno Google libri (per l'editore).

43 F. Ciocca, "Magnetismo terrestre", in Descrizione di Genova e del Genovesato (1846), opera citata, pp. 179-180; cfr. p. 34, già citata più sopra.

44 Manuale del forestiere per la città di Genova (Genova, Tipografia Ferrando per G. Grondona editore, 1846), pp. 235-236 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).

45 Ciocca è autore anche dei seguenti lavori. "Lettera... al Barone Plana" [comparazione di osservazioni meteorologiche a Genova e Torino nel settembre 1851], Memorie della Reale Accademia delle scienze di Torino, serie 2ª, 14 (Torino, Stamperia Reale, 1854), pp. LXIV-LXIX Link esterno Google libri (per Michigan University). Sull'importanza della teoria della nave e sul modo di trattare e risolvere col calcolo praticamente la maggior parte dei problemi che in essa si incontrano, estratto dagli Atti dell'Istituto Tecnico di Genova (Genova, Tipografia del R. Istituto de' Sordo-muti, 1869), 45 pp., 1 tavola fuori testo. La coltura e la scienza del capitano marittimo: discorso letto nella domenica del 23 maggio 1875 in occasione della solenne distribuzione dei premi agli alunni dell'Istituto tecnico e di marina mercantile della provincia di Genova per l'anno scolastico 1873 (Genova, Tipografia fratelli Pagano, 1875), 32 pp. [Coautore V. Chiavacci], Studii sul miglioramento e sull'ampliamento del Porto di Genova (Roma, Tipografia Barbera, 1876), 106 pp.; un'altra scheda bibliografica riporta: 1875 e 175 pp.; deve trattarsi di un estratto da: Rivista Marittima, 8 (Roma, 1875), fascicolo XI, pp. 331-383, fasc. XII, pp. 431-480. "Rapporto sul Porto di Genova", Giornale della Società di Letture e Conversazioni Scientifiche (Genova, 1880), p. 420.

46 Atti della ottava riunione degli scienziati italiani tenuta in Genova dal XIV al XXIX Settembre MDCCCXLVI (Genova, Tipografia Ferrando, 1847), p. 51, n. 759 Link esterno Google libri (per Bayerische Staatsbibliothek).

47 Annuario economico-statistico dell'Italia per l'anno 1853, opera citata, p. 349.

48 G. Plana, "Differenze di longitudini fra il centro della Lanterna di Genova ed il Reale Osservatorio di Torino", Memorie della Reale Accademia delle Scienze di Torino, serie 2ª, 15 (1855), pp. VI, XCII, Link esterno Google libri (per Michigan University).

49 Borghi (1861), opera citata, pp. 276-278 Link esterno Google libri (per Princeton University). Il corsivo è di Borghi, il grassetto è mio.



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