Urania Ligustica

La fisica sperimentale tra Sette e Ottocento

L'Osservatorio meteorologico dell'Università di Genova

Dalle fondazione dell'Ateneo alla direzione di Pietro Maria Garibaldi (1773-1902)

Fisica sperimentale



L'Osservatorio è attualmente gestito dal Dipartimento per lo Studio del Territorio e delle sue Risorse Link esterno DipTeRis (Osservatorio).

Pagine specifiche sono dedicate all'Osservatorio astronomico della Scuola di Marina, non più esistente
.



Le origini dell'astronomia in Liguria sono tratteggiate da Doldi, che accenna anche all'evoluzione dell'insegnamento universitario della fisica e della matematica a Genova e riporta una breve storia dell'Istituto Idrografico della Marina.1 Presciuttini, bibliotecaria di tale Istituto fino all'estate 2009, ne ha ricostruito la storia sia su carta che sul web.2 La storia ottocentesca dell'Osservatorio meteorologico è stata delineata da Porro,3 mentre le attività geofisiche e mareografiche (meteorologia, sismologia, magnetismo, correlazioni con l'attività solare, maree) sono state approfondite da Dagnino.4 Al Gabinetto di Fisica universitario si sono dedicati Boato, Robotti e collaboratori.5


L'Università degli Studi sorge, a Genova, solo nel 1773, quando la Repubblica deve far fronte allo scioglimento della Compagnia di Gesù, che aveva gestito gran parte dell'insegnamento superiore fin dal 1554.6 Nel suo Collegio si era formato, tra gli altri, Gio. Domenico Cassini (1625-1712) e ne era stato prefetto Giambattista Pastorini (1650-1732).

Non stupisce, quindi, che anche l'Osservatorio nasca con un ritardo rilevante rispetto ad altre strutture italiane: Bologna (1726), Pisa (1734), Parma (1757), Firenze e Torino (1759), Milano (1760), Padova (1779), Roma (1787), Palermo (1790).7

Non mancano i tentativi per recuperare il tempo perduto, ma una proposta di erigere un osservatorio astronomico è valutata negativamente, nel 1784, per l'impossibilità di sostenere la spesa con i profitti dell'asse patrimoniale ex-gesuitico.8 L'Istituto Nazionale della Repubblica Ligure prevede un osservatorio nel 1799 9 e tre anni dopo Ambrogio Multedo (1753-1840), professore di Matematiche trascendenti, sostiene allo stesso Istituto l'utilità di realizzare almeno un osservatorio meteorologico.10 Alla fine del 1803 è il medico Giovanni Antonio Mongiardini (1760-1841) a lamentare le tristi condizioni delle scienze fisiche in Liguria.11 Il decreto napoleonico del 4 luglio 1805 ribadisce la necessità di un osservatorio astronomico, ma continua a non individuare nuove entrate con cui finanziarne la realizzazione e la gestione.12

L'anno seguente, però, l'Arcitesoriere dell'Impero francese Charles-François Lebrun (1739-1824) commissiona all'ingegnere Defougères il progetto dell'edificio, da erigere nel giardino sovrastante il palazzo universitario, e autorizza un primo stanziamento.13 Nel 1808 è il barone Franz Xaver von Zach (1754-1832) a stimolare il completamento del progetto, donando uno strumento fondamentale.

A proposito dell'osservatorio, che intendevasi erigere e stabilire è a rammentare con gratitudine che a 17 di luglio 1808, il barone De Zach scriveva lettera al Rettore della Università in cui annunciava il dono di un pendolo astronomico del celebre Giuliano Le Roi, che all'Università faceva la duchessa di Sassonia Gotha e Altemberg, principessa di Sassonia Lobourg Meiningen per uso dell'osservatorio stabilito nel giardino botanico della Università. Noi copiamo fedelmente queste ultime parole dal registro delle sedute dell'Ufficio di amministrazione e precisamente da quello del 20 di luglio. Si direbbe adunque da quello che suonano che I'osservatorio fosse già stato posto almeno provvisoriamente; poiché non vediamo traccia di fabbrica fatta a quest'oggetto, né troviamo memoria che ad essa si riferisca. Ma se già in qualche maniera esisteva, chi ne era il direttore, chi facevane le osservazioni, quali ne furono fatte? Nulla di ciò rimane, onde è a credere che tanta fosse la volontà e la certezza di una prossima fondazione di una specula astronomica, che in certa guisa si riguardasse già come fatta. Ma nulla veramente se ne fece né allora né in appresso per anni molti, finché un osservatorio fu eretto nel collegio della marina stessa. L'orologio di Le Roi sta nella sala del consiglio della Università e dopo tanti anni può dirsi per esperienza ch'esso è veramente eccellente.14

La storia, assai diversa, della specola del Collegio di Marina è ricostruita in un'altra pagina di Urania Ligustica. Ciò che qui interessa è la traccia, trovata da Lorenzo Isnardi, che l'osservatorio dell'Università era stato "stabilito nel giardino botanico della Università". È possibile confermare che l'Università di Genova ha avuto effettivamente un osservatorio astronomico, grazie allo stesso barone de Zach.

Vers la fin du mois de juin [1808], M. de Chabrol à son passage par Gênes, pour se rendre à la Spezia, m'engagea d'y venir avec mes instrumens. A cette époque M. l'Abbé Oriani était venu me voir à Gênes. L'occasion était la plus favorable; il eut la bonté de se charger, de faire les observations à Gênes, correspondantes à celles que je ferais à la Spezia; surtout deux occultations d'étoiles par la lune, qui devaient avoir lieu en ce tems là. J'avais mon instrument de passage établi sur deux piliers, dans le jardin botanique de l'université de Gênes, dont j'avais déjà préalablement déterminé la position. J'avais encore laissé auprès de M. Oriani, une lunette et deux chronomètres, et j'emportai deux autres, avec un cercle-répétiteur, un théodolite, et un sextant au golfe de la Spezia. [...] Le 4, le 5 et le 7 juillet 1808 après avoir bien réglé rues chronomètres par des hauteurs correspondantes du soleil, j'observai avec mon cercle -répétiteur, sur la petite terrasse du lazaret, pendant ces trois jours, 80 hauteurs circum-méridiennes du soleil, qui m'ont donné pour la latitude de ce point 44° 4' 10",1. Mes deux chronomètres, en allant à la Spezia, et en revenant à Gênes, comparés avec ceux, que M. Oriani avait en attendant observés a Gênes, me donnèrent la différence des longitudes entre mon observatoire au lazaret de la Spezia, et celui dans le jardin botanique de l'université de Gênes, situé dans la ville, rue Balbi, 3' 44",2 en tems. Mon observatoire à Gênes est à l'Est de celui de Paris . . . 26' 30",6 – Donc l'observatoire de la Spezia est à l'Est de celui de Paris . . . 30' 14",8 . . . en degrés 7° 33' 42" . . . par conséquent la longitude du lazaret de la-Spezia, comptée de l'île de Fer . . . 27° 33' 42".15

Si ha, è vero, l'impressione che la specola sia un corpo estraneo per un ateneo in profonda crisi finanziaria, ma le parole del barone chiariscono al di là di ogni dubbio che nel giardino botanico è stato installato in postazione fissa uno strumento dei passaggi; questa apparecchiatura ha bisogno di un'adeguata struttura di copertura e protezione e con essa sono state effettivamente condotte osservazioni astronomiche. D'altra parte, tutti gli strumenti sono dell'astronomo ungherese e non sembra che personale dell'Università abbia assistito il barone e l'astronomo milanese Barnaba Oriani (1752-1832) nelle osservazioni.

Da un lato, dunque, abbiamo proposte ragionevoli e iniziative concrete, dall'altro una perdurante scarsità di fondi e la pervicace difesa di quel poco d'altro che esiste. La specola nell'orto botanico viene smantellata e dimenticata 16 e bisogna attendere la fine degli anni Venti, prima che si riesca a partorire un topolino.

L'interesse nei confronti della meteorologia, rilevante ovunque, determina fin dall'inizio il carattere della piccola struttura, eretta sul tetto di quella che è, a quel tempo, l'unica sede dell'Università degli Studi: nella strada realizzata dalla famiglia Balbi, ora al numero civico 5 della via omonima. Nella figura seguente si vede, da sinistra: la chiesa dei SS. Vittore e Carlo, edificata a partire dal 1629; il palazzo universitario, già collegio dei Gesuiti, dal 1634; la piccola chiesa dei SS. Gerolamo e Francesco Saverio, attuale sede principale della Biblioteca Universitaria (contraddistinta da due grandi lucernai circolari).


Elaborazione originale da Google Earth Copyright

Figura 1 – L'antica sede del Collegio gesuitico 17


Il professore di Fisica sperimentale, il sacerdote Giacomo Garibaldi (1798-1846), si reca a Parigi nel 1829 per acquistare strumenti con cui rinnovare il Gabinetto di fisica e dotare la futura struttura.18 A Garibaldi dobbiamo le coordinate riportate nelle prime due colonne della tabella che segue, assegnabili al 1830; nello stesso anno iniziano le osservazioni meteorologiche.19


φ Latitudine λ Longitudine
dal meridiano di Parigi
λ Longitudine
del meridiano di Parigi
da Greenwich
(tempo)
λ Longitudine
del meridiano di Parigi
da Greenwich
(gradi)
λ Longitudine
risultante da Greenwich
Quota
sul livello del mare
44° 24' 59" N 20 6° 35' 24" E 20 -9m 20s,994 21 2° 20' 14",91 E 8° 55' 39" E +56,86 m 22

Tabella I – Coordinate geografiche in letteratura


Nel 1832 è deliberata l'istituzione dell'Osservatorio,23 la cui direzione è assegnata al professore di Fisica sperimentale. Nello stesso anno è completata la messa a punto degli strumenti, qui descritti in una pagina specifica, e definiti i metodi. La serie meteorologica, che continua ancora oggi, inizia il 1° gennaio 1833, a cura del professore di Idraulica, Giacinto Grillo: oltre ad annotare temperature, pressioni barometriche, umidità dell'aria, quantità di pioggia, direzione dei venti, copertura del cielo, stato del mare, fenomeni elettrici e terremoti, segnala bolidi, aurore boreali, comete.24 Una vasta analisi comparata dei dati meteorologici è effettuata da Garibaldi, con l'aiuto di Grillo e Fortunato Ciocca, tra il 1844 e il 1846.25

La sede dell'antico collegio gesuitico è compresa, nella veduta che segue, tra le cupole delle chiese dell'Annunziata (in primo piano, con copertura in ardesia) e dei SS. Vittore e Carlo (in secondo piano, con copertura in rame).


Fotografia originale Copyright

Figura 2 – Veduta da Circonvallazione a monte (12 maggio 2012)


Il piccolo terrazzo su cui sembrano ancora installate alcune apparecchiature è quello più elevato, al centro in alto nella figura seguente, vicino all'angolo nord-occidentale del palazzo universitario. Più a destra, è visibile l'ampio terrazzo su cui sono stati posizionati nel 1993 vari sensori (pressione barometrica, temperatura e umidità dell'aria, velocità e direzione del vento, radiazione solare, precipitazioni); il tetto bianco copre il laboratorio con la stazione meteorologica automatica Siap SM 3820 e le dotazioni informatiche.


Elaborazione originale da Bing Maps Copyright

Figura 3 – L'Università degli Studi da Sud 26


Fotografia originale Copyright

Figura 4 – La sede dell'antico Osservatorio meteorologico (16 maggio 2012)


La tabella che segue mette a confronto le coordinate dovute a Giacomo Garibaldi con quelle misurate per il centro del terrazzo in questione.


Epoca Datum φ Latitudine λ Longitudine
da Greenwich
Fonte
Secolo XIX - 44° 24' 59" N 8° 55' 39" E Tabella I
2012 WGS84 44° 24' 54",9 N 8° 55' 36",3 E Flash Earth 27
2012 WGS84 44° 24' 54",82 N 8° 55' 36",20 E Google Earth 28

Tabella II – Coordinate geografiche ottocentesche e attuali


Occorre cautela nel confrontare le coordinate attuali di uno stesso luogo basate su diversi sistemi geodetici di riferimento (datum): si veda la pagina qui dedicata agli Osservatori astronomici di Greenwich e Parigi, che mostra discrepanze di alcuni secondi sia in latitudine che in longitudine. A maggior ragione, non è banale comparare misure ottenute quasi due secoli fa con le odierne. In prima approssimazione, è comunque possibile rilevare che le coordinate del terrazzo sopra illustrato corrispondono meno bene alle misure ottocentesche, di quanto verificato per l'Osservatorio astronomico della Scuola di Marina. I dati di Garibaldi sembrano riferirsi ad una zona al di sopra dell'Università, indicata con una croce rossa nella figura seguente, all'interno dell'Orto Botanico.29 Si potrebbe azzardare che le coordinate ottocentesche riassunte in Tabella II si riferissero al punto, a quota più elevata e dall'orizzonte più libero, in cui risulta operativa, nel 1808, la specola allestita dal barone de Zach. Le coordinate di Garibaldi sembrano, invece, riferirsi proprio al terrazzo indicato con una croce verde. La distanza in linea d'aria tra i due punti è pari a circa 140 m. Si noti, in figura, la diversa lunghezza lineare del secondo d'arco in latitudine e longitudine.


Elaborazione originale da un estratto Flash Earth Copyright

Figura 5 – Corrispondenza delle coordinate geografiche in Tabella II 30


Nel 1846 il nuovo titolare della cattedra di Fisica sperimentale è lo scolopio Michele Alberto Bancalari (1805-1864), famoso per gli studi sul diamagnetismo dei gas.31 Nel 1853 a Grillo succede, nella gestione delle osservazioni, il prof. Nicola Fasiani, docente di Analisi algebrica, che prosegue la serie meteorologica sino al 1870.

L'Osservatorio meteorologico, sotto la direzione del prof. di fisica, è più specialmente affidato al prof. Nicola Fasiani, col titolo di osservatore. Egli ha cura di notare quattro volte al dì le indicazioni degli strumenti, l'aspetto del cielo e del mare e tutti quei fenomeni che reputa meritevoli d'essere registrati in apposito diario, che regolarmente iniziato nel 1833 per opera del prof. Giacinto Grillo, è dal Fasiani con pertinace accuratezza condotto fino a' dì nostri. Queste sue osservazioni son rese di pubblica ragione in diverse effemeridi.32

Nel frattempo, nel 1863 succede a Bancalari il suo allievo Pietro Maria Garibaldi (1823-1902): gestisce direttamente l'Osservatorio dal 1870 ed è grazie a lui che, pur mantenendo prioritaria la raccolta di dati meteorologici, iniziano a compiersi ricerche astronomiche sistematiche. Garibaldi collabora a Le Soleil di padre Angelo Secchi (1818-1878),33 aderisce alla Società degli Spettroscopisti Italiani, osserva eclissi e il transito di Venere del 6 dicembre 1882, esegue sistematiche osservazioni di macchie solari allo scopo di correlare il loro ciclo alle variazioni declinometriche diurne.

Questi ultimi studi, tesi a correlare l'attività solare con quella magnetica terrestre, meriterebbero maggiore attenzione, alla luce del fatto che era un medico e che, all'epoca, erano di grande interesse le ricerche tese ad evidenziare un possibile nesso di tali variabili con la fisiologia e l'epidemiologia umane.

Coordina, inoltre, secondo le indicazioni di padre Francesco Maria Denza (1834-1894) e di Giovanni Virginio Schiaparelli (1835-1910), osservazioni di stelle cadenti presso l'Osservatorio in contemporanea a numerose stazioni italiane. Dal 1870-71 al 1875-76 osserva insieme al prof. canonico Angelo Costa, l'avvocato Raffaele Drago,34 il prof. ing. Lazzaro Romairone e il luogotenente di vascello Eduardo Berlingeri. Le osservazioni genovesi sono elaborate centralmente, ma a Garibaldi si devono vari articoli specifici, tra il 1869 e il 1877.35

Garibaldi pubblica nel 1893 lo "stato meteorologico" dell'anno precedente, in cui chiede di allontanare l'Osservatorio dalla città, ma la proposta non ha séguito, nonostante gli incarichi di rilievo da lui sostenuti nell'amministrazione civica: consigliere comunale, assessore alla pubblica igiene, assessore delegato alla pubblica istruzione, ecc.36

Alla morte di Garibaldi si creeranno le condizioni per un potenziamento delle attività astronomiche, grazie alla nuova cattedra di Astronomia e alla separazione dell'Osservatorio dal Gabinetto di Fisica, ma questa occasione non sarà sfruttata.37


Anno
scolastico
Direttore
Prof.
Assistente al
Gabinetto di Fisica
Tecnici del
Gabinetto di Fisica
Osservazioni meteorologiche Fonte
1832-33 Sac. Giacomo Garibaldi
(docente di Fisica generale e sperimentale)
Prof. Ferdinando Elice
(supplente di Fisica)
Giovanni Palmarini
(dimostratore)
- Calendario generale pe' Regii Stati, 10 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1833), pp. 535, 536 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1833-34 Idem Idem Idem - Calendario generale pe' Regii Stati, 11 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1834), pp. 649, 650 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1834-35 Idem Idem Idem - Calendario generale pe' Regii Stati, 12 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1835), pp. 559, 561 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1835-36 Idem Idem Idem - Calendario generale pe' Regii Stati, 13 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1836), pp. 529, 530 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1836-37 ?? ?? ?? ?? ??
1837-38 Sac. Giacomo Garibaldi
(docente di Fisica generale e sperimentale)
Prof. Ferdinando Elice
(supplente di Fisica)
Gaetano Parodi
(conservatore)
Prof. Giacinto Grillo
(docente di Idraulica)
Calendario generale pe' Regii Stati, 15 (Torino, Stamperia G. Pomba, 1838), pp. 521, 523 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1838-39 Idem Idem Idem Idem Calendario generale pe' Regii Stati, 16 (Torino, Tipografia G. Baglione e C., 1839), pp. 501, 502 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1839-40 ?? ?? ?? ?? ??
1840-41 Sac. Giacomo Garibaldi
(docente di Fisica generale e sperimentale)
- Gaetano Parodi
(conservatore)
Prof. Giacinto Grillo
(docente di Idraulica)
Calendario generale pe' Regii Stati, 18 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1841), pp. 512, 513 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1841-42 Idem - Idem Idem Calendario generale pe' Regii Stati, 19 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1842), pp. 525, 526 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1842-43 Idem - Idem Idem Calendario generale pe' Regii Stati, 20 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1843), pp. 530, 531 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1843-44 Idem - Idem Idem Calendario generale pe' Regii Stati, 21 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1844), pp. 537, 538 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1844-45 Idem - Idem Idem Calendario generale pe' Regii Stati, 22 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1845), pp. 557, 558 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1845-46 Idem Dott. Felice Paganino-Ansaldo Idem Idem Calendario generale pe' Regii Stati, 23 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1846), pp. 573, 574 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1846-47 P. Alberto Michele Bancalari
(reggente di Fisica sperimentale e generale)
Idem Idem Idem Calendario generale pe' Regii Stati, 24 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1847), pp. 563, 564 Link esterno Google libri (per Harvard University).
1847-48 Idem Dott. Chirurgo
Francesco Savignone
Idem Idem Calendario generale pe' Regii Stati, 25 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1848), pp. 566, 568 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1848-49 P. Alberto Michele Bancalari
(docente di Fisica sperimentale e generale)
Idem Idem Idem Calendario generale pe' Regii Stati, 26 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1849), pp. 546, 547 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1849-50 Idem Idem Idem Idem Calendario generale pe' Regii Stati, 27 (Torino, Stamperia Sociale degli Artisti Tipografi, 1850), pp. 348, 350.
1850-51 ?? ?? ?? ?? ??
1851-52 P. Alberto Michele Bancalari
(docente di Fisica sperimentale e generale)
Dott. Chirurgo
Francesco Savignone
Gaetano Parodi
(conservatore)
Prof. Giacinto Grillo
(docente di Idraulica)
Calendario generale del Regno, 29 (Torino, Tipografia Sociale degli Artisti A. Pons e C., 1852), pp. 361, 362 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1852-53 Idem Idem Idem Idem Calendario generale del Regno, 30 (Torino, Tipografia Sociale degli Artisti A. Pons e C., 1853), pp. 320, 322 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1853-54 Idem Idem Idem Idem Calendario generale del Regno, 31 (Torino, Tipografia Sociale degli Artisti A. Pons e C., 1854), pp. 330, 332.
1854-55 Idem Idem Idem Prof. Nicolò Fasiani
(docente di Analisi algebrica)
Calendario generale del Regno, 32 (Torino, Tipografia dell'Unione Tipografico-Editrice, 1855), pp. 334, 336.
1855-56 Idem Idem Idem Idem Calendario generale del Regno, 33 (Torino, Tipografia dell'Unione Tipografico-Editrice, 1856), pp. 342, 343.
1856-57 P. Alberto Michele Bancalari
(non compare come docente di Fisica generale e sperimentale)
Idem Idem Idem Calendario generale del Regno, 34 (Torino, Tipografia dell'Unione Tipografico-Editrice, 1857).
1857-58 ?? ?? ?? ?? ??
1858-59 P. Alberto Michele Bancalari
(professore in aspettativa e dottore collegiato della classe di scienze fisiche)
Dott. Chirurgo
Francesco Savignone
Giuseppe Della Casa
(macchinista provvisorio)
Prof. Nicolò Fasiani
(docente di Analisi algebrica)
Calendario generale del Regno, 36 (Torino, Tipografia dell'Unione Tipografico-Editrice, 1859), pp. 386, 387 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1859-60 Idem Idem Giuseppe Della Casa
(macchinista conservatore)
Idem Calendario generale del Regno, 37 (Torino, Tipografia dell'Unione Tipografico-Editrice, 1860), pp. 461, 462 Link esterno Internet Archive (per University of Illinois Urbana-Champaign).
1860-61 ?? ?? ?? ?? ??
1861-62 P. Alberto Michele Bancalari
(professore in aspettativa e dottore aggregato della classe di scienze fisiche)
Dott. Chirurgo
Francesco Savignone
Giuseppe Della Casa
(macchinista conservatore)
Prof. Nicolò Fasiani
(docente di Introduzione al calcolo)
Annuario della Istruzione pubblica per l'anno scolastico 1861-62 (Torino, Tipografia S. Franco e figli, 1861), pp. 42, 44 Link esterno Google libri (per Bayerische Staatsbibliothek).
1862-63 Idem Idem Idem Prof. Nicola Fasiani
(preside Facoltà Scienze F. M. N. e docente di Algebra complementare e geometria analitica)
Annuario della Istruzione pubblica per l'anno scolastico 1862-63 (Torino, Tipografia S. Franco e figli, 1862), pp. 19, 21 Link esterno Google libri (per Bayerische Staatsbibliothek).
1863-64 ?? ?? ?? ?? ??
1864-65 ?? ?? ?? ?? ??
1865-66 Pietro Maria Garibaldi
(professore straordinario di Fisica e dottore aggregato della classe di scienze fisiche)
Dott. Chirurgo
Francesco Savignone
Giuseppe Della Casa
(macchinista conservatore)
Prof. Nicolò Fasiani
(preside di Facoltà e docente di Algebra complementare e geometria analitica)
Annuario della Istruzione pubblica del Regno d'Italia pel 1865-66 (Firenze, Tipografia G. Faziola e C., 1866), pp. 45, 48, 50, 587 Link esterno Google libri (per Bayerische Staatsbibliothek).
1866-67 ?? ?? ?? ?? ??
1867-68 ?? ?? ?? ?? ??
1868-69 Pietro Maria Garibaldi
(professore straordinario di Fisica e dottore aggregato della classe di scienze fisiche)
Dott. Chirurgo
Francesco Savignone
Giuseppe Della Casa
(macchinista conservatore)
Prof. Nicolò Fasiani
(preside di Facoltà e docente di Algebra complementare e geometria analitica)
Annuario della Istruzione pubblica del Regno d'Italia pel 1868-69 (Firenze, Tipografia del giornale Il Conte Cavour, 1869), pp. 47, 48, 49 Link esterno Google libri (per New York Public Library).
1869-70 ?? ?? ?? ?? ??
1870-71 ?? ?? ?? ?? ??
1871-72 ?? ?? ?? ?? ??
1872-73 ?? ?? ?? ?? ??
1873-74 ?? ?? ?? ?? ??
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1877-78 ?? ?? ?? ?? ??
1878-79 ?? ?? ?? ?? ??
1879-80 ?? ?? ?? ?? ??
1880-81 Pietro Maria Garibaldi
(professore di Fisica sperimentale)
Dott. Chirurgo
Francesco Savignone
Luigi Bertollo
(macchinista conservatore)
Ing. Francesco Porrata -
1881-82 ?? ?? ?? ?? ??
1882-83 ?? ?? ?? ?? ??
1883-84 Pietro Maria Garibaldi
(professore di Fisica sperimentale e preside Facoltà Scienze M. F. e N.)
Dott. Chirurgo
Francesco Savignone
Luigi Bertollo (macchinista) Ing. Francesco Porrata -
1884-85 Idem Idem Idem Idem -
1885-86 Idem Idem Idem Idem -
1886-87 Idem Idem Idem Idem -
1887-88 Idem Prof. Eugenio Mariotti Luigi Bertollo (macchinista)
Carlo Bertollo (servente)
Idem -
1888-89 Pietro Maria Garibaldi
(professore di Fisica sperimentale)
Idem Eidem Idem -
1889-90 Idem Idem Eidem Idem -
1890-91 Idem Idem Eidem Idem -
1891-92 Idem Non nominato Eidem Dott. Eugenio Mariotti -
1892-93 Idem Sac. Dott. Michele Razeto Eidem Idem -
1893-94 Idem Idem Eidem Idem -
1894-95 Idem Idem Eidem Idem -
1895-96 Idem Idem Eidem Idem -
1897-97 Idem Idem Eidem Idem -
1897-98 ?? ?? ?? ?? ??
1898-99 Pietro Maria Garibaldi Sac. Dott. Michele Razeto Luigi Bertollo (macchinista)
Carlo Bertollo (servente)
Orestilla Mariotti
(incaricata provvisoria)
-
1899-1900 Idem Idem Eidem Eadem -
1900-01 Idem Idem Eidem Eadem -
1901-02 Idem Idem Luigi Bertollo (macchinista)
Non nominato (servente)
Eadem -

Tabella III – Incarichi al Gabinetto di Fisica e all'Osservatorio meteorologico 38

[La tabella sarà completata appena possibile!]




1 S. Doldi, Alle origini della scienza in Liguria (Genova, 1990).

2 P. Presciuttini, L'Istituto Idrografico della Marina in Forte San Giorgio (Genova, Istituto Idrografico della Marina, 1995); Eadem, 125 anni al servizio del Paese (Genova, Istituto Idrografico della Marina, 1998); Eadem, 125 anni al servizio del Paese: catalogo della mostra celebrativa (Genova, Istituto Idrografico della Marina, 1998). Paola Presciuttini ha fornito moltissime informazioni pertinenti nel suo sito web Link esterno sullacrestadellonda; si vedano, ad esempio, le pagine: Link esterno Istituto Idrografico della Marina; Link esterno Osservatorio Astronomico; Link esterno Torre Specola (Castellaccio); Link esterno Circolo meridiano di Ertel; Link esterno Teodolite astronomico; Link esterno Strumento dei passaggi di Bamberg; Link esterno Biblioteca; Link esterno Giovan Battista Magnaghi.

3 F. Porro, "Osservatorio meteorologico", in L'Università di Genova (Genova Sestri Ponente, SIAG, s.a. ma 1923), pp. 154-158.

4 I. Dagnino, "L'Osservatorio Meteorologico della Università di Genova dal 1833 al 1900. Nota storica", Atti dell'Accademia Ligure di Scienze e Lettere, 34 (1977), pp. 149-168.

5 G. Boato, "L'insegnamento della Fisica all'Università di Genova nell'Ottocento", in Atti del X Congresso Nazionale di Storia della Fisica, a cura di F. Bevilacqua (Milano, Consiglio Nazionale delle Ricerche, 1991), pp. 29-47. G. Boato, G. Bruzzaniti, Strumenti nella Fisica dell'Ottocento (Genova, Sagep, 1993). M. Basso Ricci, L. Cafarella, A. Meloni, P. Tucci, Due secoli di strumenti geomagnetici in Italia (1740-1971) (Bologna, Editrice Compositori, 1997). M. Leone, A. Paoletti, N. Robotti, "La Fisica nei 'Gabinetti di Fisica' dell'Ottocento: il caso dell'Università di Genova", Giornale di Fisica, 50 (2009), n. 3. pp. 135-153 Link esterno Associazione Italiana di Fisica Medica (il file pdf è privo della p. 150).

6 S. Rotta, "Della favolosa antichità dell'Università di Genova", in L'archivio storico dell'Università di Genova, a cura di R. Savelli, Atti della Società Ligure di Storia Patria, 33 (1993), pp. XLI-LIII Link esterno Eliohs - Scritti scelti di Salvatore Rotta. G. Cosentino, "Religione, didattica e cultura nel Collegio genovese", in AA. VV., Il Palazzo dell'Università (Genova, 1988), pp. 109-115. C. Farinella, "Dal Collegio gesuitico all'Università", in Storia illustrata di Genova, vol. 4 (Milano, E. Sellino, 1994), pp. 833-848.

7 F. Bònoli, G. Foderà Serio, F. Poppi, "La ricerca astronomica in Italia al momento dell'Unità: uomini e strutture", in Cento anni di astronomia in Italia 1860-1960, Atti dei Convegni Lincei, n. 217 (Roma, Bardi, 2005), pp. 29-72. F. Poppi, F. Bònoli, I. Chinnici , "Il progetto Tacchini e la riforma degli osservatori italiani", Ibidem, pp. 121-169. F. Bònoli, "La nascita dei moderni osservatorî", in Galileo. Immagini dell'universo dall'antichità al telescopio, a cura di P. Galluzzi (Giunti, Firenze, 2009), pp. 276-287. L. Pigatto, "Gli Osservatorî Astronomici nell'Italia unita", Giornale di Astronomia, 38 (2012), n. 1, pp. 2-11 Link esterno LIBRAweb.

8 Farinella (1994), Opera citata, p. 841. Probabilmente ciò faceva parte della proposta di Gio. Battista Grimaldi, che prevedeva l'insegnamento dell'astronomia nell'ambito delle lezioni di matematica superiore: Ibidem, p. 842. Ci colleghiamo così a François Rodolphe Corréard (1725-1794), a cui sarà dedicata una sezione specifica di Urania Ligustica.

9 "Il Liceo della repubblica deve avere un gabinetto di storia naturale, una serie di buone macchine, una galleria, un osservatorio, un teatro anatomico, un laboratorio chimico, un ospedale, un orto botanico, una conveniente biblioteca e le località opportune allo insegnamento delle varie scienze"; L. Isnardi, E. Celesia, Storia della Università di Genova del P. Lorenzo Isnardi continuata fino a' dì nostri per Emanuele Celesia (Genova, R. Istituto de' Sordo-Muti, 1867; anastatica: Bologna, Forni, 1975), p. 116 Link esterno Internet Archive e Google libri (per Oxford University).

10 "Lagnavasi quindi che a proposito della Meteorologia, Genova fino a quell'epoca poco avesse coltivato la medesima, e fosse ancora senza un Osservatorio, mentre il suo clima vario, abbondante di fenomeni naturali è addattatissimo alle osservazioni meteorologiche"; G. B. Canobbio, Topografia fisica della città e dei contorni di Genova (Genova, Tipografia Ponthenier e F., 1840), p. 139 Link esterno Google libri (per New York Public Library). Sul Multedo si vedano i seguenti elogi. [Articolo biografico], Gazzetta di Genova, 4 aprile 1840. G. B. Canobbio, "Cav. Prof. Ambrogio Multedo", in Annali di fisica, chimica e matematiche, 1 (Milano, Società Tipografica de' Classici Italiani, 1841), pp. 315-320 Link esterno Google libri (per Princeton University). A. Bacigalupo, "Ambrogio Multedo", in Elogi di Liguri illustri, vol. 3 (Torino, Stabilimento Tipografico Fontana, 1846²), pp. 291-294 Link esterno Google libri (per Harvard University).

11 "Ma un'università che appena nasce, un'accademia medica senza appoggio, un fisico gabinetto cui mancano molte macchine, un chimico laboratorio, che certamente non si merita quel nome, un museo, che eccettuate poche conchiglie nulla contiene delle immense produzioni del regno animale, una specula che deve ancora innalzarsi in vantaggio dell'astronomia e della nautica, un orto botanico, che tuttavia si desidera, le stesse tenuissime pensioni assegnate a' professori, alle sperienze, alle dimostrazioni troppo ci attestano e ci comunicano dello stato infelice in cui si trovano le scienze fisiche nella Liguria"; G. A. Mongiardini, Rapporto all'Istituto Nazionale sullo stato delle scienze fisiche nella Liguria (Genova, Stamperia Frugoni, 1804), ma qui tratto da Rotta (1993), Opera citata, p. XLIII.

12 "I fondi provenienti dall'asse ex-gesuitico continueranno ad essere applicati alle spese della Università, al pagamento delle pensioni degli ex-gesuiti: sarà fatto sufficiente assegno alla scuola ed alla biblioteca, e i sopravvanzi formeranno un fondo per lo stabilimento di un osservatorio astronomico"; Isnardi & Celesia (1867), Opera citata, p. 193.

13 "Nell'art. 15 della legge del 4 di luglio si esprime il progetto di stabilire nella Università un osservatorio astronomico, allorché abbiasi formato a tal uopo un fondo di riserva sufficiente, e nel quadro delle cattedre che vi è unito la scuola delle scienze fisiche e matematiche che annoverava quella di astronomia. Questa istituzione stava molto a cuore dell'Arcitesoriere e per promuoverla fece fare dall'ingegnere De Fougéres il disegno dell'osservatorio da costruirsi nel giardino della Università e lo inviava all'ufficio di amministrazione insieme a fr. 1000, colla quale somma egli intendeva di cooperare al nobile divisamento"; Isnardi & Celesia (1867), Opera citata, p. 212. Si tratta dell'ingegnere des ponts-et-chaussées de Fougères o, meglio, Defougères, residente a Torino, nel 1812, quale Ispettore divisionario dell'Amministrazione dei Ponti ed Argini, vale a dire del genio civile; J. Martinet, Annuario politico, statistico, topografico e commerciale del Dipartimento di Roma per l'anno 1813 (Viterbo, D. Rossi, 1812), pp. 170-171 Link esterno Google libri (per Harvard University).

14 Isnardi & Celesia (1867), Opera citata, pp. 212-213. Su Julien Le Roy (1686-1759), si veda la scheda in Link esterno Wikipédia France. Tra i figli, era un provetto orologiaio anche Pierre Le Roy (1717-1785) Link esterno Wikipédia France. È ancora conservato all'Università questo orologio di precisione?

15 F. X. von Zach, "Lettre XXIX", Correspondance astronomique, géographique, hydrographique et statistique, 1 (1818), fasc. 6, pp. 525-526 Link esterno Google libri (per Chicago University); l'articolo è datato 1° dicembre 1818. Su Gilbert Chabrol de Volvic (1773-1843) Link esterno Wikipédia France. L'attività di Zach nel golfo spezzino è inquadrata storicamente in: G. Capellini, "La storia naturale dei dintorni del golfo della Spezia", Atti della Società Italiana di Scienze Naturali, 8 (Milano, G. Bernardoni, 1865), pp. 303-322 Link esterno Google libri (per New York Public Library).

16 Cfr. F. Porro, "Osservatorio meteorologico", in L'Università di Genova (Genova Sestri Ponente, SIAG, s.a. ma 1923), pp. 155-156; il contributo è anonimo, come tutti gli altri presenti nell'opera, ma per i suoi contenuti ed il ruolo che Porro ricopriva all'epoca, è comunque assegnabile all'astronomo.

17 La fotografia satellitare è del 2007.

18 G. Casalis, a cura di, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S. M. il Re di Sardegna, vol. 7 (Torino, G. Maspero librajo e Cassone e Marzorati tipografi, 1840), pp. 443-444. "Questo barometro fu confrontato nel 1829 con quello dell'osservatorio di Parigi dal sig. Bouvard"; G. Garibaldi, "Notizie meteorologiche", in Descrizione di Genova e del Genovesato, vol. 1 (Genova, Tipografia Ferrando, 1846), p. 145 Link esterno Google libri (per Oxford University).

19 "Egli aveva pure iniziato fino dal 1830 un osservatorio metereologico, di cui fu direttore"; L. Isnardi, E. Celesia, Storia della Università di Genova del P. Lorenzo Isnardi continuata fino a' dì nostri per Emanuele Celesia (Genova, R. Istituto de' Sordo-Muti, 1867; anastatica: Bologna, Forni, 1975), p. 331.

20 C. Desimoni, "Notizie di Paris Maria Salvago e del suo Osservatorio astronomico in Carbonara", Giornale Ligustico di Archeologia, Storia e Belle Arti, 3 (1876), p. 63; la tabella in cui è citata la latitudine, assegnata al periodo "1830-46", fa parte di quanto trascritto per la sezione di Urania Ligustica dedicata a Paris Maria Salvago. G. Banchero, Genova e le due Riviere (Genova, L. Pellas, 1846), p. XIV. G. Garibaldi, "Notizie meteorologiche", in Descrizione di Genova e del Genovesato, vol. 1 (Genova, Tipografia Ferrando, 1846), p. 144 Link esterno Google libri (per Oxford University). G. Stefani, Dizionario corografico-universale dell'Italia, vol. 2, parte 1ª, Stati sardi di terraferma (Milano, G. Civelli e compagni, 1854), pag. 385 Link esterno Google libri (per Bayerische Staatsbibliothek).

21 G. Bigourdan, F. Lancelin, "Détermination de la différence de longitude entre les méridiens de Greenwich et de Paris, exécutée en 1902", Annales de l'Observatoire de Paris-Memoires, vol. 26 (1910) Link esterno SAO/NASA ADS.

22 Garibaldi (1846), Opera citata, p. 145. Nel sito attuale dello Link esterno Osservatorio meteorologico è indicata la quota +58,3 m sul livello del mare. Assai diversa, invece, la quota +47,18 m in Stefani (1854), opera citata, p. 385. Le discrepanze possono derivare più dall'indicazione di quote diverse, che da errori elevati: "Osservatorio meteorologico della R. Università, altezza sul livello medio del mare presa dall'origine della scala del barometro che serve per le osservazioni quotidiane, metri 48,03"; L. Pareto, G. Garibaldi, F. Ciocca, "Prospetto delle altezze delle principali montagne e punti più notevoli della Liguria determinate per mezzo di livellazioni barometriche", in Descrizione di Genova e del Genovesato, vol. 1, parte 1ª (Genova, Tipografia Ferrando, 1846), p. 34 Link esterno Google libri (per Michigan University); gli autori sono definiti a p. XIII, ma si veda anche all'indice generale alla fine del terzo e ultimo volume. Quest'ultimo dato è confermato qualche anno dopo: "... aggiungendo l'altezza di 48 m dell'Osservatorio di Genova dal pelo del mare..."; "Lettera... al Barone Plana" [comparazione di osservazioni meteorologiche a Genova e Torino nel settembre 1851], Memorie della Reale Accademia delle scienze di Torino, serie 2ª, 14 (Torino, Stamperia Reale, 1854), p. LXVIII Link esterno Google libri (per Michigan University).

23 Garibaldi (1846), Opera citata, p. 144. Porro (1923), Opera citata, p. 156.

24 Isnardi & Celesia (1867), Opera citata, p. 432. A differenza di quanto indicato in Tabella III, Celesia riporta che le osservazioni meteorologiche sono state curate da Grillo sin dal 1833. "Tra le serie climatiche italiane sono degne di particolare menzione quelle di Padova (1725), Roma (1782), Milano (1805), Torino (1806), Palermo (1806), Bologna (1813), Napoli (1821), Modena (1830), Parma (1832), Genova (1833). L'anno di inizio è indicato in parentesi"; Dagnino (1977), Opera citata, p. 150.

25 Isnardi & Celesia (1867), Opera citata, p. 361. Garibaldi (1846), Opera citata, pp. 143-178.

26 Bing maps Link esterno fotografia aerea.

27 Flash Earth Link esterno singola immagine.

28 Coordinate medie dalla misura di sette immagini, riprese dal 2003 al 2008, fornite da Google Earth.

29 Sull'Orto universitario, si rimanda a Link esterno Dip.Te.Ris. e Amici dell'Orto Botanico.

30 Flash Earth Link esterno singola immagine.

31 M. Gliozzi, "Bancalari, Michele Alberto", in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 5 (Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1963), ad vocem Link esterno DBI. N. Moro, "Fisici sperimentali dell'Ottocento a Genova: la scoperta del diamagnetismo", tesi di laurea in Fisica, Università di Genova (anno accademico 1985-86). G. Boato e N. Moro, "Bancalari's role in Faraday's discovery of diamagnetism and the successive progress in the understanding of magnetic properties of matter", Annals of Science, 51 (1994), pp. 391-412 Link esterno Taylor & Francis Online.

32 L. Isnardi, E. Celesia, Storia della Università di Genova del P. Lorenzo Isnardi continuata fino a' dì nostri per Emanuele Celesia (Genova, R. Istituto de' Sordo-Muti, 1867; anastatica: Bologna, Forni, 1975), pp. 403, 431-432.

33 A. Secchi, Le Soleil (Parigi, Gauthier Villars, 1870¹), pp. 269, 305, 312, 314, 316 Link esterno Google libri (per Harvard University); (1877²), parte seconda, pp. 237, 308, 315, 316, 317 Link esterno Internet Archive (per Wellesley College Library).

34 Drago, più volte citato in Urania Ligustica, è stato un corrispondente dei padri Francesco Denza e Angelo Secchi; di quest'ultimo ha anche tutelato gli interessi legali. Una biografia sintetica ma completa, con utili riferimenti bibliografici, è stata condivisa sul web: C. Vinelli, Brevi cenni biografici di Raffaele Drago (1836-1916). Segretario Generale del Municipio di Genova (1879-1907) Link esterno Carlo Vinelli. Si è attivamente impegnato in ricerche astronomiche, tra cui l'osservazione delle piogge meteoriche delle Leonidi (1869 e 1871) e delle Perseidi (1871). Dalle meteore alle aurore boreali il passo è breve: R. Drago, "Considerazioni sopra una Nota del Sig. Rayet sull'aurora boreale del 15 aprile 1869, presentata dal Sig. Leverrier all'Accademia francese in data del 19 aprile 1869", Rivista universale, nuova serie, 9 (Genova, 1869), p. 515; opera citata in: F. Denza, Le Aurore polari del 1869, ed i fenomeni cosmici che le accompagnarono (Torino, Collegio Artigianelli, 1869), nota 1 alle pp. 37-38 Link esterno Google libri (per The British Library). Drago è stato molto colpito dalla prima edizione di Le Soleil di p. Angelo Secchi (Parigi, Gauthier-Villars, 1870); si legga la sua lunga recensione in: Rivista universale, 13 (Firenze, 1871), pp. 119-126 Link esterno Google libri (per Princeton University). Non si trattava di un interesse momentaneo, come è testimoniato da due opuscoli editi nel 1869 e nel 1870. Il primo è: R. Drago, "Riassunto della teoria del p. Angelo Secchi intorno alla relazione dei fenomeni meteorologici colle variazioni del magnetismo terrestre", Rivista universale, nuova serie, 9 (Genova, 1869), p. 173 Link esterno OPAC SBN – opera recensita in La Civiltà Cattolica, serie 7ª, 8 (Roma, 1869), p. 74 Link esterno Internet Archive (per John M. Kelly Library, University of Toronto). Il secondo è: R. Drago, Sulla relazione dei fenomeni meteorologici colle variazioni del magnetismo terrestre, teoria del P. Angelo Secchi (Genova, Tipografia del Regio Istituto de' Sordo-Muti, 1870) Link esterno OPAC SBN – tale opera rielabora quanto contenuto nella prima: cfr. P. M. Garibaldi, Osservatorio della Regia Università di Genova. Relazione sulle osservazioni magnetiche e meteorologiche fatte dalla mezzanotte del 29 alla mezzanotte del 30 Agosto 1870, ora di Parigi (Genova, Tipografia del Regio Istituto de' Sordomuti, 1870), nota 1 a p. 12 Link esterno Google libri (per The British Library). Drago ha infatti collaborato direttamente a ricerche sulle connessioni tra il Sole e il campo magnetico terrestre: Anonimo, [Recensione dell'opera di P. M. Garibaldi] "Relazione sulle osservazioni magnetiche e meteorologiche fatte dalla mezzanotte del 29 alla mezzanotte del 30 agosto 1870, ora di Parigi", Giornale degli studiosi di lettere, scienze, arti e mestieri, 2 (Genova, 1870), n. 49 (26 novembre), pp. 309-310 Link esterno Google libri (per Harvard University), qui riportato in estratto. Si accenna alle sue osservazioni meteorologiche in: G. Boccardo, Fisica del globo. Spazi, climi e meteore. Corso completo di geografia fisica e di meteorologia (Genova, R. Istituto de' Sordo-Muti, 1868), pp. 260-261 Link esterno Google libri (per Université de Lausanne), qui riportato in estratto. Le riduzioni di osservazioni meteorologiche sono ricordate in: I. Dagnino, "Ricerche e studi geofisici in Liguria", Atti della Accademia Ligure di Scienze e Lettere, 39 (1982), p. 25, qui riportato in estratto. Per una migliore comprensione dello studioso, si consideri che era socio della Società Italiana di Scienze Naturali: P. M. Garibaldi (1870), Opera citata, p. 8. Si noti, inoltre, che l'ing. Francesco Porrata, "osservatore ordinario" dell'Osservatorio meteorologico, gli era subordinato nei rilievi: Ivi. La Società, fondata nel 1856 come "Società Geologica residente in Milano", ha cambiato nel 1860 la sua denominazione in "Società Italiana di Scienze Naturali" Link esterno SISN. Drago non figura fra i soci effettivi della Società al principio del 1869: Atti della Società Italiana di Scienze Naturali, 12 (Milano, Tipografia di G. Bernardoni, 1869), pp. 5-14 Link esterno Google libri (per University of Michigan). Agli inizi del 1870, Drago compare fra i soci effettivi quale "assistente alla R. Università di Napoli": Atti della Società Italiana di Scienze Naturali, 13 (Milano, Tipografia di G. Bernardoni, 1870), p. 8 Link esterno Google libri (per University of Michigan). Agli inizi del 1871 è un socio effettivo con residenza a Genova; in altre parole, non è citato alcun incarico accademico: Atti della Società Italiana di Scienze Naturali, 14 (Milano, Tipografia di G. Bernardoni, 1871), p. 8 Link esterno Google libri (per University of California). La situazione è invariata all'inizio del 1872: Atti della Società Italiana di Scienze Naturali, 15 (Milano, Tipografia di G. Bernardoni, 1872), p. 8 Link esterno Google libri (per University of California). Non sono pertinenti, in questa sede, i vari saggi di Drago in materie giuridiche: si rimanda, per un primo elenco, a Link esterno OPAC SBN.

35 Di tali lavori è già stata avviata l'edizione critica in Pietro Maria GaribaldiOpere edite.

36 C. Parona, "Prof. Pier Maria Garibaldi", Annuario della R. Università di Genova 1901-02 (Genova, 1902), pp. 109-116; elogio trascritto in una pagina della sezione di Urania Ligustica dedicata a Garibaldi.

37 La presente pagina web deriva da una bozza preparata per la seconda parte, rimasta inedita, di Astronomia in Liguria: un numero speciale del Bollettino dell'Osservatorio Astronomico di Genova Link esterno OAG. La bozza è stata poi inserita in: R. Balestrieri, "Francesco Porro e l'Osservatorio meteorologico e astronomico dell'Università di Genova", Memorie della Società Astronomica Italiana, 68 (1997), pp. 597-616 Link esterno SAO/NASA ADS; a p. 608 compare la seconda parte, dal 1902 al 1939, della Tabella III di cui sopra. Estratti degli articoli citati sono riportati nelle sezioni di Urania Ligustica dedicate a Giacomo Garibaldi e Pietro Maria Garibaldi.

38 I dati sono tratti dai rispettivi Annuarii della Regia Università di Genova, ove non altrimenti specificato.




Ringrazio, per aver agevolato questo studio, il personale della Biblioteca Universitaria di Genova Link esterno BUG.



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