Urania Ligustica

Industria e astronautica

Per una storia delle produzioni ottiche in San Giorgio

Industria e astronautica


Premessa Storia Telemetri Telescopi Binocoli Periscopi  
Fotocamere Microscopi Altri prodotti Pubblicità Collaboratori e concorrenti Saggistica Documenti


Genova d'uomini destri. / Ansaldo. San Giorgio. Sestri.
Giorgio Caproni (1912-1990)



INDICE
  1. Fondazione dell'azienda  –  1905/09
  2. Sistemi di puntamento per artiglierie  –  1910/15
  3. Prima guerra mondiale  –  1915/18
  4. Dopoguerra e affermazione del fascismo  –  1918/24
  5. Ricerca di specialisti  –  1921/29
  6. Organizzazione dell'ottica italiana  –  1926/27
  7. Il problema del vetro ottico  –  ante 1931
  8. Crisi mondiale e fondazione dell'IRI  –  1929/33
  9. Potenziamento della progettazione ottica  –  1929/34
  10. Nuovi strumenti per la R. Marina  –  1929/32
  1. Flessione e rilancio del settore militare  –  1934/36
  2. La terza mostra di strumenti ottici  –  1927/36
  3. Binocoli, fotocamere ed emulsioni  –  1929/44
  4. Soluzione di problemi  –  1935/38
  5. Due filmati dell'Istituto LUCE  –  1938/40
  6. L'amministratore delegato Fanno  –  1882/1939
  7. Le operaie non specializzate  –  post 1937
  8. Tentativi di sinergia  –  1938
  9. Il problema irrisolto  –  1936/39
  10. Centrali di tiro  –  1938/40
  1. Il miraggio di un mercato internazionale  –  1938/40
  2. L'Italia entra in guerra  –  1940/41
  3. In prima linea  –  1940/43
  4. Economia di guerra  –  1940/45
  5. Resistenza  –  1943/45
  6. Il collasso del dopoguerra  –  1945/50
  7. Tardivi primati  –  1950/54
  8. Una fine drammatica  –  1954/56
  9. Epilogo  –  1961



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Link esterno Senato della Repubblica
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Leopoldo Torlonia (1853-1918)
1905/18 – Presidente


Link esterno IPSIA Attilio Odero
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Attilio Odero (1854-1945)
1905/18 – Vicepresidente
1918/19 – Idem e ammin. delegato
1919/21 – Vicepresidente
1921/41 – Presidente


Link esterno Torpedo of Rijeka
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Giuseppe Orlando (1855-1926)
1921/23 – Vicepresidente

All'indice   1. Fondazione dell'azienda   Alle note del paragrafo

Nel 1905 è fondata a Genova la San Giorgio – Società Anonima Italiana per la costruzione di automobili terrestri e marittimi, per iniziativa del cav. Attilio Odero.1

La sede e il primo stabilimento in Liguria sono realizzati nella piana a mare di Borzoli, tra Cornigliano e Sestri Ponente: si tratta di tre comuni autonomi che confluiranno nel 1926, non senza resistenze, nella "Grande Genova". La minore importanza di Borzoli crea un'ambiguità: il sito sarà sempre più spesso collocato nel più dinamico e popolosissimo Sestri Ponente, "il Comune più piccolo del Regno".2

La crisi del settore automobilistico in Italia, dovuta a uno sviluppo troppo veloce e competitivo, porta a investire fin dal 1908 nella meccanica di precisione; questa e altre decisioni strategiche hanno successo: a partire dallo stesso anno il bilancio è in attivo e rimarrà tale fino al 1943.3


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Figura 1 – La sede genovese progettata dall'arch. Gino Coppedé (circa 1909) 4


All'indice   2. Sistemi di puntamento per artiglierie   Alle note del paragrafo

A ridosso della prima guerra mondiale l'azienda investe in nuovi impianti e attrezzature, per estendere le sue produzioni agli strumenti ottici, partendo dai vari strumenti connessi al puntamento delle artiglierie, per cui l'Italia deve ancora rivolgersi per lo più all'estero.5

Il processo di rinnovamento delle artiglierie era iniziato, in Europa, già dalla fine dell'Ottocento. La necessità di strumenti ottico-meccanici adeguati agli aumenti di potenza e gittata si era subito rivelata sia in terra che in mare. Le produzioni di ottica passano gradualmente da una fase artigianale (1911) alla produzione industriale, grazie a cospicue commesse statali.

L'allargamento del raggio d'azione è sancito da una nuova denominazione, San Giorgio – Società Anonima Industriale, nel 1914,6 quando l'azienda acquisisce ordini tali da avere lavoro assicurato per tre anni.

Fino a questo momento le esperienze italiane nell'uso di questi strumenti [i telemetri] erano state condotte con materiali acquistati all'estero, soprattutto in Germania. Il conflitto impone "l'urgente necessità di far allestire in Italia i telemetri necessari; problema non facile perché, oltre ad un complesso attrezzamento tecnico, richiedeva anche un personale specializzato, che non esisteva. Pur tuttavia le insistenti pressioni fatte dall'Ispettorato delle costruzioni d'artiglieria, convinsero due delle nostre principali Ditte costruttrici di apparecchi ottici ad assumersi l'arduo compito. Tali Ditte furono la San Giorgio e le Officine Galileo:7 la prima si ispirò per le sue iniziali costruzioni al modello del telemetro Colzi-Bardelli". Questo primo telemetro italiano, presentato nel 1911, era stato ideato dall'ottico Colzi e realizzato inizialmente dall'industriale Bardelli. In campo navale, invece, è all'inizio del 1914 che il tenente di vascello [Paolo] Resasco presenta al Ministero della Marina uno studio su un nuovo tipo di telemetro navale, destinato a misurare variazioni di distanza anziché distanze, e comunica che la San Giorgio si offre di costruire lo strumento in 40 giorni dall'ordinazione. Tale strumento avrebbe avuto 35 ingrandimenti e un grado e mezzo di campo. Il prezzo è previsto in lire 1000 [circa 3600 € al 2008] per ogni esemplare dopo il primo che sarebbe stato fornito gratuitamente.8


All'indice   3. Prima guerra mondiale   Alle note del paragrafo

Il 24 maggio 1915 l'Italia dichiara guerra all'Austria-Ungheria e un mese dopo inizia la mobilitazione delle industrie che producono materiali utili ai ministeri della Guerra e della Marina. Lo stabilimento di Borzoli della San Giorgio è il primo a essere considerato "ausiliario" in Italia e accedere quindi a particolari agevolazioni negli ordini e nelle forniture. La procedura di urgenza, però, è richiesta dall'azienda per rifiutare buona parte delle richieste normative ed economiche delle maestranze. I dipendenti, soggetti a una rigorosa disciplina militare, non potranno più licenziarsi e trasferirsi presso aziende che offrano condizioni migliori. Nel 1916 la San Giorgio raddoppia gli utili.9

L'azienda produce "congegni di puntamento tipo Schneider, cannocchiali panoramici dei diversi tipi, cannocchiali doppi per antiaerei, monocoli per cerchi di puntamento e goniometri",10 ma Esercito e Marina hanno bisogno anche di telemetri monostatici a coincidenza e il principale produttore, Barr & Stroud, è completamente assorbito dalle commesse per l'Ammiragliato inglese. Nella primavera del 1916 il R. Esercito compara un telemetro sviluppato dalla San Giorgio a partire dai modelli Barr & Stroud, con quello ideato dal colonnello d'Artiglieria Eugenio Righi (1860-1925) e fabbricato dalle Officine Galileo di Firenze.11 La necessità di strumenti adatti è tale che, in luglio, è il Sottosegretario per le Armi e le Munizioni, generale Alfredo Dallolio (1853-1952), a recarsi a Londra per sbloccare la situazione.12

Nel frattempo, lo stesso Dallolio mette sotto pressione le aziende ausiliarie. Nel 1917 la San Giorgio finanzia con un aumento di capitale l'acquisizione di nuovi spazi vicini allo stabilimento di Borzoli e l'ingrandimento del reparto di ottica. Ciò non ha certo ostacolato l'attività produttiva, in base a quanto riferisce il consiglio di amministrazione agli azionisti in luglio.

[...] stiamo da tempo allestendo la quasi totalità dei congegni di puntamento e degli strumenti accessori per le artiglierie occorrenti al nostro Esercito. Sono così andati sviluppandosi rapidamente in detto nostro Stabilimento non solo i reparti per la lavorazione meccanica di precisione, ma di pari passo hanno subito notevole incremento gli impianti per la produzione di lenti e prismi e per la produzione degli svariati strumenti ottici indispensabili alle moderne artiglierie.13

In montagna si combatte la guerra di trincea e il cannonneggiamento delle linee nemiche è fondamentale, ma l'efficienza del tiro rimane mediocre, con esiti drammatici per i soldati italiani. Ciò non dipende dalle artiglierie e dagli ausilii ottico-meccanici, ormai adeguati, bensì dalle tavole di tiro regolamentari. Nel luglio 1916 arriva alle falde del Pasubio, sopra Rovereto, un libero docente di calcolo infinitesimale all'Università di Torino: Mauro Picone (1885-1977). La notte stessa il sottotenente, che non ha mai visto un cannone da vicino e non conosce nulla di balistica, riceve dal colonnello Federico Baistrocchi un vecchio trattato sull'argomento e l'ordine di calcolare, entro un mese, nuove tavole adeguate alle condizioni locali. A settembre le tavole di Picone sono già in uso e il 9 ottobre 1916 la 44ª Divisione del generale Andrea Graziani conquista i capisaldi nemici.14

Nel campo dell'ottica non si registrano successi altrettanto brillanti della matematica applicata, ma ben prima del conflitto successivo si formeranno in Italia ingegneri e fisici con interessi e capacità adeguate ad affrontare la progettazione in modo innovativo → § 5 e § 9.

Grazie ai prodotti ottici e, in generale, alla meccanica di precisione, alla fine della guerra la San Giorgio è uno dei maggiori gruppi industriali italiani e continua a investire nei propri impianti, nell'aspettativa di lavori e opere pubbliche in tempo di pace.


All'indice   4. Dopoguerra e affermazione del fascismo   Alle note del paragrafo

La logica di espansione è comune a tutti i grandi gruppi, ma i cospicui indennizzi dello Stato per le commesse militari annullate e i nuovi ordini per il settore civile non sono tali da soddisfare la nuova capacità produttiva. Nel frattempo, alla fine del 1919, è abolito l'istituto della "ausiliarietà" → § 3.

Dato che la San Giorgio ha continuato (e continuerà) a fare utile e a distribuire dividendi, le maestranze entrano in sciopero nel gennaio 1920 per le rivendicazioni soppresse durante la guerra. L'azienda risponde con la serrata e i lavoratori con l'occupazione. La crisi dell'industria meccanica è oggettiva: scattano i licenziamenti e la riduzione del salario per chi rimane.

La conflittualità diventa endemica; le condizioni generali del paese favoriscono l'affermazione del fascismo. A Sestri Ponente, tra il 1921 e il 1922, c'è la guerra civile, con scontri armati quasi quotidiani e morti e feriti per le strade. Gli squadristi sono sostenuti dalle forze di polizia in tre attacchi alla Camera del Lavoro; sono devastati il Municipio, le sedi delle cooperative e delle società di mutuo soccorso, osterie e trattorie; seicento operai sono costretti a emigrare.15

Nel 1924 il consiglio di amministrazione della San Giorgio guarda all'avvenire "con serena fiducia" e gli organici riprendono a salire.16

Le difficili condizioni abitative delle famiglie operaie, costrette spesso a coabitare in spazi malsani, hanno spinto sia il Comune di Sestri Ponente, di cui è stato sindaco dal 1903 al 1922 il socialista Carlo Canepa, che le principali aziende ad acquisire lotti su cui edificare nuovi palazzi. La San Giorgio, però, costituirà una cooperativa edilizia solo nel 1931 (via Merano) e, otto anni dopo, si consorzierà con altre aziende e l'Istituto Autonomo Case Popolari per costruire varie case lungo via Chiaravagna. Il numero degli appartamenti realizzati rimarrà comunque insufficiente e gli spazi risulteranno piccoli e austeri: "da una a due stanze, cucina e un ristretto spazio per il servizio igienico".17


All'indice   5. Ricerca di specialisti   Alle note del paragrafo

Nel frattempo, il personale tecnico ha continuato a progettare nuove ottiche per il settore militare.

A metà del 1922 il comandante della squadriglia sommergibili di La Spezia, [Vicenzo] de Feo, sperimentava un nuovo sistema di lancio per siluri da lui stesso ideato e che utilizzava un indicatore di lancio costruito dalla ditta genovese. Nel campo dei telemetri stereoscopici atti a fornire anche la quota del bersaglio nel tiro controaereo, oltre che la distanza, viene presentato, nel 1924, "un primo esemplare di telequotametro o altimetro (AT): la quota era automaticamente fornita dallo strumento in funzione della distanza e dell'angolo del sito che esso formava col piano orizzontale una volta puntato sul bersaglio aereo".18

Gli Stati Maggiori ordinano singole apparecchiature e sistemi avanzati alle migliori aziende straniere, per esaminarli, sviluppare quanto di interesse e mettere in competizione Galileo, San Giorgio e, dal 1927, OLAP Officine Lombarde Apparecchi di Precisione – vale a dire Siemens & Halske, chiudendo per quanto possibile il cerchio.

La San Giorgio, a sua volta, cerca specialisti già formati ed erige a sistema l'instaurazione di rapporti particolarmente stretti con i progettisti militari.19 Ciò non deve indurre a sottostimare l'entità della ricerca aziendale: il numero di brevetti mantenuti cresce continuamente.20 A partire dal 1926 si concretizzano commesse significative della Regia Marina: i reparti di ottica e meccanica di precisione si dedicano agli stereotelemetri e alle centrali di tiro.21

L'azienda genovese presenta alla Marina anche un campione sperimentale di un telemetro a doppio uso ST-T da m 3, attraverso il quale è possibile una più esatta misura della distanza del bersaglio, abbinando nello stesso strumento un sistema stereoscopico ed uno a coincidenza. Questa soluzione verrà sperimentata dalla Marina nel decennio successivo, facendo realizzare "una serie di telemetri 'a doppio uso' (ST-T) da [3,5 - 5,2 - 7,2 metri] (rispettivamente per i cacciatorpediniere, gli incrociatori e le corazzate). Per sviluppare questa attività nel 1927 viene assunto l'ing. [Umberto] Cavazzoni, che ha lavorato alla Zeiss e che porta a Genova anche un tecnico tedesco della stessa industria, Poser. L'anno seguente viene assunto un altro ingegnere 22 e mandato a perfezionarsi all'Istituto Nazionale di Ottica di Arcetri, fondato e diretto dal prof. Ronchi.23

Il secondo ingegnere dovrebbe essere Raffaello Bruscaglioni (1907-1976): per delineare un suo breve ritratto, possiamo ricorrere ai ricordi di Vasco Ronchi (1897-1988).24

Nacque a Firenze il 13 aprile 1907; nel 1929 si laureò in ingegneria al Politecnico di Torino, e subito dopo si specializzò in ottica, seguendo il corso superiore presso l'Istituto Nazionale di Ottica di Firenze-Arcetri; al termine del quale entrò subito a far parte del personale assistente e docente dell'Istituto stesso. Vi rimase per quattro anni, durante i quali eseguì studi molto apprezzati coi nuovissimi metodi interferenziali, per il collaudo degli strumenti ottici.
Nel 1925 entrò a far parte del corpo di tecnici dello Stabilimento ottico della San Giorgio di Genova-Sestri, allora in pieno sviluppo e impegnata a fondo nelle costruzioni degli apparati ottici necessari alle Forze Armate; ed egli contribuì in modo determinante al perfezionamento di strumenti delicatissimi e potenti, come telemetri, periscopi, proiettori, cannocchiali e centrali di puntamento; la sua opera fu così apprezzata che a soli 33 anni (cosa a quei tempi del tutto eccezionale) nel 1940 gli fu riconosciuta la qualifica di dirigente.
Pur attraverso le vicissitudini della II Guerra Mondiale e del dopoguerra, e le gravi crisi attraversate dalle industrie ottiche italiane, il Bruscaglioni proseguì nella sua brillante carriera, raggiungendo nel 1943 la carica di Direttore di Stabilimento [per poi passare, l'anno successivo, alla Ducati di Bologna].25

I telemetri, a loro volta, sono solo un componente di centrali di tiro dotate di sistemi di calcolo di tipo meccanico sempre più complessi. Siemens & Halske ha realizzato le centrali del cacciatorpediniere Nazario Sauro, varato nel 1926; Barr & Stroud quelle dell'incrociatore Trento, varato nel 1927. La Zeiss sarebbe disposta a creare una nuova società italiana per partecipare alle gare e la Marina è interessata, dato che Galileo e San Giorgio non sono ancora arrivate al livello dei migliori concorrenti stranieri. La minaccia è sventata a livello politico e le centrali di tiro da realizzare sono ripartite tra San Giorgio, Galileo e OLAP. Nel 1929, però, quest'ultima dimostra che lo svantaggio delle due aziende italiane è ancora rilevante, sebbene si affermi il contrario in dichiarazioni pubbliche.26


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Figura 2 – La sala collaudo degli strumenti ottici (circa 1930) 27


All'indice   6. Organizzazione dell'ottica italiana   Alle note del paragrafo

Fino alla metà degli anni Venti, gli specialisti nelle tecnologie ottiche si formano nelle forze armate e nell'industria, su basi assai generali apprese nelle università: discipline riconducibili più all'ingegneria e alla matematica che alla fisica.28

Il Laboratorio di Precisione del Regio Esercito, a Roma, che effettivamente aveva avviato, nel 1917, la fabbricazione di vetri di tipo Zeiss.29

Non stupisce, quindi, che sia un'azienda che ha ormai raggiunto un respiro industriale, le fiorentine Officine Galileo, a innescare la fase successiva...

L'Associazione Ottica Italiana (AOI) è fondata il 23 novembre 1926 dai produttori di ottiche, allo scopo di divulgare la materia a un pubblico generico e propagandare la necessità "di un'ottica tutta italiana". L'attività editoriale è fondamentale: l'associazione pubblica un Bollettino e la rivista Ottica. Nel 1936 il numero progressivo degli iscritti ha superato i milleottocento; ciò è favorito da una quota di iscrizione assai bassa: £ 12 (circa € 12 al 2008). L'AOI esercita di fatto un'azione politica di cartello, tenendo "collegati coloro che si interessano dell'ottica e dei suoi problemi" e facendo "affluire agli organi centrali la voce di tutta la popolazione ottica d'Italia, voce che domanda aiuti e che pone i problemi".30

La vicenda del Regio Istituto Nazionale di Ottica (RINDO) è più complessa. ... Istituto di Ottica 1° dicembre 1927 ... Regio Istituto 4 giugno 1934 ...31

Ruolo di Vasco Ronchi...

.??

Il ruolo delle mostre di ottica sarà approfondito nell'ambito della descrizione della terza edizione (1936)... → § 12.


All'indice   7. Il problema del vetro ottico   Alle note del paragrafo

Il ritardo produttivo italiano è particolarmente evidente nella fusione dei vetri per gli strumenti ottici.

Nel 1927 l'ammiraglio Alfredo Acton (1867-1934), capo di Stato Maggiore della Marina, sostiene che occorre "favorire il consolidarsi in Italia anche della produzione dei vetri d'ottica pei quali il nostro paese è ancora quasi esclusivamente tributario all'estero" e ricorda che un impianto specifico, presso il Laboratorio di Precisione del R. Esercito, era stato realizzato dallo Stato durante la prima guerra mondiale, ma era risultato insostenibile in tempo di pace.31

La nascita a Firenze, nel 1928, dell'Istituto sperimentale per lo studio e l'applicazione dei prodotti del boro e del silicio 32 non risolve il problema della "produzione quantitativa e qualitativa del vetro d'ottica in Italia", come attestato da rapporti della Marina tra la fine del 1930 e l'inizio del 1931.33


All'indice   8. Crisi mondiale e fondazione dell'IRI   Alle note del paragrafo

Dato che lo sviluppo dell'industria europea è finanziato con cospicui prestiti delle banche statunitensi, la crisi del 1929 si è nel frattempo ripercossa in Italia.

La Banca Commerciale e il Credito Italiano sono azionisti dei principali gruppi industriali e questi, a loro volta, detengono quote azionarie delle banche. Lo Stato stimola la concessione di crediti a media scadenza fondando l'Istituto Mobiliare Italiano, ma ciò non basta. All'inizio del 1933 è costituito l'Istituto per la Ricostruzione Industriale, che rileva dalle banche tutte le partecipazioni industriali; l'Istituto nasce con un carattere provvisorio, ma nel 1937 diventerà permanente.

L'IRI controlla direttamente la siderurgia bellica, la produzione di artiglierie, i cantieri navali e diventa azionista di maggioranza della San Giorgio, che ha consolidato la produzione di equipaggiamenti elettrici, idraulici, ottici e navali. Le limitazioni del bilancio statale, però, ritardano lo sviluppo dell'industria di interesse bellico. Materiale ottico e strumenti di precisione continuano a essere acquistati all'estero. Anziché razionalizzare le attività produttive, l'IRI mantiene le sovrapposizioni, addirittura stimola la competizione fra aziende che fanno ormai parte dello stesso gruppo.34

Se si considera il solo comparto produttivo dell'ottica, figura 3, la crisi del 1929 causa i peggiori risultati all'economia italiana nel 1932, ma le esportazioni prendono decisamente il sopravvento nel biennio successivo.


Immagine originale

Figura 3 – Importazioni ed esportazioni di strumenti ottici e parti ottiche staccate 35


All'indice   9. Potenziamento della progettazione ottica   Alle note del paragrafo

Per qualificare la progettazione sia in campo militare che civile, nel 1929 viene creato l'Ufficio Calcoli Ottici: il nuovo reparto è affidato all'ing. Cesare Morais, che ne sarà a capo fino al 1954.36 La decisione aziendale avrà una valenza strategica che si ripercuoterà ben oltre la dismissione del settore ottico, alla metà degli anni Cinquanta, come vedremo in relazione alla centrale di tiro Argo → § 29.

Inizia così l'epoca aurea delle produzioni ottiche per cui la San Giorgio è tuttora rinomata: dai grandi telemetri ai binocoli ad alta luminosità e largo campo corretto, alla macchina fotografica Janua. Ciò sembra reso possibile dalla sinergia tra l'alta direzione (Odero è presidente e Bocciardo vicepresidente), la gestione operativa (Fanno, di cui si parlerà più avanti, è amministratore delegato) e il livello tecnico (in cui vi sono, tra gli altri, Bruscaglioni, Cavazzoni e, per l'appunto, Morais).37

Cavazzoni proviene, come si è detto, dalla Zeiss,38 mentre Bruscaglioni e Morais sono più legati all'Istituto Nazionale di Ottica. Le relazioni con gli organismi dominati da Ronchi a Firenze continueranno negli anni e Morais sarà chiamato all'INDO per coprire la nuova cattedra di Calcolo ottico.39 Fattori critici di successo sono costituiti, in San Giorgio, da investimenti di capitale privato in un'azienda in attivo, una catena gerarchica che comprende i problemi tecnici, una razionale suddivisione di compiti tra specialisti che condividono lo stesso linguaggio, una formazione continua assicurata dall'Istituto Nazionale di Ottica e dall'Associazione Ottica Italiana, un ottimo reparto di meccanica di precisione e idee specifiche, tra cui un diverso approccio alla progettazione ottica.

[Partendo da una ricerca su un tripletto realizzato da G. B. Amici] Morais riprende la teoria del Mossotti e la applica al calcolo di un obiettivo per binocolo. Egli sottolinea come si può così arrivare ad un risultato generale con un ben disciplinato calcolo algebrico e non per via di aridi tentativi trigonometrici.40

Già nel 1931 Morais aveva pubblicato su Il Nuovo Cimento, la prestigiosa rivista della Società Italiana di Fisica, un breve trattato sulla progettazione dei doppietti crown e flint per obbiettivi astronomici, da ammirare per la completezza, l'inquadramento storico, le note pratiche. L'articolo, però, è particolarmente interessante in questa sede, perché sembra gettare le basi della strategia progettuale della San Giorgio per varie tipologie di prodotti: telescopi, cannocchiali, telemetri, binocoli a largo campo, fotocamere.

Per quanto riguarda l'aberrazione cromatica, Morais considera la correzione per l'intera gamma di sensibilità dell'occhio: dal rosso (linea C di Fraunhofer, vale a dire Hα – 656 nm) al violetto (linea F, Hβ – 486 nm), con al centro il giallo (linea D, doppietto Na – 589 nm). Sviluppa quindi le formule analitiche per ridurre l'aberrazione sferica. Il risultato si applica a un caso particolare: raggi luminosi vicini all'asse ottico (vale a dire la zona centrale del campo inquadrato), piccoli angoli d'incidenza (vale a dire oggetti distanti) e lenti vicine e sottilissime. La correzione globale così ottenuta, però, è considerata ottima per aperture inferiori o uguali a 1/10; per aperture maggiori (vale a dire, lenti più spesse e distanziate) si devono migliorare le curvature delle superfici con il metodo trigonometrico, per approssimazioni successive. Morais discute quindi soluzioni analitiche più precise, ottenute imponendo condizioni specifiche. Scarta quella di Euler, ma considera accettabile la condizione di Clairaut per obbiettivi da binocoli a lenti incollate, purché i vetri soddisfino la condizione di Mossotti – trattata più avanti. Passando ai telemetri, sottolinea che il campo corretto è troppo limitato nel caso degli obbiettivi detti "simmetrici". La soluzione di Fraunhofer fornisce obbiettivi astronomici ben corretti per l'aberrazione sferica (detti aplanatici); un appunto rivela l'interesse per soluzioni pragmatiche: "una piccola variazione nei raggi di curvatura (durante la lavorazione per esempio) non porta nessun danno alla bontà dell'obbiettivo". La condizione di Prazmowski permette invece di ottenere ottimi obbiettivi fotografici, basati su due doppietti simmetrici. Passando a Mossotti, Morais sottolinea che i suoi studi, pubblicati nel 1855 a Pisa, "trattano di tutte le aberrazioni di un sistema di quante si vogliano superfici con un metodo in cui la genialità si unisce alla dottrina, arrivando a conclusioni di reale interesse pratico" e ne ribadisce il primato rispetto a Von Hoegh e Harting. Morais ricorda che si usano lenti incollate solo quando il diametro è inferiore a 50-60 mm oppure quando non è necessaria una correzione perfetta per punti fuori dell'asse, ma ricorrendo alla condizione di Mossotti si possono correggere le aberrazioni cromatica, sferica e del seno (vale a dire, il coma) anche per obbiettivi a lenti incollate; Morais cita, come caso limite, "i moderni obbiettivi da binocolo [che] oltre ad avere aperture fortissime (fino a 1/4) debbono presentare una buona correzione per un campo che può essere di 8° e più". L'articolo si conclude con un esempio: la progettazione di un doppietto Fraunhofer di apertura f/10, con lenti spaziate in crown (nD 1,5308) e flint (nD 1,6165). Il livello di dettaglio è tale, che si ricorda che il diametro dovrà essere leggermente superiore a quanto richiesto, per tenere conto dell'ostruzione periferica dovuta alla montatura e della necessità di non tagliare a coltello i bordi delle lenti; la distanza tra queste deve essere minima, mentre risulta trascurabile il loro spessore. Morais, però, mostra come minimizzare l'aberrazione sferica, per comprendere "obbiettivi fotografici di piccola apertura e grande campo, i quali in genere hanno forti spessori".41


All'indice   10. Nuovi strumenti per la R. Marina   Alle note del paragrafo

Nel 1930 la Marina definisce un vasto programma di costruzione di naviglio sottile: 288 unità tra cacciatorpediniere, torpediniere, sommergibili, cacciasommergibili e mas. I telemetri e le centrali di tiro necessarie sono di nuovo suddivise tra San Giorgio, Galileo e OLAP; dato che l'azienda fiorentina non è in grado di soddisfare la richiesta di periscopi, le viene affiancata la San Giorgio. La Marina cerca di coordinare la produzione, ma la difesa antiaerea coinvolge possibili obiettivi terrestri – tra cui gli stessi stabilimenti produttivi. Ciò complica la progettazione delle centrali di tiro, sviluppata autonomamente dalle tre aziende, il che dilata i tempi e aumenta i costi.

La Marina, inoltre, mantiene la sua strategia di commissionare apparecchiature sperimentali alla migliore concorrenza straniera: Zeiss.42

Nel campo della meccanica-ottica, nel 1931 la San Giorgio realizza il suo primo inclinometro, a cui aveva iniziato a lavorare dal 1929. Questo strumento consente di misurare l'angolo tra la congiungente la nave e il suo bersaglio e la rotta del bersaglio stesso., elemento indispensabile per colpire un obiettivo in movimento. Nel 1932 costruisce, su progetto del colonnello delle armi navali Montauti, il teleinclinometro che consente, seppur con qualche approssimazione, di misurare sia la distanza del bersaglio, come nei vari telemetri, che l'angolo sopra descritto.43


All'indice   11. Flessione e rilancio del settore militare   Alle note del paragrafo

Le commesse si riducono nel 1934 e l'azienda gestisce la crisi con la consueta decisione immediata: il licenziamento del personale superfluo.44 I tagli non riguardano chi sviluppa nuovi prodotti, dato che nello stesso periodo si mettono a punto varie attrezzature, tra cui uno strumento di puntamento "in cui la linea di mira è deviata da uno specchio translucido, attraverso il quale si può eseguire dalla parte posteriore anche la punteria a linea di mira diretta".45

In agosto un documento interno dell'IRI sottolinea il ruolo essenziale della San Giorgio per le centrali di tiro; ricorda, inoltre, che durante il primo conflitto mondiale ha provveduto "si può dire da sola al fabbisogno di strumenti del nostro Esercito" e "pure in larga scala macchinari speciali per la Marina".46

Dal 1935 torna in vigore l'ausiliarietà, che comprende rapidamente tutti gli stabilimenti San Giorgio. Le commesse militari crescono di nuovo e permettono di raggiungere un record dei profitti, subito superato l'anno dopo.

I principali contratti nel campo dell'ottica riguardano i telemetri. Da una modifica dei Goerz, nasce il telemetro monostatico differenziale con base 1 m, su progetto del cap. Aquilecchia e del ten. Di Carlo; uno da 0,40 m è realizzato per la fanteria; un altro intermedio, da 0,60 m, è disegnato per essere usato con maschere antigas.

Di ben altra complessità è la centrale di tiro controaerea modello 37, sviluppata dal cap. Ubaldo Gala e imperniata sul suo tavolo previsore: per farla funzionare ci vogliono 16 addetti specializzati che operino di concerto! Le produzioni per l'Esercito sono superate da quelle per la Marina. Nel 1936 sono ordinati i sistemi per la direzione del tiro sulla corazzata Littorio, varata l'anno successivo: i suoi telemetri da 12 m sono davvero giganteschi. Analoghi contratti per telemetri e centrali sono assegnati alla Galileo e, in misura minore, alla OLAP.47


Rielaborazione originale in B&N da fonte esterna

Figura 4 – Telemetro da 5 m e, a sinistra, cannocchiale di punteria (1936)§ 12


All'indice   12. La terza mostra di strumenti ottici   Alle note del paragrafo

La scelta di riproporre nel 1936 48 una mostra nazionale di prodotti ottici a Firenze,49 dopo il successo dell'edizione del 1934 50 e la prima edizione nell'ambito della fiera campionaria di Padova (giugno 1927),51 ha fini precisi: le Officine Galileo vi avevano sviluppato una produzione industriale di strumenti ottici fin dal 1896 e avevano avuto un ruolo chiave nella fondazione dell'Associazione Ottica Italiana (AOI) e del Regio Istituto Nazionale di Ottica (RINDO) → § 6.

La mostra ha luogo dal 24 maggio al 14 giugno 1936 ed è preparata così accuratamente che il catalogo non appare l'anno seguente, come per l'edizione del 1934, bensì è distribuito prima dell'inaugurazione. Il "comitato ordinatore" è presieduto da Paolo Venerosi Pesciolini, Podestà di Firenze, e, quale vicepresidente, da Vasco Ronchi, nella duplice veste di direttore del RINDO e rappresentante del Ministero dell'Educazione Nazionale; anche il segretario, Gino Giotti, fa parte del RINDO. È presumibile che il catalogo sia stato curato da Ronchi e Giotti. Sono membri del comitato quattro rappresentanti del Governo (Vito Artale, Ministero della Guerra; Mario Pasetti, Ministero della Marina; Cesare Antilli, Ministero dell'Aeronautica; Alessandro Croce, Ministero delle Corporazioni), due del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Emilio Bianchi e Ugo Bordoni), quattro delle "maggiori industrie ottiche italiane" (Vergilio Bellini, La Filotecnica; Umberto Cavazzoni, San Giorgio; Giulio Martinez, Officine Galileo; Umberto Nistri, Ottico Meccanica Italiana); uno della categoria industriale (Italo Locatelli, Associazione Nazionale degli Industriali Meccanici, Metallurgici e Affini); quattro di enti e organismi locali (Bindo De Vecchi, Università di Firenze; Piero Ginori Conti; Lorenzo Romanelli; Roberto Venturi Ginori).

Il catalogo e la mostra hanno finalità sia divulgative – fabbricazione del vetro e degli strumenti ottici – che promozionali – prodotti delle singole aziende per usi militari e civili. Alla San Giorgio, di cui è direttore tecnico Cavazzoni, sono dedicate la seconda sala del Palazzo delle Esposizioni (nella prima troviamo AOI e RINDO) e tre pagine del catalogo; La Filotecnica, Officine Galileo e OMI hanno a disposizione, rispettivamente, sei, cinque e una pagina, se si escludono quelle a carattere divulgativo.

La San Giorgio si presenta come un'azienda che progetta i propri prodotti, ha un'efficace sistema di controllo qualità e collaudo, è certificata da un ente terzo (il RINDO), ha una produzione in continua crescita. L'esposizione è centrata su due tipologie di prodotti: i binocoli → § 13 e i sistemi di puntamento. Il telemetro da 5 m in figura 4 è, a quanto pare, lo strumento ottico militare più grande in mostra ed è unico il cannocchiale di punteria per centrale di tiro navale; completano l'esposizione altri telemetri, tra cui due da 0,80 m, teleinclinometri ed efficaci apparati didattici.

Negli ultimi quattro giorni dell'esposizione si tiene un convegno dell'AOI, inaugurato da Guglielmo Marconi nella veste di presidente del CNR. La riunione è per lo più in seduta plenaria. Solo il 12 giugno sono programmate cinque sessioni parallele: ottica generale; ottica tecnica; ottica medica e fisiologica; Gruppo Ottici Italiani; Gruppo Fotogrammetrico Italiano. Cavazzoni presenta una relazione di carattere generale che ha una certa eco.

Nel 1923 le persone occupate nell'industria ottica italiana erano: circa 12 laureati, 65 tecnici, 500 operai. Nel 1935 i numeri corrispondenti erano: circa 60 laureati, 250 tecnici, 3700 operai. Se questo non bastasse, un'altra statistica giunge di rinforzo: la materia prima, cioè il vetro ottico fino, consumato dalle industrie ottiche nazionali non arrivò nel 1928 a 10 quintali. Nel 1936 è stato oltre 110 quintali.52

Sono numeri ragguardevoli ed è indubbio che l'ottica italiana stia crescendo, ma non è ancora adeguata, come vedremo, alle esigenze di una nazione sempre più vicina alla guerra.


Immagine originale

Figura 5 – Catalogo della IIIª Mostra Nazionale di Strumenti Ottici (1936)Documenti 1


All'indice   13. Binocoli, fotocamere ed emulsioni   Alle note del paragrafo

Lenti e prismi sono i principali componenti dei binocoli: strumenti di una qualità che inizia a essere comparabile, sia nell'ottica che nella meccanica, ai migliori modelli della concorrenza. La loro presenza nella mostra del 1936 ha evidentemente lo scopo di favorire lo sviluppo del mercato civile. La San Giorgio presenta l'intera gamma dei prodotti: spicca il "grande ASTRAMAR a cambio di ingrandimenti", realizzato su progetto Zeiss → § 23, ma maggiore spazio è dedicato a strumenti ben meno costosi e ingombranti.

Particolare interesse destano alcuni spaccati che mostrano i soli componenti ottici e, soprattutto, sette binocoli in cui sono stati esaltati ad arte i principali difetti che possono affliggere questi strumenti. I visitatori si rendono così conto di anomalie che risultano, in un primo tempo, poco percettibili in prodotti di bassa qualità, ma poi stancano "gli occhi di chi li adopera al punto da costringerlo ad abbandonarne l'uso".53

In San Giorgio esiste anche una linea di ricerca sulla fotografia, com'è suggerito dalle considerazioni di Morais sugli obbiettivi → § 9. Bruscaglioni, intorno al 1934, inventa uno strumento per misurare il potere risolutivo di una emulsione fotografica: il prototipo del suo risolvimetro interferenziale, realizzato nell'azienda genovese, sarà utilizzato da Ronchi per varie ricerche al RINDO.54 Lo stesso Bruscaglioni studia le emulsioni, dal 1935 al 1944, per definire le relazioni fra risoluzione e latitudine di posa, fra tempo di posa e sensibilità.

Non sembra, comunque, che l'azienda genovese sia particolarmente interessata allo sviluppo di fotocamere prima del conflitto mondiale: i prototipi non hanno seguito. Ciò può giustificare la stessa esistenza degli articoli pubblicati da Bruscaglioni: Ronchi sottolinea che molti lavori sono rimasti riservati per motivi industriali o militari. D'altra parte, sono noti alcuni suoi interessi di sicura applicazione in San Giorgio: il collaudo interferometrico degli strumenti ottici; le deformazioni elastiche delle parti ottiche per effetto delle montature e del loro peso; la fotometria di fari e proiettori fotoelettrici, anche attraverso cortine di nebbia. Quest'ultimo argomento ci porta in maniera esplicita nel conflitto mondiale, a cui possono essere pertinenti alcuni studi sull'occhio umano: abbagliamento, sensibilità allo sfarfallamento, persistenza delle immagini sulla retina.55


Rielaborazione originale in B&N da fonte esterna

Figura 6 – Binocoli alla IIIª Mostra di ottica (1936)§ 12


All'indice   14. Soluzione di problemi   Alle note del paragrafo

Per soddisfare gli ordini crescenti, la San Giorgio deve potenziare i suoi stabilimenti: Genova Sestri e Rivarolo, La Spezia, Pistoia, Taranto. Nel 1937 i capitali impegnati nei lavori di ampliamento superano i dieci milioni di lire (circa 9 M€ al 2008). Lo stabilimento di Sestri, in cui si concentra la maggior parte del fatturato, è assai ingrandito.56

Sui telemetri "a doppio uso" già installati sono stati riscontrati alcuni difetti: sono poco luminosi e difficili da collimare, in caso di vibrazioni e moto ondoso; il telemetrista, inoltre, tende a usare lo strumento a coincidenza, più semplice da usare di quello stereoscopico, sebbene questo sia più idoneo in certe condizioni. Si decide di sviluppare il telemetro "duplex": uno stereotelemetro e un telemetro a coincidenza con ottiche distinte e due addetti, smorzando le vibrazioni con sospensioni elastiche. Gli strumenti, però, non sono perfettamente stagni all'aria, le ottiche sono ancora prive di trattamenti antiriflesso, l'illuminazione interna è limitata, i tergicristallo posti all'esterno sono poco efficienti. Si tratta di problemi tecnici che possono avere conseguenze drammatiche: si pensi solo alla necessità di ripulire i cristalli a mano, da acqua e fumo! Nei periscopi dei sommergibili era stato inserito, nel 1935, il teleinclinometro; nel 1937 l'azienda realizza la versione cinematica. Sia le Officine Galileo che la San Giorgio costruiscono i telescartometri con basi da 5 e 7,20 m.

Migliori risultati danno, da subito, gli strumenti sviluppati per i carri armati: cannocchiale collimatore per il puntamento, collimatore per mitra, periscopio a grande campo e iposcopio a prismi, per avere una grande visibilità nella direzione di marcia.57

Il 16 maggio 1938 Mussolini visita, a Genova, l'Ansaldo e la San Giorgio. Gli operai vedono per la prima volta passare un'automobile nelle campate messe a lucido e prive di trucioli d'acciaio, tra torni, frese e pezzi in lavorazione. Nei laboratori della San Giorgio il duce deve procedere a piedi: "agli irriducibili alla camicia nera [è stata] data una cappa bianca da ricercatore con bottone supplementare «da collo»".58


All'indice   15. Due filmati dell'Istituto LUCE   Alle note del paragrafo

La visita di Mussolini allo stabilimento sestrese della San Giorgio è stata preparata con un'accuratezza che, al di là delle motivazioni più ovvie, è spiegata a sufficienza dai crediti accumulati dall'azienda nei confronti della Forze Armate nello stesso anno: 82,6 M£ (circa 68,5 M€ al 2008),59 vale a dire il 65,3% del totale → § 14 e § 20.

Per la San Giorgio è, inoltre, l'occasione di mettere in mostra tutti i suoi prodotti. Ciò è ben documentato da un filmato di repertorio 60 de L'Unione Cinematografica Educativa, che gestisce la propaganda e l'informazione di regime: proprio per questi scopi il LUCE è stato trasformato in istituto nazionale nel 1925.61

La pellicola è rimasta muta ed è stata, a quanto pare, poco utilizzata: a parte la pubblicizzazione della visita del duce,62 alcuni spezzoni hanno permesso di realizzare un documentario specifico sui binocoli prismatici, inserito nel Giornale LUCE del 15 marzo 1940 → filmato 1. È possibile che l'uso del materiale sia stato ristretto per questioni di riservatezza militare o industriale: si veda, ad esempio, l'apparato a scala reale che dimostra la compensazione di un moto ondoso, ampio ma regolare, nel tiro navale.63

L'Istituto descrive le sequenze del filmato di repertorio nella scheda condivisa sul proprio sito web, ma l'interesse della pellicola è tale, che meriterebbe una descrizione più approfondita e, in alcuni casi, quasi fotogramma per fotogramma: basti dire che l'intero ciclo di produzione degli strumenti ottici sembra ben documentato.64

Nel seguito ci si è limitati a trascrivere e commentare il documentario di cui al filmato 1.

Seq.Da
A
[Scritte] "Audio" Descrizione della scena e commento
100m00s
00m03s
[Archivio Storico LUCE / Fabbricazione binocoli prismatici. / GIORNALE LUCE B1687 / del 15/03/1940]. Titoli della versione digitale.
200m04s
00m07s
[ITALIA / GENOVA] "Uno sguardo in un laboratorio di precisione per la fabbricazione dei binocoli". Titolo della versione in celluloide. Si noti che la San Giorgio non è mai citata espressamente!
300m08s
00m11s
Due blocchi grezzi e irregolari di vetro ottico si trasformano, grazie a una dissolvenza, in...
400m12s
00m14s
... tre blocchi ben squadrati pronti per le lavorazioni seguenti. Il materiale entra in San Giorgio in questa forma → § 19.
500m15s
00m21s
"Segati i blocchi grezzi di cristallo procede, sempre controllato fase per fase con svariati mezzi tecnici, ...". Taglio con sega circolare di uno sbozzato a sezione quadrata, raffreddato ad acqua, da tre punti di vista diversi.
600m22s
00m28s
"... il complesso lavoro inteso a dare alle lenti e ai prismi la precisa forma voluta". Sei operaie in camice bianco, ai lati di un bancone, eseguono controlli di qualità su semilavorati: ognuna con uno strumento diverso. Dettaglio del controllo dimensionale di un prisma, ancora da lucidare, con uno strumento realizzato ad hoc.
700m29s
00m30s
Una diversa operaia, sempre in camice bianco, controlla il diametro dello sbozzato, a disco, da cui trarre una lente, con un misuratore di altezza su stativo.
800m31s
00m43s
"La curvatura viene data a mezzo di un apparecchio sul quale vengono fissate le lenti mediante speciale mastice e smerigliate da una calotta emisferica. Lo stesso apparecchio serve, come si vede, a movimentare le lenti". Tredici lenti sono state fissate a un supporto emisferico, che può ruotare su sé stesso. Tramite una calotta di curvatura adatta, sono applicati smerigli sempre più fini, per sgrossare e finire una superficie delle lenti. Avviata la macchina, la calotta smerigliatrice oscilla in eccentrico. Il processo avviene in acqua corrente. Il filmato riguarda solo la fase finale di lucidatura di un lato delle lenti. Uno stacco mostra che tutta l'attività è svolta da numerosi operai in un grande capannone.
900m44s
00m51s
"Controllata con uno speciale disco di vetro l'esattezza della curvatura ottenuta, si procede al montaggio dei prismi e delle lenti negli apparati binoculari". L'asportazione della calotta rivela superfici finite a specchio. Il grado di finitura e la curvatura sono presumibilmente verificati dallo stesso operaio, contando il numero delle frange di interferenza, generate al contatto con la superficie inferiore concava di un campione di misura. Finite le superfici, lenti e prismi tornano in laboratorio.
1000m52s
01m02s
A un lungo banco sono sedute dieci operaie in camice bianco; hanno di fronte ampie vetrate, per avere più luce sul piano di lavoro e sfruttare la riflessione della luce sulle superfici ottiche. Un primo piano mostra un'operaia che dà un'ultima pulizia alle lenti con un panno. Un'altra inserisce un prisma, con una pinza, all'interno di un binocolo. Dietro le operaie, tre colleghi eseguono alcuni controlli. Si sottolinea che alle superfici ottiche non è applicato alcun trattamento anti-riflesso.
1101m03s
01m11s
"Il perfetto rendimento ottico del sistema viene in ultimo collaudato con questo apparecchio, che controlla il potere separatore delle varie lenti". Un tecnico in camice bianco esegue il collaudo finale di un binocolo, allineando prima l'uno e poi l'altro asse ottico con quello di un grande rifrattore (lo stesso documentato in fig. 2)65 e guardando attraverso un piccolo cannocchiale dal lato dell'oculare. [Definire meglio]


Rielaborazione originale da fonte esterna

Filmato 1 – Fabbricazione di binocoli prismatici in un cinegiornale LUCE (1940) 66


All'indice   16. L'amministratore delegato Fanno   Alle note del paragrafo

Qui si trascura il ruolo imprenditoriale di Torlonia, Odero, Orlando e Bocciardo, di cui compaiono solo i ritratti, poiché non avevano competenze specifiche nel campo dell'ottica. Per un altro componente del consiglio di amministrazione, l'amministratore delegato Gino Fanno, il discorso è diverso.

Nato a Conegliano (Treviso) nel 1882, si era diplomato all'Istituto Tecnico "Paolo Sarpi", a Venezia, nel 1896. Poliglotta e dai vasti interessi, aveva conseguito la laurea in ingegneria meccanica al Politecnico di Zurigo nel 1904 ed era diventato subito assistente del prof. Aurel Boleslav Stodola (1859-1942), ordinario per la stessa disciplina. Fin dal 1905, però, era rientrato in Italia 67 ed era stato assunto in San Giorgio due anni dopo, quale capo ufficio disegno. Era un azionista della Società almeno dal 1913 e nel 1918 era stato nominato procuratore.68

Nel 1919 aveva ricevuto l'incarico di organizzare le officine aziendali di Pistoia, dedicate prevalentemente a produrre e manutenere carri ferroviari, ma ciò può essere in relazione al tentativo di consolidare forniture per l'Aeronautica.69 Nel 1924 era diventato direttore e, dal 1926, gli era stato attribuito anche l'incarico di amministratore delegato.70 Nel 1931 era stato premiato per i suoi contributi ai periscopi dei sottomarini e, quattro anni dopo, aveva ottenuto la seconda laurea, in ingegneria industriale, al Regio Istituto Superiore di Ingegneria di Genova.71

Fanno è tuttora assai citato nella letteratura scientifica per una serie di equazioni che descrivono il comportamento di un fluido, comprimibile o no, in un tubo a sezione costante, in presenza di attrito viscoso, ma senza scambio di calore con l’esterno: il Flusso di Fanno è nato nell'ambito della progettazione di turbine (uno dei prodotti della San Giorgio), ma ha un vasto campo di applicazioni, ad esempio nella propulsione a reazione e a razzo.72

Il Regio Decreto Legge 17 novembre 1938, n. 1728 – Provvedimenti per la razza italiana, dispone, con l'articolo 10, che "I cittadini italiani di razza ebraica non possono [...] essere proprietari o gestori, a qualsiasi titolo, di aziende dichiarate interessanti la difesa della Nazione [...] e di aziende di qualunque natura che impieghino cento o più persone, né avere di dette aziende la direzione né assumervi comunque, l'ufficio di amministrazione o di sindaco".73

Il successo della San Giorgio nell'ottica e nella meccanica di precisione è dovuto in parte a Fanno, ma questi è ebreo: le leggi razziali sono immediatamente applicate. Nel dicembre 1938 perde il ruolo di direttore e gli viene affiancato un altro amministratore delegato. Nel febbraio 1939 si dimette da tale incarico e da consigliere; in novembre è licenziato, ma è vincolato all'azienda con un contratto biennale di consulenza esecutiva.74 Ciò, per inciso, è consentito dalla Legge 29 giugno 1939, n. 1054 – Disciplina dell'esercizio delle professioni da parte dei cittadini di razza ebraica.75 Fanno tornerà ad avere un ruolo importante in azienda dopo la Liberazione.76


All'indice   17. Le operaie non specializzate   Alle note del paragrafo

Ma quali sono le condizioni di lavoro in fabbrica? Al livello più basso ci sono donne utilizzate come manodopera non qualificata, assegnata a pulizie, riordino degli attrezzi, alcune produzioni standardizzate. Entrano in fabbrica intorno ai sedici anni e vi rimangono fino a quando si sposano, se riescono a resistere in quelle mansioni, dato che non hanno possibilità di crescere professionalmente: non possono diventare maestri. "La San Giorgio allora era un fiore all'occhiello per l'ottica, i nostri lavori erano più materiali, più pesanti", ricorda Erminia Causa, operaia dal 1938 al 1976.77

Le eccezioni possono essere così lontane dal proprio vissuto da svanire dalla memoria, ma in fig. 2 sono documentate una impiegata e una giovanissima addetta al collaudo → § 5 e i filmati LUCE del 1938 mostrano un cospicuo numero di operaie in camice bianco → § 15.

Torniamo alle mansioni più umili: la testimonianza che segue è di Felicina Falco.

Sono entrata alla San Giorgio nel 1942: avevo 18 anni e ci sono rimasta sino al 1949, quando, già sposata, mi sono licenziata per emigrare in Argentina. Il primo reparto dove ho lavorato è stata la torneria. Dalle sei alle due o dalle due alle dieci, stavo in piedi davanti ad una macchina a incidere "a cottimo" il taglio alla testa delle viti. Queste macchine erano situate in un grande capannone che ricordo sporco per la limatura di ferro, freddo d'inverno e caldo d'estate. Si doveva lavorare senza parlare e sotto la vigilanza del capo reparto.
In seguito mi hanno trasferito al reparto "avvolgimento motori", dove stavo meglio anche perché non facevo i turni. La retribuzione è sempre stata bassa, senza gratifiche e senza possibilità di carriera. Non era possibile fare straordinari. Difficilmente avvenivano licenziamenti e in ogni modo non per ragioni politiche. Avevamo la cassa mutua, ma non ne approfittavamo, le malattie professionali non erano all'epoca accettate, mentre gli infortuni erano riconosciuti.
Sono andata in fabbrica per necessità, vivevo con il nonno e la zia materna, che non avevano mezzi di sussistenza e contavano sul mio stipendio, che versavo interamente in casa. In tempo di guerra ho conosciuto il mio futuro marito proprio in San Giorgio, dove faceva il calderaio; pativamo la fame, ma eravamo contenti del poco che avevamo.
Purtroppo una mattina sul piazzale della ditta è stata fatta una retata da parte dei tedeschi e lui è stato deportato a Mathausen, ove è rimasto fino alla fine della guerra. Sono stati anni di paura, specie quando durante l'orario di lavoro suonavano gli allarmi e dovevamo scappare nella galleria vicina. Finita la guerra mi hanno spostata alla mensa dove sono rimasta fino a quando abbiamo deciso di raggiungere dei parenti in Argentina.
Nonostante le difficoltà di quegli anni, mi è rimasto un bel ricordo delle amicizie nate in fabbrica e coltivate anche fuori del lavoro. In quegli anni l'unico nostro divertimento era il ballo domenicale, che si svolgeva in una sala, messa a disposizione dalla ditta, dove ci ritrovavamo in compagnia e abbiamo trascorso i momenti più belli della nostra giovinezza.78


All'indice   18. Tentativi di sinergia   Alle note del paragrafo

Per penetrare nel mercato dell'ottica in America Latina, nel 1938 la San Giorgio concorda di creare un ufficio di rappresentanza unico con le Officine Galileo, la Filotecnica di Milano e l'OMI Ottico Meccanica Italiana di Roma. È il primo effetto di un consorzio finalizzato alla vendita, ma non alla produzione.79 Tale strategia commerciale ha evidentemente lo scopo di rendere più continua l'attività produttiva, troppo influenzata dagli ordini statali.

[Approfondire]


All'indice   19. Il problema irrisolto   Alle note del paragrafo

[U. Cavazzoni, "Industria ottica e vetro ottico", Bollettino dell'Associazione Ottica Italiana, n. 4 - Agosto 1936] Link esterno OPAC SBN.

Il Ministero della Marina ricorda al Governo, sempre nel 1938, che un grave problema non è stato risolto con il Laboratorio di Precisione dell'Esercito e l'Istituto del Boro e del Silicio.

La produzione di vetro d'ottica fine in Italia non copre il 10% del fabbisogno della Marina e solo nelle qualità meno pregiate. Si tratta di materiali in piccola quantità e di non grande valore economico rispetto agli strumenti per cui servono, ma di valore basilare per la qualità di detti strumenti. La bontà dei telemetri, periscopi e congegni di mira dipende quasi interamente dal vetro d'ottica che in essi si adopera.80

Un verbale del Comitato Superiore Tecnico Armi e Munizioni, del novembre 1938, fornisce informazioni preziose.

Apparecchiature ottiche ed elettriche meccaniche per il servizio del tiro [navale] sono costruite per il 90% del fabbisogno da San Giorgio e Galileo... Il vetro d'ottica è fornito per l'85% dalla Scott [Schott AG, tedesca] e dalla Parma Mantois [Parra-Mantois & C.ie, francese] e per il 15% dall'Istituto del Boro e del Silicio.81

L'industria ottica esiste in Italia da almeno una quarantina d'anni, si è sviluppata ed è competitiva, ma è un colosso dai piedi di argilla: dipende sempre da materie prime e semiprodotti realizzati all'estero. Nel campo dell'ottica deve competere con la Zeiss, ma dipende dai vetri ottici della Schott, che appartiene per intero alla Zeiss!

La propaganda fascista omette le criticità ed esagera i risultati, ma la Marina persevera in una lungimirante azione propulsiva e invita la San Giorgio

ad occuparsi di un piccolo stabilimento per la fabbricazione del vetro ottico rilevato dalle Ferrovie attraverso la sistemazione delle aziende Ginori. È la sola azienda che, insieme al Laboratorio Militare di Precisione di Roma, fabbrichi un articolo per il quale siamo tributari all'estero. La Galileo ha ricevuto analogo invito; si sta studiando la cosa e forse si addiverrà al rilievo di questa attività attraverso una costituenda anonima.82


All'indice   20. Centrali di tiro   Alle note del paragrafo

Proseguono i perfezionamenti e le installazioni dei telemetri navali per tiro controaereo con basi da 3 a 12 m: il duplex è adottato solo per le grandi basi. La San Giorgio segue la Galileo nello sviluppo di un telemetro a doppia stereoscopia, tipo Zeiss, per usi terrestri. Lo stabilimento sestrese sviluppa invece autonomamente, per l'Aeronautica, il congegno di mira per le torrette di bordo con comando idraulico a distanza: "un collimatore ottico a riflessione con correzione automatica dell'errore relativo alla velocità del velivolo".83

I crediti verso i clienti nel bilancio 1938 sono dettagliati all'IRI. È così possibile definire i principali clienti della San Giorgio: Ministero della Marina, con il 50,2% dei crediti; Ministero della Guerra 11,0%; Ferrovie dello Stato 6,9%; OTO (Odero Terni Orlando) 6,0%; Tosi Franco 5,6%; Ministero dell'Aeronautica 3,7%.84 Si capisce meglio, quindi, l'importanza delle centrali di puntamento, su cui si sono di fatto specializzate le Sezioni "Ottica e meccanica di precisione" e "Apparecchi per la direzione del tiro" e la necessità di ampliarle ulteriormente, nel 1939, "mediante l'installazione di nuovo macchinario e dei relativi reparti di montaggio" nello stabilimento di Genova Sestri.85

Nel maggio 1939 l'Esercito sta ancora comparando le centrali di tiro antiaereo Gala, Galileo, San Giorgio e Gamma. Due anni dopo è ancora in corso la fornitura di quella dell'ungherese Gamma Juhasz, basata su un telemetro stereoscopico da 4 metri. Intorno al 1941 l'accavallarsi di nuove esigenze (ad esempio le forniture per carri armati); una minore efficienza progettuale dell'Esercito, rispetto alla Marina....... 86

[Completare]


All'indice   21. Il miraggio di un mercato internazionale   Alle note del paragrafo

Dal lungo e variegato elenco di prodotti degli stabilimenti genovesi, stilato dall'IRI nel 1940, risulta evidente che la San Giorgio ha dovuto continuamente adattarsi a una richiesta interna ancora limitata, con un "continuo sforzo tecnico ed economico per lo studio di nuovi articoli, per la produzione di prototipi e l'assunzione in perdita di commesse per il lancio del nuovo articolo". Raggruppando tutti i prodotti in 97 tipologie, il 20% è riconducibile ad apparecchi ottici.87 Oltre agli strumenti qui più volte citati, l'azienda produce cannocchiali panoramici, apparati fototelegrafici da campo, proiettori fotoelettrici, apparecchi per rilevazione fotogrammetrica e fotografia stereoscopica.

La San Giorgio deve espandere il suo mercato, per aumentare progressivamente i volumi di produzione e la redditività degli investimenti nei settori di punta: ottica, meccanica di precisione, macchinari elettrici e idraulici; ciò anche allo scopo di diminuire i suoi prezzi, che risultano poco competitivi all'estero.88

La decisione italiana di non belligeranza, nel 1939, favorisce questo tentativo commerciale. Nel 1940 è completato il catalogo Instruments optiques et spéciaux à usage militaire.

Questi gli equipaggiamenti elencati: telemetri a coincidenza (da m 0,40 per la Fanteria, da m 0,80 e 1 per la Marina, da m 2 per l'Artiglieria, tutti adatti al telemetraggio notturno), stereoscopici (da m 0,60 per uso universale, da m 1,50 per le mitragliere navali, da m 2 per il tiro antiaereo, da m 2 e 3 per la Marina, da m 4 trasportabile e fisso per il tiro antiaereo terrestre, da m 4, 5, 7,20 e 9 per la Marina), stereoscopici doppi (da m 4, 5 e 7,20 per la Marina), "duplex" (da m 7,20 e 12 per la Marina); installazioni navali per la direzione del tiro comprendenti apparecchi di esplorazione, apparecchi di punteria generale, inclinometri, teleinclinometri, postazioni telemetriche, trasmettitori, centrali principali e secondarie di tiro; impianti navali di stabilizzazione delle torri corazzate comprendenti apparecchio trasformatore delle coordinate di tiro, calcolatore girostatico e apparato di stabilizzazione; periscopi di esplorazione e d'attacco per sommergibili; tubi a riflessione ottica per bussole magnetiche di navi e sommergibili; congegni di puntamento per artiglieria terrestre (cannocchiali panoramici per artiglieria di campagna e da montagna, alzo e cannocchiale per cannone da 47/32 mod. 35, congegno di mira per cannone-mitragliera da mm 20, goniometro d'assedio); strumentazione ottica per veicoli blindati (iposcopio per pilota, iposcopio retrovisore, cannocchiale panoramico per osservazione, cannocchiale per puntamento, alzo); centrali terrestri per la direzione del tiro antiaereo e antinave (tipo "g" e "B.G.S.", Borletti-Officine Galileo-San Giorgio); binocoli prismatici terrestri e navali; postazioni fotoelettriche comprendenti congegno di puntamento, proiettore e gruppo elettrogeno; apparecchiature navali per la trasmissione e il ricevimento degli ordini sia di manovra che di tiro.89

Se si pensa che nel 1916, come accennato → § 3, Barr & Stroud era uno dei principali fornitori della Regia Marina, è di grande interesse la notizia che nel 1939 sono in corso trattative per una fornitura di telemetri all'Inghilterra: l'anno prima la San Giorgio aveva, in effetti, ricevuto la visita di una delegazione inglese → fig. 3.90


Immagine originale

Figura 7 – Presentazione di telemetri a industriali inglesi (13 giugno 1938) 91


All'indice   22. L'Italia entra in guerra   Alle note del paragrafo

La dichiarazione di guerra alla Francia e alla Gran Bretagna, il 10 giugno 1940, vanifica queste iniziative e precipita l'Italia in un conflitto a cui nessuno è preparato.

L'11 giugno, di notte, Genova subisce il primo bombardamento aereo, da parte degli Inglesi; 48 ore dopo uno stormo francese ne compie un altro. All'alba del 14 giugno una flotta francese bombarda Savona, Vado Ligure, i quartieri industriali nel Ponente genovese e il porto di Genova, facendo pochi danni grazie alla progressiva regolazione del tiro della batteria Mameli, sulle alture di Genova Pegli, e all'attacco eroico di un singolo cacciatorpediniere, il Calatafimi. Ben più gravi le conseguenze del bombardamento navale effettuato dagli Inglesi la mattina del 9 febbraio 1941, nell'ambito di una azione contro La Spezia, Pisa e Livorno: sono colpite varie zone del centro storico, il porto, navi, gli stabilimenti Ansaldo. Nessuna nave inglese patisce danni; un solo aereo viene abbattuto, a Pisa. Questi eventi dimostrano che le difese a terra sono inefficaci, le comunicazioni tardive e il coordinamento delle forze pressoché nullo.92

Nel 1940 l'azienda assume la denominazione San Giorgio S.p.A....

... Un anno dopo la produzione nazionale dell'industria ottica e di precisione copre, forse, il 65% del fabbisogno. Ciò dipende da vari fattori: mancata standardizzazione; materie prime insufficienti; frammentazione delle produzioni; impianti inadatti a grandi volumi. Nello specifico, le risorse di San Giorgio, Galileo e Filotecnica Salmoiraghi non sono armonizzate.......93


All'indice   23. In prima linea   Alle note del paragrafo

Tra i binocoli, il modello di punta è rappresentato dall'Astramar, realizzato su progetto Zeiss: l'ammiraglio Inigo Campioni (1878-1944),94 comandante della squadra navale italiana nella battaglia di Punta Stilo (9 luglio 1940),95 lamenta che la scarsità di tali binocoli aveva limitato l'efficienza operativa delle sue navi e ne suggerisce l'adozione almeno per le unità con a bordo il comandante di squadra. Si tratta di un binocolo ad alta luminosità con doppietti acromatici ∅ 80mm e oculari da 12-20-40X su torrette ruotanti. È stato prodotto quanto meno dal 1936.96

Gli apparati più complessi, quali i sistemi di tiro e i periscopi, devono rimanere operativi in combattimento. L'equipaggio, però, non dispone delle competenze necessarie a intervenire su di essi: la manutenzione è affidata a tecnici della San Giorgio, che sono imbarcati su corazzate e incrociatori e inviati nelle basi di sommergibili a Bordeaux e in Africa settentrionale.97

[Completare]

[Articoli di Bruscaglioni sulla visione → § 13]


All'indice   24. Economia di guerra   Alle note del paragrafo

Nell'ambito del decentramento delle produzioni per uso bellico, teso a ridurre la vulnerabilità degli impianti (ma con il gravame di cospicui e intempestivi investimenti), una parte delle produzioni ottiche è assegnata a un nuovo reparto dello stabilimento di Pistoia, dove lavorano 300 operai, in maggioranza donne.98

Trasferimento produzione telemetri e strumenti ottici per carri armati a Pistoia nel 1943: A. Ottanelli, a cura di, Inventario dell'Archivio Storico delle Officine Meccaniche San Giorgio in Pistoia (1907-1971) (Pistoia, Settegiorni Editore, 2014), pp. 15, 95, 96, 100 Link esterno Comune di Pistoia (pdf).

Sempre sul decentramento delle produzioni ottiche: C. Brizzolari, Un archivio della Resistenza in Liguria (Di Stefano, 1974), p. 1019 Link esterno Google libri.

Orti di guerra......99


All'indice   25. Resistenza   Alle note del paragrafo

I binocoli sono al centro di un episodio della guerra di liberazione.

Il Primo maggio [1944], che è celebrato con una sospensione di dieci minuti del lavoro, i Gdd [i "Gruppi di difesa della donna e per l'assistenza ai combattenti della libertà" sono nati nel novembre 1943, a Milano, per iniziativa di alcune partigiane appartenenti al Comitato di Liberazione Nazionale] diffusero un loro manifestino e l'adesione allo sciopero fu significativa; si distinsero per compattezza le operaie del reparto ottica della San Giorgio. In questo reparto è attiva Livia Righetto, che fornisce ai partigiani informazioni sulla produzione bellica e, quando un gruppo di essi fa irruzione nel reparto per impossessarsi di binocoli, Livia spinge le altre operaie contro la porta per impedire l'ingresso dei custodi.100

I bombardamenti aerei degli Alleati e i rovesci della guerra riducono la capacità produttiva e causano ingenti perdite all'azienda, a differenza di quanto era accaduto durante il primo conflitto mondiale. Chi può sfolla lontano con la famiglia. Il personale che rimane sciopera e diventa preda dei nazisti. Il 16 giugno 1944 viene eseguito un rastrellamento, con l'aiuto dei repubblichini, nelle principali fabbriche genovesi di interesse militare: circa 1.500 operai, tecnici e impiegati sono deportati a Mauthausen in carri piombati; quasi 700 sono della San Giorgio.101

[Completare]


All'indice   26. Il collasso del dopoguerra   Alle note del paragrafo

Dopo il 25 aprile 1945 rientrano a Genova gli sfollati e, su tempi ben più lunghi, chi è sopravvissuto alla deportazione. Tutti trovano un sistema produttivo in sfacelo, che può assorbire solo una piccola parte del personale impiegato prima della guerra.

...102

[Difficile passaggio dal privato al pubblico. Occupazione del 1950. Scorpori aziendali successivi]


All'indice   27. Tardivi primati   Alle note del paragrafo

Dal 1947 si realizzano altri prodotti per il settore civile: nuovi modelli di binocoli, la macchina fotografica Janua (qualitativamente comparabile alla celeberrima Leica), strumenti per oftalmologia, lenti da occhiali, ecc.

[Parva, Safo e Janua]

[Binocolo eccellenti]

[Rifrattore De Mottoni]

Un episodio certamente marginale nella storia dell'ottica industriale definisce, però, chi aveva il primato della produzione di binocoli in Italia nel 1948. L'orientalista Giuseppe Tucci (1894-1984) prepara una nuova spedizione nel Tibet e ha bisogno di doni per le autorità locali.

Non sono mancati incoraggiamenti privati: [...] la Ducati mi forniva di una microcamera e di una radio da offrire alle autorità tibetane, la Confindustria metteva a disposizione binocoli Sangiorgio [sic] e Galileo, dono graditissimo ai più alti funzionari, cappelli di feltro – ambito regalo che veniva conteso da tutti i dignitari – e la Confederazione olearia buona provvista d'olio Berio per mantenere in piena efficienza le nostre cariche di vitamine.103


All'indice   28. Una fine drammatica   Alle note del paragrafo

Nel 1954 l'azienda assume la denominazione Nuova San Giorgio Sestri S.p.A. ... Sulla riconversione dopo la guerra, cfr. G. Alioti, "Conversione da produzioni militari a civili: storia e prospettive", L'industria militare e la difesa europea: rischi e prospettive, a cura di C. Buonaiuti, D. Dameri, A. Lodovisi (Milano, Jaca Book, 2008), pp. 113-119 Link esterno Google libri.

Lo sforzo della San Giorgio di definire nuovi obiettivi per il mercato civile è inutile. Nell'ambito di una ridefinizione degli obiettivi delle industrie a partecipazione statale IRI, nel 1954 la Finmeccanica impone la cessione delle produzioni ottiche ad altre aziende del gruppo. L'operazione pare avvenire in due tempi. Dapprima la realizzazione di lenti per occhiali è concentrata nella Filotecnica Salmoiraghi di Milano, mantenendo a Sestri i prodotti "per i quali le attrezzature esistenti nel gruppo si trovano unicamente qui"; si intraprende, ad esempio, lo studio di "cannocchiali per la visione all'infrarosso" e di "telescopi per dilettanti".104 Anche questi tentativi delle maestranze, però, si rivelano inutili: l'intero reparto ottica è ceduto nel 1956 alla Salmoiraghi.105 Una parte delle produzioni è conferita, a quanto pare, alle Officine Galileo.

Gli operai e i tecnici assistono alla distruzione, sotto il maglio, di innumerevoli lenti e prismi, allo scopo di deflazionare il mercato! 106 Fra quanto si salva dalla distruzione spiccano il doppietto acromatico ∅ 170mm f/10 e un grande prisma conservati dall'Osservatorio Astronomico di Genova: si tratta presumibilmente di elementi nati per i telemetri di maggiori dimensioni; il doppietto era stato però elevato al rango di obbiettivo campione, per la particolare correttezza delle ottiche. La stessa specola, inaugurata nel 1984 dall'Università Popolare Sestrese e dal Comune di Genova sulle alture di Sestri, ha tratto beneficio da alcuni maestri, ormai in pensione, della San Giorgio.107

Bel servizio fotografico sulle proteste del 1954 in Link esterno Archivio storico Publifoto.


All'indice   29. Epilogo   Alle note del paragrafo

Le competenze ottiche, però, non scompaiono con la dismissione di quel ramo d'azienda. Nel 1961 la Nuova San Giorgio partecipa a una gara per la fornitura alla Marina Militare del prototipo di una centrale di tiro. I requisiti richiesti sono molto elevati e i tempi strettissimi.

Una difficoltà aggiuntiva derivava dalla richiesta di fornire per ogni sistema, incluso il prototipo, due congegni ottici di scoperta e puntamento con caratteristiche senza precedenti: le ditte specializzate interpellate chiedevano un anno per il solo calcolo ottico, a fronte del requisito di installare il tutto a bordo in meno di un anno. Gli ingegneri del settore, e l'ing. [Luigi Carlo] Rossi in testa, non si lasciavano scoraggiare dalle difficoltà di questa gara e si impegnavano al massimo delle possibilità per superarle: era convinzione diffusa che perdere questa gara avrebbe comportato l'estromissione definitiva dal settore. Persino quel complesso calcolo ottico veniva eseguito all'interno in quattro mesi da tre volenterosi 'superstiti' di quello che fino a sette anni prima era stato l'ufficio calcoli ottici della San Giorgio. La gara veniva vinta e il prototipo, denominato Argo e successivamente NA 9, consegnato in tempo, superando tutte le prove. Il successo di questa impresa avrà notevoli conseguenze: da allora in poi nessun concorrente riuscità a fornire sistemi di direzione del tiro alla Marina al di fuori della società genovese.108

L'exploit della centrale Argo conclude la parabola dell'azienda nell'ottica industriale.

Rimangono da definire nei dettagli le linee di questo sviluppo: struttura organizzativa e occupati nelle varie categorie e reparti, competenze degli ingegneri e ruolo dei tecnici, formazione e gestione del personale, attrezzature e lay-out, fatturato e dinamica salariale, soluzioni progettuali originali e brevetti depositati, ecc.



Al paragrafo   NOTE AL § 1

1 M. Nones, Dalla San Giorgio alla Elsag. Da grande gruppo meccanico ad industria elettronica avanzata (1905-1969) (Milano, Franco Angeli, 1990), pp. 19-22 e tav. f.t. Link esterno FrancoAngeli e OPAC SBN. Si rimanda a questo saggio fondamentale per dati puntuali sul consiglio di amministrazione, l'azionariato, i bilanci; mancano, invece, dati sistematici sull'entità e la distribuzione geografica dei dipendenti. Nones auspicava, a p. 14, "che altri contributi possano allargare la conoscenza, soprattutto sul piano sociale e su quello tecnologico, i più sacrificati nell'ambito del presente studio": non sembra che ciò sia finora avvenuto, almeno per quanto riguarda le produzioni ottiche. Nones è attualmente direttore del programma "Sicurezza e difesa" dell'Istituto Affari Internazionali Link esterno IAI (pagina esistente il 23/6/2014).

Le opere che seguono non sono state ancora consultate, pur essendo sicuramente di interesse. San Giorgio, Panorama di produzione (Genova, SIAG, 1941) Link esterno OPAC SBN; datato 29/12/1941 in: M. Malavolti, La produzione delle fotocamere italiane (Milano, Fotocamera, 1994), p. 240 Link esterno Politecnico di Torino - Deposito digitale. Il Panorama di produzione datato 15/10/1940 è stato utilizzato da Nones (1990), nota 71 a p. 122. San Giorgio, Bollettino tecnico (Genova, SIAG, 1941-1942) Link esterno OPAC SBN. G. L. Balestra, "L'industria bellica italiana 1861-1945. Appunti sulla recente storiografia. La San Giorgio. La chance della meccanica di precisione", Italia contemporanea (1993), n. 190, pp. 173-181. G. Bruschi, Una battaglia operaia a Genova. 1950: autogestione alla San Giorgio (Genova, Fratelli Frilli Editori, 2005).

2 Nones (1990), p. 23. Sui confini di Borzoli, Wikipedia Link esterno Borzoli. Sestri Ponente ha assorbito nel 1923 il territorio collinare dell'immediato entroterra, amministrato fino ad allora dal comune di San Giovanni Battista, cancellando così l'anomalia di una densità di popolazione straordinariamente elevata: oltre ventimila abitanti in poco più di un chilometro quadrato; P. Rugafiori, a cura di, Immagini e spazi urbani. Sestri Ponente 1880-1960 (Milano, Electa, 1986) Link esterno OPAC SBN. Il decreto del 1926 di accorpamento a Genova di 19 comuni limitrofi è trascritto, ad esempio, in Link esterno Cornigliano Antica; cfr. Wikipedia Link esterno Grande Genova. Conseguenza immediata dell'unificazione è stata la ridenominazione delle strade nelle delegazioni: la sede della San Giorgio è sorta in via Giuseppe Mazzini, ora denominata via Luciano Manara Link esterno Google Maps; immagini ravvicinate in Link esterno Street View. Una scheda sull'azienda, a cura del Sistema Archivistico Nazionale, è in Link esterno Archivi d'impresa.

3 Nones (1990), pp. 32, 293. "Dal 1908, si iniziò la costruzione di macchinari navali e strumenti di precisione per artiglieria, produzioni queste che ebbero enorme sviluppo con la prima guerra mondiale"; Malavolti (1994), p. 240.

4 Mercato antiquario. Un altro esemplare della cartolina è riprodotto in Link esterno Archivi d'impresa. Anche la sede aziendale di Pistoia si deve a Coppedé Link esterno DBI; immagini utili per un confronto sono in Link esterno Archivio Officine San Giorgio e OAP – Facciata delle officine San Giorgio. Sulle alture di Genova Coppedé ha realizzato Castello Micheli, poi Bruzzo Link esterno Fo.S.C.A. e Storia dell'architettura moderna; l'ing. Pietro Micheli è stato il principale azionista della San Giorgio alla fondazione della società: Fanno (1990), pp. 20, 25, 232.


Al paragrafo   NOTE AL § 2

5 Nones (1990), p. 34.

6 Nones (1990), p. 35.

7 Officine Galileo Link esterno MIBAC-SIUSA.

8 Nones (1990), pp. 37-38; cfr. p. 39. In questa e in altre citazioni sono state stralciate note e incisi: quanto tra parentesi quadre è dell'autore di questa pagina web. Rivalutazione al 2008 tramite la tabella in: Istituto Nazionale di Statistica, Il valore della moneta in Italia dal 1861 al 2008, Informazioni n. 9 (2009), p. 8 Link esterno ISTAT File PDF.

E. Sparatore, nella didascalia di una tavola fuori testo in Nones (1990), conferma: "La San Giorgio cominciò nel 1911 le prime lavorazioni ottiche e la produzione di strumenti di precisione per le artiglierie: fino al al 1914 questi venivano importati dalla Germania. I primi telemetri navali San Giorgio sono del 1914".


Al paragrafo   NOTE AL § 3

9 M. Fatica, Origini del fascismo e del comunismo a Napoli (1911-1915) (Firenze, La Nuova Italia, 1971), p. 457. Nones (1990), pp. 41-44, 45. A. G. Ricci, F. R. Scardaccione, a cura di, Ministero per le armi e munizioni: decreti di ausiliarietà (Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1991). Dopo la guerra verranno alla luce irregolarità e truffe ai danni dello Stato: Nones (1990), pp. 54-56.

10 Nones (1990), p. 39.

11 Nones (1990), pp. 45-46. Wikipedia Link esterno Telemetro a coincidenza.

Il tenente colonnello Eugenio Righi fa parte, nel 1911, del Laboratorio di Precisione del R. Esercito, Roma: Esposizione Internazionale delle industrie e del lavoro per il 50° Anniversario della proclamazione del Regno d'Italia. Elenco generale ufficiale delle premiazioni. Torino 1911 (Torino, Tip. G. Momo, 1912), p. 135 Link esterno Museo Torino. Nel 1912 diventa il direttore del R. Laboratorio e nel 1916 è nominato generale; M. Mazzoni, "1926: la rinascita dell'ottica italiana e gli atti del Rotary Club Firenze", Giornale di Astronomia, 32 (2006), n. 3, p. 35. Fra le sue opere: Contributo allo studio d'una condotta del fuoco per batterie da costa (Roma, Tip. E. Voghera, 1913) Link esterno OPAC SBN; Ancora sull'errore di preparazione nel tiro da costa (Roma, Tip. E. Voghera, 1914) Link esterno OPAC SBN; Cenni circa lo studio e la produzione di vetro d'ottica presso il Laboratorio di Precisione (Roma, Poligrafico per l'Amministrazione della Guerra, 1919) Link esterno Sebina OPAC.

12 Su Alfredo Dallolio Link esterno DBI e Link esterno Senato della Repubblica.

Non ho ancora consultato: S. C. Sambrook, The Optical Munitions Industry in Great Britain, 1888–1923 (London, Pickering & Chatto, 2013), costituisce il n. 5 della collana Studies in Business History Link esterno Pickering & Chatto. Il saggio è recensito da R. Slayton in Technology and Culture, 55 (2014), pp. 497-499 Link esterno Project Muse. Una recensione di R. Finizio (2013) accenna alle interazioni di Barr & Stroud con l'Italia in Link esterno ICSM.

13 Nones (1990), pp. 46-47. Si confrontino le affermazioni: "stiamo da tempo allestendo la quasi totalità dei congegni di puntamento e degli strumenti accessori per le artiglierie" (ivi, fonte primaria del 18/7/1917) e "Verso la fine della guerra (anno 1918) San Giorgio e Officine Galileo avevano cominciato a costruire telemetri derivati dai Barr & Stroud" (fonte secondaria citata a p. 52).

14 M. Picone, La mia vita (1972) Link esterno Accademia dei XL (pdf). Wikipedia Link esterno Mauro Picone. P. Nastasi, Matematica e Matematici. Dall'Unità alla metà del Novecento Link esterno Accademia dei XL. E. Giusti, L. Pepe, Un itinerario attraverso la matematica italiana contemporanea Link esterno DiMaI.


Al paragrafo   NOTE AL § 4

15 P. Rugafiori, "Da città a quartiere operaio. Uso, memoria, percezione dello spazio urbano", in Rugafiori (1986), p. 31. Wikipedia Link esterno Squadrismo.

Non ho ancora potuto consultare, in merito alle rivendicazioni per migliorare le condizioni di lavoro e il salario: G. Perillo, C. Gibelli, Storia della Camera del Lavoro di Genova: dalle origini alla seconda guerra mondiale (Roma, Editrice Sindacale Italiana, 1980), pp. 208-215 Link esterno Google libri.

16 Nones (1990), pp. 58-68.

17 G. Favretto, "Una città mancata. Crescita urbana e trasformazioni del territorio", in Rugafiori (1986), p. 23. Nei piccoli appartamenti del quartiere IACP (1939) un angusto corridoio ha sostituito il classico ingresso alla genovese, vale a dire la sala che dava accesso a cucina e camere, e il gabinetto contiene solo lavabo e wc; Rugafiori (1986), fig. 10 a p. 137. In ogni caso, parte dei dipendenti della San Giorgio non abitava a Sestri, ma nelle delegazioni limitrofe, per lo più in affitto: pare manchino dati statistici al riguardo.


Al paragrafo   NOTE AL § 5

18 Nones (1990), p. 70. Wikipedia Link esterno Stereotelemetro.

19 Cfr. Nones (1990), pp. 106-107. Ciò è una prassi comune nelle imprese che lavorano per il settore militare. Ad esempio, Luigi Pasqualini (1859-1943) si laurea in Fisica a Padova, nel 1881 è assistente alla cattedra di Fisica a Firenze, quindi entra in Marina e vi fonda il Laboratorio Elettrico della Direzione Torpedini, a La Spezia; nel 1904 è assunto dalle Officine Galileo, dove diventa direttore generale.

20 Nel bilancio 1936, a fronte del valore simbolico di 1 lira per disegni, modelli e brevetti, spicca un ammontare dell'ordine di L. 25.000 per la manutenzione dei brevetti: ciò corrisponde a circa € 24.000, rivalutando al 2008 tramite ISTAT (2009). Da una nota interna dell'IRI citata in: Nones (1990), p. 108.

21 Nones (1990), pp. 70, 72.

22 Non è citato esplicitamente in Nones (1990).

23 Nones (1990), p. 74.

24 Su Ronchi Link esterno Giorgio Ronchi Foundation.

25 Necrologio ed elenco delle pubblicazioni in: V. Ronchi, "Raffaello Bruscaglioni (1907-1976)", Atti della Fondazione Giorgio Ronchi, 31 (1976), n. 4, pp. 665-674; riedito in: 55 (2000), n. 1, pp. 54-62 Link esterno Google libri. Alcune discrepanze tra gli anni citati da Ronchi e quelli in Nones (1990) suggeriscono di cercare altri riscontri.

26 Nones (1990), pp. 74-80. Wikipedia (EN) Link esterno Siemens & Halske AG, Barr and Stroud Ltd. e Carl Zeiss AG. Wikipedia Link esterno Nazario Sauro (cacciatorpediniere) e Trento (incrociatore).

27 Fotografia dell'Archivio Elsag in: Rugafiori (1986), p. 104.


Al paragrafo   NOTE AL § 6

28 La situazione della fisica italiana negli anni Venti è sintetizzata, ad esempio, in: G. Bruzzaniti, Enrico Fermi. Il genio obbediente (Torino, Einaudi, 2007), pp. 125-128.

29 Mazzoni (2006), pp. 34, 35.

L'attività del Laboratorio di Precisione di Roma è documentata da almeno due filmati, anche se relativi alla fine del periodo considerato in questo saggio.

  • "Alta precisione: come si lavora il vetro per ottica", La Settimana INCOM n. 420 (25/3/1950) Link esterno YouTube e Link esterno Archivio Storico Istituto LUCE. Su La Settimana INCOM, a cura dell'Industria Cortometraggi Milano Link esterno Wikipedia.

  • G. Passante, "Vedere oltre", Documentari OPUS (Astra Cinematografica, 1952) Link esterno Archivio Storico Istituto LUCE. "L'uomo può avere bisogno o desiderare di vedere oltre il limite naturale e ciò per motivi scientifici, bellici, ecc. Ecco allora la sua intelligenza aiutarsi artificialmente per questa sua necessità e scoprire il vetro d'ottica che gli permette di allungare la visuale. Il documentario avrà un andamento scientifico-didattico e mostrerà in quale modo si perviene alla costruzione di questi preziosi strumenti con una lavorazione al centesimo di millimetro eseguita da provetti e specializzati tecnici"; dal nulla osta concesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (6/11/1952) Link esterno Italia Taglia.

30 Catalogo (1936), pp. 17-18 e scheda di adesione alla fine. Rivalutazione tramite ISTAT (2009). Il Bollettino è stato edito dal 1927 al 1946 Link esterno OPAC SBN e OPAC SBN; dal 1947 assume la denominazione Luce e immagini Link esterno OPAC SBN e OPAC SBN. La rivista Ottica è stata edita dal 1935 al 1952 Link esterno OPAC SBN e OPAC SBN.

L'Associazione è stata eretta in ente morale, con un nuovo statuto, con Regio Decreto 25 gennaio 1940, n. 344, Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, n. 109 (10/5/1940), p. 1705 Link esterno Au.G.U.Sto. (pdf). Un'ulteriore revisione statutaria si è resa necessaria nel dopoguerra: Decreto del Capo provvisorio dello Stato 10 luglio 1947, n. 901, Gazzetta Ufficiale Serie Generale, n. 217 (22/9/1947) Link esterno Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

31 Catalogo (1936), pp. 3, 14-16.

Alla luce di quanto sopra, sembrano discutibili le affermazioni che seguono: "Il sorgere dell'Istituto Nazionale di Ottica ad Arcetri (1927) fu il frutto più cospicuo dell'interessamento dei militari nei confronti della ricerca scientifica che, contro il parere degli industriali del settore, appoggiandosi alle capacità scientifiche e organizzative di Vasco Ronchi, riuscirono ad impiantare un laboratorio che permise, nel giro di pochi anni, di svincolare la nostra produzione di strumenti ottici di impiego bellico dalla sua dipendenza dall'estero"; R. Maiocchi, "Il ruolo delle scienze nello sviluppo industriale italiano", in Storia d'Italia. Annali 3. Scienza e tecnica (Torino, Einaudi, 1980), nota 41 a p. 939.

Cfr. A. Bonetti, M. Mazzoni, "The Arcetri School of Physics", in The Scientific Legacy of Beppo Occhialini, a cura di P. Redondi, G. Sironi, P. Tucci, G. Vegni (Società Italiana di Fisica e Springer, 2006), pp. 12-15 Link esterno Google libri.

Istituto Nazionale di Ottica Link esterno INO.


Al paragrafo   NOTE AL § 7

31 Nones (1990), p. 78. Sull'ammiraglio Acton, Link esterno DBI. Sul Laboratorio di Precisione, cfr. Mazzoni (2006), pp. 34, 35.

32 Costituito l'8 marzo 1928 e non nel 1929, come riferito in Mazzoni (2006), p. 41. Riferimenti all'Istituto sono in: Atti della Società Colombaria, 11 (Firenze, Olschki, 1930), p. 42 Link esterno Google libri; Atti della Società Colombaria, 12 (Firenze, Olschki, 1932), p. 17 Link esterno Google libri; V. Ronchi, "Commemorazione del Presidente Principe Senatore Piero Ginori Conti", Atti della Società Colombaria, 17-19 (Firenze, Olschki, 1939-1941), p. 479; Atti della Fondazione Giorgio Ronchi, 31 (1976), pp. 862, 864 Link esterno Google libri; Firenze nella cultura italiana del Novecento: atti del convegno di Firenze, 5-7 dicembre 1990, a cura di P. Bagnoli (Impruneta, Festina Lente, 1993), pp. 50, 52 Link esterno Google libri; Ricerche storiche (Firenze, Olschki, 2003), p. 358 Link esterno Google libri.

33 Nones (1990), pp. 90, 91. Non è ancora stato possibile rispondere a una domanda ovvia: la San Giorgio ha mai prodotto i vetri per le proprie ottiche?


Al paragrafo   NOTE AL § 8

34 Nones (1990), pp. 83-89.

35 IIIª Mostra Nazionale di Strumenti Ottici. Anno XIV. Firenze, XXIV Maggio-XIV Giugno (Firenze, Stab. Tip. già Chiari Succ. Carlo Mori, 1936), p. 5. La fonte dei dati è citata come "Bollettino di statistica del commercio con l'estero, redatto dal Ministero delle Finanze"; cfr. p. 6: "Dal 1935 non si hanno dati sufficienti, perché è stata sospesa la pubblicazione del Bollettino Ufficiale da cui questi dati sono stati desunti". Potrebbe trattarsi di: Ministero delle Finanze, Statistica del commercio speciale di importazione e di esportazione Link esterno OPAC SBN. Rivalutazione tramite ISTAT (2009).


Al paragrafo   NOTE AL § 9

36 Malavolti (1994), pp. 240, 242. Si noti che Nones (1990) accenna a Bruscaglioni, ma senza nominarlo, e non fa alcun riferimento a Morais.

37 Nones (1990), p. 285.

38 Le notizie su Cavazzoni sono ancora frammentarie. È citato in: Atti della Fondazione Giorgio Ronchi, 31 (1976), p. 544 Link esterno Google libri (insieme all'ing. Fanno); Atti della Fondazione Giorgio Ronchi, 39 (1984), p. 311 Link esterno Google libri.

Nel 1934 ha partecipato a un convegno con una relazione "sullo sviluppo dell'ottica in relazione alle costruzioni belliche". Qualche dettaglio in: La ricerca scientifica ed il progresso tecnico nell'economia nazionale, 5 (1934), n. 1, p. 640 Link esterno OPAC SBN.

39 "Come è già stato messo in evidenza nelle pagine precedenti, lo smantellamento delle industrie ottiche italiane nel dopoguerra, con la conseguente liquidazione del personale tecnico specializzato, non solo fece cessare l'assorbimento degli specialisti da parte dell'ambiente industriale, ma alcuni di essi, che già avevano lavorato per lustri nei reparti ottici degli stabilimenti industriali trovarono conveniente e anche allettante tornare all'INDO non come allievi, ma come maestri. In base allo Statuto del 1934, non ancora sostituito da quello del 1954, l'INDO poté bandire dei concorsi per professore di calcolo ottico, di fisica della radiazione e di progetto di strumenti ottici; concorsi che furono vinti ciascuno dall'unico concorrente presentatosi: l'Ing. Cesare Morais, già capo dell'ufficio di calcolo ottico della San Giorgio di Sestri Ponente, il Prof. Giuliano Toraldo di Francia, che aveva trascorso circa un lustro nel Reparto ottico della Ducati di Bologna, e l'Ing. Silvio Guidarelli, che pure aveva svolto la progettazione..."; V. Ronchi, "La nuova rotta dell'Istituto Nazionale di Ottica", Atti della Fondazione Giorgio Ronchi, 34 (1979), p. 389 Link esterno Google libri.

40 P. Broglia, E. Antonello, "Aspetti dell'ottica in Italia nei secoli XVIII e XIX attraverso il contributo dell'Osservatorio Astronomico di Brera", Atti della Fondazione Giorgio Ronchi, 60 (2005), n. 5, p. 829 Link esterno Google libri. Incidentalmente, si sottolinea che Morais è ricordato quale "responsabile dell'ufficio calcoli ottici dell'Istituto Nazionale d'Ottica": non si tratta dell'INDO, bensì della San Giorgio! L'articolo di Morais è negli Atti della prima riunione della Associazione Ottica Italiana (1934), p. 341 – non ancora consultato.

Su Ottaviano Fabrizio Mossotti (1791-1863), si veda la voce curata da L. Liberti ed E. L. Ortiz (2012) in Link esterno DBI. L'opera del Mossotti utilizzata da Morais è: Nuova teoria degli stromenti ottici (Pisa, Tipografia Nistri, 1857-1859) Link esterno OPAC SBN e OPAC SBN; riedita in: Scritti, a cura di L. Gabba e G. Polvani, vol. 2.2 (Pisa, Domus Galilaeana, 1955) Link esterno OPAC SBN.

41 C. Morais, "Note sull'obbiettivo astronomico", Il Nuovo Cimento, 8 (1931), n. 2, pp. CLIII-CLXXVIII Link esterno Springer. Wikipedia Link esterno Linee di Fraunhofer e Aberrazione (ottica). Enciclopedia della Scienza e della Tecnica (Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2008) Link esterno Aberrazione cromatica. C. Evangelista, M. Mennea, G. Zito, Aberrazioni (2001) Link esterno INFN Bari.


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42 Nones (1990), pp. 90-96.

43 G. Fioravanzo, "L'organizzazione della Marina durante il conflitto", in La Marina italiana nella seconda guerra mondiale, vol. XXI, tomo I (Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1972), p. 130 Link esterno Google libri. E. Bagnasco, Le armi delle navi italiane nella seconda guerra mondiale (Parma, Albertelli, 1978), p. 164 Link esterno Google libri. Inclinometro [1930 - 1950] Link esterno Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica. "Nel 1929 anche la ditta San Giorgio portò la sua attenzione sull'inclinometro e nel 1931 presentò il primo tipo da essa costruito. Per quanto realizzato in modo notevolmente diverso da quello delle Officine Galileo, esso presentava le stesse possibilità di misura del Beta e la determinazione del 'P'. Nel 1932 la San Giorgio realizzò il 'Teleinclinometro', su progetto del Col. A.N. MONTAUTI. Lo strumento constava di due sistemi ottici: l'uno serviva per ricavare la distanza misurando (con il sistema di allineamento di due immagini l'una di seguito all’altra) la parallasse dell'altezza del bersaglio (fumaiolo o albero); l'altro dava il Beta con l'introduzione automatica della distanza così misurata e con l'introduzione manuale della lunghezza del bersaglio. Anche il Teleinclinometro fu adattato ai periscopi dei sommergibili e così fu ad essi possibile misurare non solo la distanza del bersaglio, come già potevano fare coi telemetrini, ma anche il Beta. Con tutte le graduazioni a zero lo strumento consentiva la visione periscopica normale. Da ultimo nel 1937 fu fatto un ulteriore passo avanti: la ditta San Giorgio realizzò quello che fu chiamato Teleinclinometro Cinematico, perché sfruttando automaticamente la serie delle misure delle due parallassi (verticale e orizzontale) del bersaglio permetteva di ricavare i suoi elementi di moto indipendentemente dai dati di altezza e di lunghezza del bersaglio. L'inclinometro cinematico, dotato di trasmettitore del brandeggio ai lanciasiluri, dell'angolo di mira 'P' al ponte di comando e ai lanciasiluri stessi, dell’angolo di beta al ponte di comando, fu sistemato sulle torpediniere di nuova costruzione e su alcune unità maggiori"; Inclinometro Link esterno GRUPSOM. Cfr. Nones (1990), p. 99.


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44 La Cassa Integrazione Guadagni è stata introdotta nell'ordinamento italiano nel 1947 Link esterno Wikipedia.

45 Nones (1990), p. 102. Potrebbe trattarsi del sistema di puntamento della mitragliatrice Breda da 13,2 mm Link esterno Wikipedia. Il collimatore a riflessione San Giorgio tipo B deve essere una sua evoluzione Link esterno Historica Collectibles per la mitragliatrice Breda-SAFAT da 12,7 mm Link esterno Wikipedia. Si veda anche Nones (1990), p. 112, in merito al sistema di puntamento della mitragliera da 20 mm, sviluppato nel 1938.

46 Nones (1990), pp. 100-101, cfr. nota 77 a p. 34.

47 Nones (1990), pp. 106-107, 108. Centrale di tiro Mod. 1937 "Gala" Link esterno Wikipedia. Littorio (nave da battaglia) Link esterno Wikipedia. Esiste apparentemente una piccola incongruenza con l'anno 1935 indicato per il telemetro per la Littorio documentato in Link esterno Archivi d'impresa: poteva trattarsi di un prototipo sviluppato con una commessa ad hoc.


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48 Catalogo (1936). Per ulteriori informazioni su questo fascicolo → Documenti 1.

Rassegna in Atti della Società Italiana per il Progresso delle Scienze, 25, parte 1 (1937), p. 176 Link esterno Google libri.

La risoluzione del documentario "Il Duca di Pistoia e il Ministro dei lavori pubblici Cabolli Gigli inaugurano la III Mostra nazionale di strumenti ottici", Giornale LUCE (3/6/1936) è migliore nella versione condivisa su Link esterno YouTube rispetto a quella in Link esterno Archivio Storico Istituto LUCE. In effetti si tratta di Giuseppe Cobolli Gigli Link esterno Camera dei Deputati e Wikipedia.

49 Il primato fiorentino nell'ottica è assai esaltato in Mazzoni (2006).

50 IIª Mostra Nazionale di Strumenti Ottici. Catalogo della mostra fotografica. Firenze, 20 maggio-10 giugno (Firenze, Tipocalcografia classica, 1934), 16 pp. Link esterno OPAC SBN. IIª Mostra Nazionale di Strumenti Ottici. Anno XII. Firenze, XX maggio-I luglio. Catalogo descrittivo (Genova, Barabino & Graeve, 1935), 103 pp. Link esterno OPAC SBN. "Vittorio Emanuele III inaugura la mostra degli strumenti ottici", Giornale LUCE (maggio 1934) Link esterno YouTube e Archivio Storico Istituto LUCE.

51 Nel catalogo della fiera campionaria è presente una sezione sulla mostra di ottica? Fiera di Padova. Catalogo ufficiale (Padova, Stab. tipografico Fratelli Salmin, 1927) Link esterno OPAC SBN.

52 La ricerca scientifica ed il progresso tecnico nell'economia nazionale, 9 (1938), n. 1, pp. 133-134 Link esterno Google libri. Atti della Società italiana per il progresso delle scienze, 26 (1937), nn. 3-4, p. 62 Link esterno Google libri.


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53 Catalogo (1936).

54 "Conformemente alla dichiarazione fatta in una nostra relazione precedente sui «Primi risultati col Risolvimetro interferenziale Bruscaglioni per la grana delle emulsioni fotografiche» comparsa nel Vol. VII, n. 11-12 della Serie II di questo Periodico [volume del 1936, pp. 622-633] sono continuati i lavori con carattere sistematico presso il R. Istituto Nazionale di Ottica, con lo scopo di definire nel modo più rigoroso e preciso possibile le leggi del fenomeno. Lo strumento definitivo progettato dall'ing. Raffaello Bruscaglioni e costruito dalla S. A. «San Giorgio» Genova-Sestri Ponente, è stato descritto dallo stesso Bruscaglioni in una Nota comparsa su Ottica (Anno II, n. 2, pag. 197). Ne riportiamo sommariamente le caratteristiche. La fig. 1 mostra l'apparecchio chiuso, e caricato, cioè in condizioni di funzionare. Ciò può avvenire in piena luce; ben inteso che la carica deve avvenire in ambiente oscuro o illuminato con luce inattiva per l'emulsione in prova. La fig. 2 mostra l'apparecchio stesso aperto per metter in evidenza la disposizione delle parti essenziali. La fig. 3 rappresenta lo schema ottico...". V. Ronchi, "Ulteriori risultati nella misura della grana delle emulsioni fotografiche", La Ricerca Scientifica, 8 (1937), p. 98 Link esterno Google libri.

55 Ronchi (1976).


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56 Gli stabilimenti genovesi coprono il 91% del fatturato, nel 1937. Nones (1990), pp. 110, 112. Rivalutazione tramite ISTAT (2009).

57 Nones (1990), pp. 111, 112. "Nessuna ottica aveva subìto il trattamento antiriflettente, il quale come è noto aumenta di molto la luminosità in quanto permette che una maggiore percentuale di raggi attraversi prismi e lenti senza subire riflessioni anomale. La Zeiss in Germania era più progredita delle Ditte [Officine Galileo] e [San Giorgio] nella realizzazione di questo trattamento..."; Fioravanzo (1972), p. 128.

58 Nones (1990), p. 117 e tav. f.t. L'annotazione sulla cappa bianca, dovuta all'ing. Elio Sparatore, è preziosa: anche nelle aziende "ausiliarie" l'adesione al partito fascista e la camicia nera non erano obbligatorie, persino a livello operaio, purché si eccellesse nel proprio campo. Ciò capitava anche alla Gio. Ansaldo & C., altra tappa genovese di Mussolini. È bene ricordare che Sparatore è entrato in San Giorgio come "calcolatore ottico" nel 1951, rimanendo poi in Nuova San Giorgio e in Elsag, dove è stato direttore tecnico fino al 1987; Nones (1990), p. 9. Potrebbe quindi essere uno dei "tre volenterosi 'superstiti' di quello che fino a sette anni prima era stato l'ufficio calcoli ottici della San Giorgio", cui si deve in parte il sistema Argo NA-9 citato alla fine del presente saggio.

L'aneddoto era già stato descritto in Elsag, L'Elettronica San Giorgio dieci anni dopo (Genova, A.L.G., s.a. ma 1980), pagina non numerata: "La preparazione [per la visita di Mussolini] crea qualche imbarazzo alla direzione. Si sa che molti dipendenti non ne vogliono sapere di indossare la camicia nera, ma d'altra parte si teme che la presenza palese di un gran numero di dissidenti causi qualche problema alle commesse. Alla fine si decide di usare per i dissidenti la cappa bianca dei ricercatori; sicchè il capo del fascismo si troverà davanti i fedeli in camicia nera ed un numero straordinariamente elevato di ricercatori estemporanei, con la cappa immacolata abbottonata fino al collo a nascondere una comunissima camicia a quadretti". Per ulteriori informazioni su questo documento di letteratura grigia → Documenti 3.

Servizio con fotografia pertinente in: L'Illustrazione Italiana, 65, n. 21 (22/5/1938). Servizio fotografico dell'Istituto LUCE in Link esterno Senato della Repubblica.

Documentario Il Duce a Genova (Roma, Istituto Nazionale LUCE, 1938), in bianco e nero e sonoro, trascritto nel seguito per la parte finale riguardante la San Giorgio – a partire da 22m21s Link esterno Archivio Storico Istituto LUCE: "Ed ora è la volta delle Officine San Giorgio, dove si costruiscono strumenti ottici e apparecchi di precisione. Così Mussolini ha potuto vedere come Genova marinara crei le sue navi per intiero, nei suoi cantieri e nelle sue fabbriche, dalla colata della ghisa ai gruppi motori agli strumenti da guida". L'esiguità del commento audio, a fronte di immagini di un certo interesse (ma difficili da interpretare a causa del contrasto molto basso della riproduzione), dimostra che l'unica finalità del documentario è di celebrare il protagonista.


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59 Rivalutazione tramite ISTAT (2009).

60 Documentario Visita del Duce agli stabilimenti di Genova-Sestri (Roma, Istituto Nazionale LUCE, 1938), in bianco e nero senza sonoro, durata totale 26m15s Link esterno Archivio Storico Istituto LUCE. Tale filmato di repertorio non è stato ancora condiviso nel canale CinecittaLuce Link esterno YouTube (situazione del 26/6/2014).

61 Wikipedia Link esterno Istituto LUCE. R. Decreto Legge 5/11/1925, n. 1985, in Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, n. 273 del 24/11/1925, p. 4632 Link esterno Au.G.U.Sto. (pdf).

62 Si rimanda alla nota 57, ultimo capoverso.

63 Da 20m18s a 22m15s del filmato di cui alla nota 59.

64 Per stimolare l'interesse del lettore, dalla descrizione delle sequenze è stato estratto quanto segue: "... scritta 'lavorazione delle ottiche': pezzi di vetro o cristallo e lavorazione ad un tornio speciale – pezzi squadrati e con bordo triangolare – molatura e pulitura dei pezzi ottenuti – operaie specializzate in camice bianco rifiniscono e montano lenti ottiche – operai ripresi durante il lavoro – dettaglio di macchine per la creazione di lenti speciali – tecnici del Gabinetto per le Ricerche Ottiche montano le lenti speciali su appositi attrezzi – verifica dello spessore, della sensibilità e della qualità degli ingrandimenti – tecnici al lavoro su potenti cannocchiali, forse da bombardamento – équipe di lavoratrici puliscono con cura lenti e le montano su binocoli – controllo di qualità e di resistenza agli urti – immersione di un binocolo in una provetta colma d'acqua – altre fasi della lavorazione – un telematro [sic] duplex stereoscopico e a coincidenza base mt. 7,20 ingr. 18 x campo 2°20' ingr. 28 x campo 1°30'– un tecnico è chino sulle lenti dell'apparecchio: muovendo una manopola può vedere le cupole di una chiesa...".

A titolo di curiosità, quanto comunicato con i segnali luminosi in Morse, da 12m58s a 13m09s, è:"EWILDUCE". Wikipedia Link esterno Codice Morse.

65 L'identificazione del grande rifrattore usato alla fine del filmato 1 con quello qui documentato in figura 2 è dovuta a Silvano Di Corato.

66 Arturo Gemmiti, "Fabbricazione binocoli prismatici", Giornale LUCE B1687 (15/3/1940), durata originale 1m06s Link esterno Archivio Storico Istituto LUCE. Condiviso a maggiore risoluzione in Link esterno YouTube dal 15/6/2012.


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67 Le notizie biografiche sono in gran parte tratte da: M. W. Downey, Gino Fanno (1989), dattiloscritto Link esterno ETH-Bibliothek. Wikipedia (EN) Link esterno Aurel Stodola. Sul fratello Marco Fanno (1878-1965) Link esterno DBI.

68 Nones (1990), pp. 26, 71, 102; azioni depositate dal 1913 al 1935 alle pp. 235, 238, 242, 247, 252, 258.

69 L'allargamento delle produzioni pistoiesi agli aerei è stato uno dei tentativi per rendere più continuativo il carico di lavoro alla maestranze, ma l'attività si è conclusa ante 1924. Sulla vicenda dei biplani Caproni 600 HP: Nones (1990), pp. 48-52, 53, 59, 63, 64, 69. Wikipedia Link esterno Caproni Ca.44. Non risulta che Fanno abbia dato un contributo diretto allo sviluppo dei primi motori a reazione.

70 Nones (1990), p. 71; sull'azione di Fanno in merito a un brevetto pertinente alla mitragliera navale da 60 mm, si veda alle pp. 103-104.

71 Downey (1989), p. 5; a Zurigo è conservata la copia del progetto di un periscopio San Giorgio, datato 6/9/1925: p. 13.

72 Wikipedia Link esterno Flusso di Fanno. Molto più dettagliato è lo sviluppo in: G. Bar-Meir, Fundamentals of Compressible Flow (2007) Link esterno Fanno Flow. Il modello compare in tutta la manualistica specifica; più rara, come di consueto, è una nota sull'autore, presente tuttavia in: T. Allen, R. L. Ditsworth, Fluid Mechanics (McGraw-Hill, 1972), p. 316 Link esterno Google libri; J. E. A. John, T. G. Keith, Gas Dynamics (Pearson Prentice Hall, 2006), p. 289 Link esterno Google libri.

73 R.D.L. 17 novembre 1938, n. 1728 Link esterno Associazione Olokaustos. Più in generale, Wikipedia Link esterno Leggi razziali fasciste.

74 In Nones (1990), p. 117, rimangono non spiegate le cause dell'esautoramento di Fanno.

75 L. 29 giugno 1939, n. 1054 Link esterno Associazione Olokaustos.

76 Durante il periodo pistoiese, Fanno aveva acquistato una tenuta agricola tra Fucecchio e Montecatini: vi è tornato nel 1939 e vi ha rimesso in funzione un frantoio per le olive; Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, 80, n. 287 (12/12/1939), p. 5667 Link esterno Au.G.U.Sto. Cfr. Downey (1989), pp. 5-7.


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77 Testimonianza raccolta da Antonella Altana e Liviana Nattino nel febbraio 2004. M. T. Bartolomei, a cura di, Ragazze di fabbrica: immagini memorie documenti. Un secolo di lavoro femminile a Cornigliano e Sestri Ponente (1850-1950) (Genova, Comune di Genova, 2007), pp. VI-VII dell'appendice fuori testo Link esterno OPAC SBN.

78 Testimonianza raccolta da A. Altana e Patrizia Pepato nel febbraio 2004. Bartolomei (2007), p. 105. L'opera focalizza l'attenzione su due casi limite: Ansaldo e Manifattura Tabacchi. La San Giorgio sembra assimilata all'Ansaldo nella gestione della manodopera femminile, ma l'ambiente, meno estremo rispetto alla siderurgia, può avere favorito lo sviluppo di nicchie più qualificate.


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79 Nones (1990), p. 113.


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80 Nones (1990), p. 114.

81 Nones (1990), p. 115. Wikipedia Link esterno Schott AG e Archives de Croissy Link esterno Parra-Mantois & C.ie. Sulla prima azienda si veda, però, il ricco sito aziendale Link esterno Schott AG.

82 Nota interna IRI (3/11/1939) citata in Nones (1990), p. 120.


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83 Nones (1990), pp. 115-116.

84 Elaborazione originale da Nones (1990), p. 118.

85 Nones (1990), pp. 119-120.

86 Nones (1990), pp. 127, ... Wikipedia Link esterno Centrale di tiro Mod. 1940 "Gamma" e Centrale di tiro Mod. Borletti-Galileo-San Giorgio. Wikipédia (ungherese) Link esterno Gamma (gyár).


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87 Qui è il caso di trascrivere solo il punto 8 dell'elenco redatto dall'IRI: "Apparecchi ottici – binocoli, cannocchiali, goniometri, telemetri, periscopi, collimatori a riflessione, allenatori di punteria, bussole a riflessione". Nones (1990), pp. 121-122. Storia militare d'Italia durante la seconda guerra mondiale Link esterno Wikipedia.

88 Nones (1990), p. 120.

89 Nones (1990), pp. 129-130. Qual'è stata l'effettiva distribuzione del catalogo? Non hanno dato risultati ricerche in Link esterno OPAC SBN, BnF catalogue général, Gallica, British Library, Library of Congress, Google libri (5/5/2014).

90 Nones (1990), p. 120.

91 Fotografia originale dell'Agenzia fotografica METVAN. Collezione privata. Al verso del positivo è incollata una velina coeva dattiloscritta: "Genova 13/6/38 XVI° | Un gruppo di INDUSTRIALI inglesi, giunti stamane a Genova, visitano gli stabilimenti 'ANSALDO MOTORI' e 'SAN GIORGIO OTTICA'". Per ulteriori informazioni su questo documento fotografico → Documenti 2.


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92 Wikipedia Link esterno Bombardamento navale di Genova (1940), Batteria Mameli, Calatafimi (cacciatorpediniere). Wikipedia Link esterno Bombardamento navale di Genova (1941).

93 Nones (1990), pp. 125, 127-128.


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94 Su Inigo Campioni Link esterno DBI e Wikipedia.

95 Wikipedia Link esterno Battaglia di Punta Stilo. In merito all'esito dello scontro navale si veda: L. Natili, "CAMPIONI, Inigo", Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 17 (Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1974), ad vocem Link esterno DBI.

96 Le informazioni sono in parte tratte da recensioni di G. Finizio a: H. Seeger, Militaerische Fernglaeser und Fernrohre in Heer, Luftwaffe und Marine (1996); W. Reid, 'We're certainly not afraid of Zeiss' - Barr and Stroud Binoculars and The Royal Navy (2001); L. J. Gubas, An Introduction to the Binoculars of Carl Zeiss Jena 1893-1945 (2004) Link esterno Portale di storia militare (pagina consultata il 13/8/2013).

L'uso di un Astramar in navigazione è documentato in una foto condivisa da M. Bensi in Link esterno Cloudy Nights Forum Archives (pagina consultata il 13/8/2013) e qui riprodotta in miniatura nella pagina dedicata ai Binocoli. Marco Bensi è uno dei maggiori esperti nel campo dei binocoli militari Link esterno Binocoli e telescopi (pagina consultata il 13/8/2013).

"Mi sono portato sull'Astramar (un grosso binocolo a tre ingrandimenti intercambiabili - posizionati fissi in entrambe le ali di plancia), scelgo il massimo ingrandimento, guardo e vedo che di aerei che bombardavano le Corazzate erano, si e no, una decina-non di più"; da una testimonianza di Antonio Angelo Caria Link esterno Wikipedia.

"Nella mostra del binocolo oltre all'esposizione dei principali tipi di binocolo prodotti dalla SAN GIORGIO, dal piccolo OCTALMIN al grande ASTRAMAR a cambio di ingrandimenti..."; Catalogo (1936), p. 20.

Una commessa da 110 esemplari era in corso di completamento per la Marina nel 1954; Nones (1990), p. 196.

Come più volte ricordato in Urania Ligustica, un cannocchiale terrestre San Giorgio Astramar Ø 80mm 40X era stato donato dal pittore Fortunato Stasi (1913-2003) all'Università Popolare Sestrese, per l'utilizzo nell'Osservatorio Astronomico di Genova; lo strumento, completamente restaurato dall'astrofilo Giorgio Montaldo, è stato rubato nel 1991: in Osservatorio è rimasto il treppiede altazimutale originale, in legno. Sull'opera dell'artista Link esterno Fortunato Stasi: una vita per la pittura (pagina consultata il 13/8/2013).

97 Elsag (1980), pagina non numerata.


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98 A. Ottanelli, Auto, treni, aerei: le Officine meccaniche San Giorgio di Pistoia. Un'industria genovese in Toscana tra Giolitti e la Resistenza (1905-1949) (Pistoia, Edizioni del Comune, 1987), p. 230 Link esterno Google libri.

99 Elsag (1980), pagina non numerata.


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100 M. Alloisio, G. Gadola Beltrami, Volontarie della libertà (Milano, Lampi di stampa, 2003), p. 105 Link esterno Google libri. Livia Righetto non era certo isolata: "Itala Slitti, un'operaia della San Giorgio a Sestri Ponente, coinvolge nella lotta il marito e i figli e organizza un primo nucleo di donne"; si tratta di un brano dall'opera di cui sopra, di cui esiste un estratto in The Italian Resistance: An Anthology, a cura di P. Cooke (Manchester, Manchester University Press, 1997), p. 61 Link esterno Google libri. Cfr. G. Benelli et al., a cura di, La Donna nella Resistenza in Liguria (Firenze, La Nuova Italia, 1979), p. 105 Link esterno Google libri.

Della San Giorgio ha fatto parte il partigiano Aldo Gastaldi "Bisagno" (1921-1945), vice comandante della VI Zona Link esterno ANPI, medaglia d'oro al valor militare alla memoria Link esterno Presidenza della Repubblica. [Diplomati all'istituto tecnico industriale Galileo Galilei, a Genova] "nell'estate del '40, ci trovavamo in quattro: io, lui, De Sio ed un altro compagno di scuola, al primo giorno di lavoro, assunti nella San Giorgio di Genova Sestri. Su quattro posti uno era di perito elettrotecnico, gli altri tre di disegnatori meccanici; fummo invitati a scegliere ed ognuno di noi avrebbe desiderato il posto di perito; bastò un'occhiata per lasciarlo a Gastaldi il quale nell'avviarsi al suo reparto ci salutò senza ringraziare. Ma nell'intervallo, riuniti per i primi commenti, ci mise un braccio sulle spalle e disse, naturalmente in genovese, «Andiamo a bere, ragazzi». I nostri incontri alla San Giorgio furono rari. In uno di questi ci comunicammo la decisione di proseguire negli studi, iscrivendoci ad Economia e Commercio, l'unica facoltà, allora, per noi accessibile. Ma lui, con mia sorpresa, decise subito dopo per Ingegneria. Era un'impresa disperata perché in un anno avrebbe dovuto preparare la maturità scientifica. Questa per me è stata la prima dimostrazione del suo coraggio e della sua tenacia, di una forza di volontà caparbia. Non ricordo bene ma ritengo che per prepararsi con possibilità di riuscita dovette lasciare la San Giorgio"; Aurelio Ferrando "Scrivia", La battaglia di Pertuso (Recco, Le mani, 2004) Link esterno IW1PUE.

101 Nones (1990), p. 150. N. Labanca, a cura di, Fra sterminio e sfruttamento: militari internati e prigionieri di guerra nella Germania nazista, 1939-1945 (Firenze, Le Lettere, 1992), p. 240 Link esterno Google libri. 16 giugno 1944 - 16 giugno 2009: 65 anni fa i nazifascisti deportavano 1500 lavoratori dalle fabbriche genovesi Link esterno CGIL Genova. Wikipedia Link esterno Campo di concentramento di Mauthausen-Gusen, senza riferimenti ai deportati genovesi (pagina consultata il 24/4/2014).

Mi si consenta qualche ricordo personale. Non so come sia scampato alla retata il mio nonno materno, Marino Agostini, a cui è dedicata questa sezione di Urania Ligustica. La vicenda del mio nonno paterno, Asmaro Balestrieri, è ricordata in: R. Balestrieri, Asmaro e il 16 giugno 1944 (2003) Link esterno Cornigliano antica.


Al paragrafo   NOTE AL § 26

102 Nones (1990), pp. ...


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103 G. Tucci, A Lhasa e oltre: diario della spedizione nel Tibet MCMXLVIII (Roma, Libreria dello Stato, 1950), p. 7 Link esterno Google libri. Su Tucci Link esterno Treccani.


Al paragrafo   NOTE AL § 28

104 Nones (1990), pp. 200, 205.

105 Nones (1990), p. 205.

106 Testimonianza di Virginio Monticelli, tornitore alla San Giorgio (deceduto a Genova il 19/12/1981), all'autore di questa pagina.

107 R. Balestrieri, "L'Osservatorio Astronomico di Genova", Bollettino OAG, 26 (1996-97), n. 70, p. 37 File PDF; si veda, però, la nuova edizione web dello stesso testo, in Urania Ligustica. A Monticelli (cfr. nota precedente) si deve l'intero telescopio costruito intorno all'obbiettivo da 17cm, nella sua officina privata in via P. D. da Bissone Link esterno Street View. L'astrofilo Giacomo Gambino ha invece realizzato una montatura per il prisma, per anteporlo all'obiettivo di una macchina fotografica, con risultati spettacolari su pellicole a colori.


Al paragrafo   NOTE AL § 29

108 Testimonianza dell'ing. Adolfo Bardini, citata in: Nones (1990), p. 213. La gara era in vista di un ordine per 14 sistemi, ma ne sono stati poi forniti 25: "The original Argo (NA-9) system was the first Italian digitally computer-controlled FCS [Fire-Control System], perhaps equivalent to the original Signaal egg. NA-10 was an improved version with one operator rather than three, but with the same [Selenia] RTN-10X radar. All of the 25 NA-9 produced have been retired"; da N. Friedman, The Naval Institute Guide to World Naval Weapon Systems (Annapolis, Naval Institute Press, 2006), p. 254 Link esterno Google libri. Si rimanda a Wikipedia per informazioni di carattere generale sulle unità navali Link esterno Classe Andrea Doria (incrociatore) e Classe Alpino (fregata).

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Link esterno Archivi d'impresa
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Arturo Bocciardo (1876-1959)
1905/18 – Amministratore delegato
1919/26 – Idem
1926/41 – Vicepresidente
1941/44 – Presidente


Link esterno Compressible Flow
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Gino Girolamo Fanno (1882-1962)
1926/39 – Amministratore delegato
1945 – Commissario
1949/53 – Vicepresidente


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Raffaello Bruscaglioni (1907-1976)
1928?/40 – Tecnico
1940/43 – Dirigente
1943/44 – Direttore di stabilimento


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