Urania Ligustica

L'astrofilia nel Novecento. II

L'Osservatorio Astronomico del Righi 1

Astrofilia II



Questa è una storia della specola, dettagliata per quanto possibile.
Per notizie sulle iniziative attuali, si rimanda al Link esterno sito ufficiale e al Link esterno profilo Facebook.



Gestione Marconi & Murri

Guglielmo Marconi (nato nel 1904)2 e Alfredo Carlo Murri (Loano, 17/5/1912 – Macerata, 25/8/1998)3 decidono nell'agosto del 1939 di realizzare un osservatorio astronomico in località Mura delle Chiappe, al Righi – una collina che domina il centro di Genova. L'edificio viene realizzato in precario, in soli quattro mesi, su un terreno di proprietà comunale.

Inaugurato, con la strumentazione perfettamente funzionante, il 24 dicembre, consiste in un edificio in muratura di due piani, con una colonna in cemento armato che sostiene un cannocchiale dall'obiettivo di diametro 150 mm, realizzato dalle Officine Galileo di Firenze;4 la cupola, in legno, è apribile e girevole.

Murri si iscrive alla Società Astronomica Italiana (ne farà parte fino al 1995). L'Osservatorio è operativo sino alla dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940, allorché vengono smontati il cannocchiale e tutti gli apparecchi mobili. La specola è chiusa, ma incustodita. I fondatori dell'osservatorio sono richiamati alle armi: Marconi va in Marina; Murri è assegnato al 15° Reggimento Artiglieria di Corpo d'Armata, stanziato all'ex cantiere navale di Pietra Ligure.

Durante la campagna di Russia (1941-1943), Murri applica un metodo di previsione del tempo, attraverso l'elaborazione della scintillazione stellare, su cui aveva lavorato negli anni dell'Università: tali studi producono alcune pubblicazioni.5

L'Osservatorio è in abbandono, i pochi documenti e le pochissime fotografie realizzate si perdono nei bombardamenti di Genova. I locali sono occupati da sfollati e la cupola è smantellata, forse per recuperare legna da ardere per l'inverno. La solidità della costruzione è dimostrata, comunque, da varie fotografie posteriori al 1945: i muri perimetrali rimangono sostanzialmente intatti.

Dopo la guerra Marconi torna a Genova e insegnerà all'Istituto Tecnico Statale Nautico "San Giorgio".6 Murri, invece, riesce a raggiungere la famiglia, sin dal 1943, nella sua regione di origine: le Marche;7 insegnerà Matematica Applicata all'Università di Camerino e fonderà a Macerata, nel 1957, l'Osservatorio Geofisico (da lui diretto sino al 1993), rimanendo in contatto con l'Istituto Geofisico dell'Università di Genova, diretto dal prof. Mario Bossolasco.8 A partire dagli anni 1956-57 stimolerà l'attenzione sul cambiamento climatico, anche con articoli di carattere divulgativo.9


Fotografia originale

Figura 1 – Forte Castellaccio al Righi (ante 1939) 10
Fotografia originale

Figura 2 – I resti della specola (circa 1950) 11
Fotografia originale

Figura 3 – La specola ripristinata (ante 1968) 12


Fotografia originale

Figura 4 – Alfredo Carlo Murri (1912-1998) 13

Gestione Grasso

Negli anni Cinquanta, la concessione viene rilevata dall'astrofilo Mario Grasso. L'edificio è ancora isolato, immerso nel verde e relativamente al riparo dalle luci cittadine.

Grasso, socio della Società Astronomica Italiana,14 restaura la specola con l'aiuto dell'amico Annibale Mauceri e realizza una nuova cupola con armatura di profilati di acciaio e vari strati di materiali coibenti: ha un diametro di 4,20 metri, una altezza di 2,70 metri e pesa circa 2 tonnellate; la cupola ruota e gli sportelli si aprono lateralmente su guide parallele per trazione di cavi di acciaio, ma è in progetto l'installazione di una cremagliera e di un motore elettrico.

La realizzazione del progetto richiede sette anni. In questo periodo ha luogo una eclisse totale di Sole: la mattina del 15 febbraio 1961, quasi diecimila genovesi si recano sulla collina del Righi per osservarla.15

La dotazione strumentale della specola comprende due strumenti principali, nati separatamente ma da collocare sulla stessa montatura equatoriale: un rifrattore Zeiss da 180 mm di apertura e un riflettore Newton-Cassegrain con specchio primario da 320 mm. L'accoppiamento degli strumenti nasce per sfruttarne le proprietà complementari: osservazione di Luna e pianeti con il primo, di oggetti estesi e satelliti artificiali (sic!) il secondo; si prevede anche un uso fotografico.

Grasso aderisce all'Associazione Scientifica Dilettanti Italiani e il suo presidente, Franco Foresta Martin, visita la specola nel settembre 1963.16 È in contatto con altri astrofili italiani e stranieri, nonché con osservatori professionali, corrisponde con il prof. Leonida Rosino, direttore dell'Osservatorio Astronomico di Padova, vuole condurre un organico piano di ricerche e studi astronomici.17 A giudicare da alcune lettere apparse tra il 1970 e il 1971 su quotidiani locali,18 l'Osservatorio è ancora attivo e sembra mantenere collaborazioni con associazioni amatoriali italiane, ma non è, di fatto, aperto al pubblico.

Sembra assodato che nella specola non siano mai state condotte, fino a questo momento, attività sistematiche volte alla divulgazione o alla didattica dell'astronomia. Rimane la possibilità che siano state compiute osservazioni celesti, con risultati pubblicati, magari nell'ambito della partecipazione a programmi di ricerca organizzati altrove.

Negli anni Settanta la specola cade in disuso... l'edificio, la cupola e le poche attrezzature rimaste risentono in modo grave di un abbandono durato più di vent'anni.


Fotografia di Mario Monaco Copyright

Figura 5 – La specola del Righi nel 1961 19


Fotografia originale Copyright

Figura 6 – La specola nel 1963 20


Interludio con stelle cadenti

Le potenzialità dell'Osservatorio sono dimostrate dal caso della pioggia meteorica delle Perseidi. Pur ripetendosi ogni anno alla metà di agosto (sono le cosiddette "lacrime di San Lorenzo", anche se da tempo il massimo cade intorno al giorno 12), si prevede per il 1993 un fenomeno particolarmente appariscente; i quotidiani diffondono la notizia senza specificare che occorre recarsi in luoghi lontani dalle città e ciò produce un intasamento senza precedenti, nelle strade che portano al Righi, da parte di cittadini che pensano di assistere ad uno spettacolo pirotecnico!

Sebbene la luminosità di fondo cielo, a causa del progredire dell'inquinamento luminoso, penalizzi una struttura così vicina al centro città, la richiesta di divulgazione è quindi tale da rendere auspicabile il restauro e l'apertura dell'Osservatorio a cittadini e scuole.


Gestione Club Cacciatori Castellaccio

Le Perseidi sono solo uno degli stimoli che convincono il Club Cacciatori Castellaccio, la cui sede è a pochi metri dalla specola, a rilevare la concessione in precario dal Comune. Il recupero della struttura, finanziato e curato dall'associazione (attiva sia in campo sportivo che sociale e culturale), inizia nel 1998 ed è sostanzialmente concluso nell'autunno del 2000.

Nel frattempo i responsabili del Club hanno cercato le persone più adatte a cui affidare l'attività astronomica: le trovano in Marina Costa e Walter Riva, due astrofili genovesi con una lunga esperienza in divulgazione e didattica. Verso la fine del 2000, quindi, iniziano le aperture al pubblico della specola. Le iniziative per i cittadini e le scuole stimolano anche una collaborazione con il Liceo Scientifico G. D. Cassini, grazie all'interessamento del prof. Mauro Castagneto: gli studenti possono così compiere esercitazioni pratiche in osservatorio.

L'attività sempre più intensa stimola contributi straordinari da parte di vari enti, tra cui il Comune e la Provincia di Genova, che permettono di arricchire la dotazione strumentale e di realizzare, nel piccolo spazio verde che circonda la specola, il Giardino del Sole: allestito per l'edizione 2003 del Festival della Scienza, è arricchito via via di diversi apparati didattici, fino a costituire una mostra astronomica permanente.21

L'iniziativa più recente è resa possibile da un finanziamento della Regione Liguria. Sul piccolo piazzale a ponente della specola, viene eretto un planetario: una struttura di grande utilità, sia per illustrare la volta celeste, le costellazioni, il ciclo delle stagioni, i moti della Luna e dei pianeti, sia per estendere le attività a quando il cielo è coperto. Inaugurato il 12 giugno 2011, il planetario ha una cupola dal diametro di 6 m, realizzata dalla ditta Gambato, e un proiettore digitale fisheye Lhoumeau Sky System. Tale azienda gestisce un concorso internazionale per animazioni realizzate con i suoi prodotti; l'Osservatorio ha vinto il primo premio per tre anni consecutivi: nel 2012, con Il coyote e le stelle; nel 2013, con Minik, la fiaba del piccolo Inuit; nel 2014, con Cassiopea e le stelle dell'autunno.22


Da Google Earth Copyright

Figura 7 – Il giardino della specola, ancora privo del planetario, da Google Earth (2007)


Da Comune di Genova

Figura 8 – La specola e la pianta delle installazioni didattiche da Link esterno Comune di Genova


Da Google Maps Copyright

Figura 9 – La specola e il planetario da Link esterno Google Maps


Datum Latitudine
φ
Longitudine
λ
Quota
ellissoidica
Quota sul
livello del mare
Fonte
- - - - +306 m Atlante di Genova 23
- 44° 25' 37" N 8° 56' 0" E - - Almanacco di Coelum 24
WGS84 44° 25' 31",7 N 8° 56' 9",8 E - - Flash Earth 25
WGS84 44° 25' 32",0 ± 0",2 N 8° 56' 10",1 ± 0",5 E +296 ± 3 m - Google Earth 26

Tabella I – Coordinate geografiche in letteratura e da immagini satellitari




1 La presente pagina di Urania Ligustica aggiorna e integra l'articolo: R. Balestrieri, "L'Osservatorio Astronomico del Righi", Bollettino Osservatorio Astronomico di Genova, 26 (1996-97), n. 70, pp. 13-15 File PDF.

2 Non deve essere confuso con il ben più famoso Gugliemo Marconi (1874-1937) Link esterno DBI.

3 Murri si è diplomato giovanissimo al Regio Istituto Nautico (Savona? 1927-1929) e laureato in Scienze Nautiche nel 1933 (anno accademico 1932-33), al Regio Istituto Superiore Navale di Napoli, con la tesi: La misura delle basi geodetiche. Sulla storia di quest'ultimo Istituto si veda Link esterno Università degli Studi di Napoli "Parthenope".

La sua scomparsa, quale socio dell'Unione Matematica Italiana, è citata in Bollettino dell'Unione Matematica Italiana, serie 8ª, 2-A (1999), n. 3, p. 366 Link esterno UMI (pdf). Murri era già socio nel 1947: Bollettino dell'Unione Matematica Italiana, serie 3ª, 2 (1947), n. 1, p. 90 Link esterno UMI (pdf).

4 Marconi e Murri, quindi, non si sono rivolti alla San Giorgio o non sono riusciti ad avere, per un qualche motivo, un suo telescopio?

5 "Nei prossimi anni il margine maggiore di miglioramento, secondo i meteorologi, riguarderà non tanto i computer quanto i modelli matematici che trasformano i dati in equazioni. «Sono ancora perfettibili e permetteranno molti passi avanti. Anche se ogni tanto ho nostalgia per i vecchi metodi» racconta Murri che, a 82 anni, continua a dirigere il suo osservatorio. «Durante la campagna di Russia del 1942 dovetti fare una previsione per la mia divisione schierata sul Don. E la feci con un mezzo di fortuna. Con un cannocchiale cominciai a misurare la scintillazione delle stelle: vista al cannocchiale la stella appare come un cerchio che si accende di colori diversi, rosso, verde, giallo. Io contavo le variazioni, i soldati segnavano su un quaderno e poi facevamo la statistica: se si ripeteva un certo colore, il tempo sarebbe cambiato. E andò proprio così» – Panorama, n. 1464, 1465, 1466 o 1467? (1994, aprile), p. 159.

Le pubblicazioni pertinenti sono: A. C. Murri, Sulla scintillazione delle stelle (Alassio, Tipografia Fratelli Pozzi, 1934); Idem, "La scintillazione delle stelle nella previsione del tempo", Geofisica pura e applicata, 6 (Milano, 1944), n. 3-4, pp. 135-146 Link esterno Springer Link; Idem, La scintillazione delle stelle nella previsione del tempo (Fermo, Stabilimento Cooperativo Tipografico, 1945); Idem, "L'osservazione della scintillazione delle stelle per la previsione del tempo", Il Polo, 2 (1946), n. 3, p. 45; 3 (1947), n. 1, p. 12; Idem, "La scintillazione delle stelle nella meteorologia", Annuario Liceo Scientifico "G. Galilei", Macerata, per l'anno scolastico 1957/58 (Tolentino, Tipografia Filelfo, 1957?).

Riassunto dell'articolo del 1944 sopra citato: "Richiamate brevemente le conoscenze fondamentali sulla scintillazione stellare, si espongono i principi generali di un procedimento inteso a ricavare elementi d'integrazione alle osservazioni sinottiche per la formulazione del presagio meteorico locale, partendo dalla accurata e sistematica misura della scintillazione stessa. Lo studio ha carattere preliminare, contenendo considerazioni generali la cui applicazione dovrà trovare conferma dallo sviluppo delle relative osservazioni".

L'episodio degli studi sulla scintillazione stellare merita probabilmente uno studio a sé. Uno dei possibili riferimenti da cui partire per contestualizzarli è: G. Monaco, "Lorenzo Respighi and star scintillation", Memorie della Società Astronomica Italiana, 61 (1990), n. 4, pp. 819-827 Link esterno SAO/NASA ADS.

6 Sito web del Link esterno Nautico San Giorgio.

7 G. Marconi, "Astronomia al Righi", lettera a Il Secolo XIX (trascritta nel seguito, senza alcuna modifica, da: G. De Simone, Dossier "Osservatorio" U.P.S. (Genova Sestri, 1983), p. 70; se la data, 1970, indicata da De Simone è corretta, non può trattarsi della risposta all'articolo di cui alla nota 15). A. C. Murri, Comunicazione privata (11/8/1995).

"ASTRONOMIA AL RIGHI
Senza voler diminuire i notevoli meriti del Sig. Mario Grasso in rapporto al ripristino dell'osservatorio astronomico del Righi, tengo a precisare quanto segue:
Nell'agosto del 1939, io sottoscritto Guglielmo Marconi, oggi insegnante presso l'istituto nautico di Genova, unitamente al carissimo amico prof. dott. Carlo Alfredo MURRI laureato in astronomia, entrambi studiosi e appassionati di ricerche astronomiche, decidemmo di costruire in località Mura delle Chiappe, al Righi, su terreno comunale, un precario, progettato e destinato ad osservatorio astronomico.
Detto osservatorio, in muratura, a due piani, con colonna in cemento armato, per sostenere un cannocchiale con obbiettivo da 150mm, costruito dalle Officine Galileo di Firenze, e con cupola in legno, apribile e girevole (come quella attuale) venne inaugurato perfettamente funzionante la notte del 24 dicembre 1939. Funzionò per i pochi mesi che ci separarono dalla dichiarazione di guerra del 1940.
Gli eventi bellici ci obbligarono ad abbandonare ogni cosa. Venne smontato il cannocchiale e tutti gli apparecchi mobili, e l'osservatorio rimase chiuso e incustodito. Il sottoscritto fu richiamato in Marina, il prof. Murri richiamato negli alpini [il reggimento di Murri, in realtà non faceva parte degli Alpini – vedi sopra]; probabilmente inviato in Russia. Per quante ricerche fatte non ebbi più alcuna sua notizia!
Dall'osservatorio venne asportata la cupola e i locali vennero occupati da sfollati. Il sig. Grasso non trovò quindi "una casupola incompleta e semidiroccata" ma le basi principali e la struttura per poter rimontare un osservatorio astronomico come era la sua primitiva destinazione. Il sig. Grasso, anni fa si rivolse proprio al sottoscritto per ripristinare l'osservatorio; io fui ben lieto di accogliere la sua richiesta.
Sono soddisfatto che l'opera del mio indimenticabile amico prof. Murri e la mia abbia avuto una degna continuazione.
G. Marconi".

8 Sul Centro di Ecologia e Climatologia - Osservatorio Geofisico Sperimentale di Macerata, si veda il Link esterno sito ufficiale.

9 Segue una prima lista, non completa, delle pubblicazioni di Murri: Sull'integral seno (Loano, Tipografia Loanese, 1935); Su delle anomalie nella propagazione del suono entro la nebbia marina (Loano, Tipografia Loanese, 1939); recensione "Sacco L.: Radiogoniometria con principi di Radionavigazione", Il Polo, 3 (1947), n. 1, p. 23; "Variabilità del Sole e periodi di glaciazione", Il Polo, 4 (1948), n. 3, p. 1; Note su di un teorema relativo alla equazione pitagorica (Genova, M. Bozzi, 1948); Applicazioni del regolo logaritmico ai calcoli nautici (Macerata, Stabilimento cromo-tipografico commerciale di A. Bisson & O. Leopardi, 1950?); Istituzioni di matematica per le facoltà di Scienze naturali, Scienze biologiche e Chimica, in due volumi (Roma, Tipografia R. Pioda, 1952, per la Libreria Calbucci, Camerino); [coautore P. Temperini], "Le fasi lunari e la loro influenza sugli eventi ostetrici", La rassegna d'ostetricia e ginecologia (1958); articoli [da definire] in L'Universo, 38 (Firenze, Istituto Geografico Militare, 1958), pp. 935, 1019; "Misure di radiazione globale a Macerata durante il triennio 1958-1960", Geofisica e meteorologia, 9 (1961), n. 1/2; Osservazioni [dell'Osservatorio Meteorologico di Macerata] dell'anno 1961 (Tolentino, Tipografia Filelfo, 1962?, per la Camera di commercio industria e agricoltura di Macerata); Osservazioni meteorologiche quinquennio 1957-1961 (Macerata, Camera di commercio industria agricoltura, 1962?); "Misure di evaporazione a Macerata", Geofisica e meteorologia, 12 (1963), n. 1-2; [coautrice A. M. Gatti], "Misure di evaporazione sul versante adriatico dell'Italia centrale", Rivista di meteorologia aeronautica, 1966, n. 2; [coautrice A. M. Gatti], "Frequenza di basse umidità relative in stazioni del medio versante Adriatico" (Macerata, Tipografia S. Giuseppe, 1966, per la Camera di commercio, industria ed agricoltura); "Andamento della radiazione solare globale, diffusa, diretta e della temperatura durante l'eclisse solare del 20 Maggio 1966, osservate sul versante adriatico dell'Italia centrale", Geofisica e meteorologia, 16 (1968), n. 3/4; "Valori medi dei parametri meteorologici rilevati nell'Osservatorio di Macerata nel decennio 1957-1966", Rendiconti dell'Osservatorio meteorologico di Macerata (Macerata, Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, 1967?); [coautore E. Piciotti], "PH of the precipitations in the central Adriatic region", Geofisica e Meteorologia, 17 (1968), n. 3-4; "Sulla previsione delle temperature minime in capannina", Geofisica e meteorologia, 19 (1970), n. 5-6; "Osservazioni meteorologiche. Anno 1970", Rendiconti dell'Osservatorio meteorologico di Macerata (Macerata, Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, 1971); [coautori F. Censi, R. Fusari], Ricerche sulla influenza di parametri meteorologici ed elettroatmosferici sui decessi per infarto e collasso cardiocircolatorio (Macerata, Tipografia Bianchi, 1975).

10 Particolare di cartolina non viaggiata; editore E.T.A., n. catalogo 233. Collezione Riccardo Balestrieri. Si notino le tre garitte, crollate o demolite durante la guerra.

11 Particolare di cartolina postale non viaggiata dei fratelli Blundo, via Giustiniani 21, Genova; n. catalogo 255; editore Rotalfoto, Milano. Vera fotografia. Collezione Riccardo Balestrieri.

12 Particolare di cartolina postale viaggiata dei fratelli Pagano, via Monticelli 11, Genova; n. catalogo 5231. Stampa offset in quadricromia. Timbrata al verso "8-VIII-1968". Collezione Riccardo Balestrieri.

13 La fotografia è stata gentilmente fornita da R. V. Murri, Comunicazione privata (19/4/2015).

14 "Sig. Mario Grasso - Via Napoli 34-14 - Genova"; "Elenco dei membri della Società Astronomica Italiana al 31 maggio 1962", Memorie della Società Astronomica Italiana, 33 (1962), p. 198 Link esterno SAO/NASA ADS. Nel 1969 Grasso figura ancora tra i soci, con indirizzo invariato: Società Astronomica Italiana, Atti della XIII Riunione. Trieste, 25-28 settembre 1969 (Firenze, Tipografia Baccini & Chiappi, 1970), p. 229 Link esterno OPAC SBN.

15 Una fotografia realizzata dal Righi è in: Le Vie d'Italia, 67 (1961), pp. 437-438.

16 "Dal 4 agosto [1963], data della costituzione, l'attività dell'ASDI non ha conosciuto sosta: è dello stesso mese l'inizio dei lavori ai fini organizzativi dell'associazione stessa. Mentre, nel successivo mese di settembre si è svolto un viaggio ufficiale del Presidente dell'ASDI nei centri di Genova, Bologna e Milano, volto alla diffusione dell'Associazione nelle città dell'Italia settentrionale. Avvenimenti di rilievo da segnalare durante il viaggio presidenziale sono: la visita al Ch.mo Prof. Guido Horn-D'Arturo che, ancora in periodo precostituzionale, prodigo di consigli, appoggiava l'idea della costituzione dell'ASDI, e la visita al titolare dell'Osservatorio Astronomico del Righi Sig. Mario Grasso in Genova, molto noto nell'ambiente degli astrofili per i suoi meriti scientifici e per le sue doti di grande esperienza, divenuto valido e prestante collaboratore dell'ASDI" – Coelum, 32 (1964), p. 55 Link esterno Google libri.

In merito all'Associazione: "I fondatori dell'Asdi siamo noi quattro. / Gigi Razete, Palermo. / Ho letto con piacere l'articolo di Rossella Leonforte E le stelle stiamo a guardare pubblicato ieri [14/2/2007]. Circa le dichiarazioni di Amleto Pezzati debbo però rilevare per verità storica che l'Asdi, Associazione scientifica dilettanti italiani, venne fondata nel 1963 non da lui ma, oltre che dal sottoscritto, da Franco Foresta Martin, che ne fu sempre presidente, Mario Pasquale Nuccio ed Enrico Massaro che oggi sono, rispettivamente, caposervizio delle pagine scientifiche della redazione romana del Corriere della sera, vulcanologo all'Università di Palermo e fisico all'Università di Roma. Della costituzione fanno fede statuto, verbali, bollettini e materiali vari e un lungo articolo di Anselmo Calaciura sul Giornale di Sicilia con la foto dei quattro studenti. Pezzati, che sul terrazzo di casa aveva già realizzato una splendida specola astronomica che quasi rivaleggiava con l'osservatorio di Palazzo Reale, si sarebbe iscritto solo anni dopo ma con un ruolo marginale perché all'epoca più che alle stelle era interessato all'osservazione di eventuali Ufo, non contemplati dai programmi associativi. Nei primi anni Settanta gli impegni dei soci fondatori sospesero di fatto l'attività dell'Asdi e solo successivamente la stessa sigla sarebbe stata resuscitata dall'entusiasmo di altri bravi astrofili tra cui, appunto, Pezzati al quale auguro lunghe osservazioni e una memoria migliore" – la Repubblica (15/2/2007) Link esterno la Repubblica.it.

17 Redazione, "Osservatorio astronomico al Righi realizzato da studiosi dilettanti - Una buona dotazione strumentale - Forse si fotograferanno i satelliti artificiali", articolo de Il Secolo XIX (?) (compreso nella Miscellanea Francesco Gianni, vol. R, p. 243, conservata nell'archivio storico dell'Osservatorio Astronomico di Genova; l'articolo, forse apparso nella seconda metà degli anni Cinquanta, è illustrato da due fotografie con l'aspetto della specola prima e dopo l'intervento di Grasso).

18 G. B. Raffo, "Un osservatorio per tutti", lettera a Il Secolo XIX (14/4/1970). M. Grasso, "L'osservatorio del Righi è privato", lettera a Il Secolo XIX (16/4/1970). S. Landi, "Osservatorio astronomico", lettera a Il Secolo XIX (21/4/1970). G. B. Raffo, "Contempliamo il cielo!", lettera alla Gazzetta del Lunedì (21/1/1971). E. Camerlenghi, M. Panzieri, A. Tortonese, "Un osservatorio astronomico a Sestri", lettera alla Gazzetta del Lunedì (1/2/1971). Tali lettere sono riprodotte in: G. De Simone, Opera citata, pp. 91, 92; le prime due, qui più pertinenti, sono trascritte nel seguito senza alcuna modifica.

"UN OSSERVATORIO PER TUTTI
In una strada, in quel del Righi, c'è un osservatorio: un telescopio. Non importa se di potenza grande o piccola. È una presenza interessante. Per tutti. Proprio per questo penso che quell'osservatorio dovrebbe essere aperto al pubblico, non dico tutti i giorni, ma a fine settimana, di sera. La contemplazione degli oggetti celesti può far molto bene e Genova possiede il cielo più azzurro d'Europa, le notti più cristalline.
Non priviamoci, allora, della nuova letizia che, come luce diffusa, si impadronisce di noi all'ordinata vista di «quelle cose belle».
G. B. Raffo".

"L'OSSERVATORIO DEL RIGHI È PRIVATO
Abbiamo letto in «Dite la vostra» la lettera «Un osservatorio per tutti». Informiamo che l'osservatorio del Righi, proprietà esclusiva di un privato, si propone lo scopo principale della divulgazione della astronomia in Liguria.
Sarà tenuto conto dei desideri espressi dal signor G. B. Raffo al quale facciamo presente che attualmente l'osservatorio è impegnato con gruppi astrofili di altre città, che già da tempo hanno avanzato richieste.
Mario Grasso".

19 Colgo l'occasione per ricordare anche in questa sede il caro amico Mario Monaco (1935-2010), che mi ha fornito, a suo tempo, la fotografia qui riprodotta.

20 La fotografia è stata gentilmente fornita da F. Foresta Martin, Comunicazione privata (23/9/2015).

21 Brevi cenni storici in Link esterno Osservatorio Astronomico del Righi.

22 Poche notizie sul planetario in Link esterno Osservatorio Astronomico del Righi. Sul ruolo della Regione Liguria: "Genova [Lunedì 18 Aprile 2011]. Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando effettuerà domani, martedì 19 aprile, alle ore 9.00 un sopralluogo nella zona dell’Osservatorio Astronomico del Righi (nei pressi dell'arrivo della funicolare Zecca – Righi) dove, grazie a un finanziamento dalla Regione Liguria, sorgerà il Planetario" Link esterno Comunicati stampa della Giunta; "Genova [Venerdì 10 Giugno 2011]. Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando parteciperà domenica 12 giugno alle ore 10.30 all'inaugurazione dell'Osservatorio astronomico del Righi presso il Club Cacciatori Castellaccio in occasione del 90° anniversario del circolo" Link esterno Comunicati stampa della Giunta. Sul proiettore Link esterno LSS Group. Le animazioni premiate da tale azienda sono citate alle pagine Link esterno 2012, 2013 e 2014.

23 Dalla media di due quote immediatamente a monte (309,93 m) e a valle (301,69 m) della specola, in: AA.VV., Atlante di Genova. La forma della città in scala 1:2000 nell'ortofotopiano e nella carta numerica (Venezia, Marsilio, 1995), tav. 8.

24 Almanacco astronomico della rivista Coelum per l'anno 1972 (Bologna, 1971), p. XXVI.

25 Per il centro cupola: dati da una singola immagine fornita da Bing maps tramite Link esterno Flash Earth.

26 Per il centro cupola: medie aritmetiche e incertezze pari a 1σ dalla misura di sette immagini, riprese dal 2003 al 2011, fornite da Link esterno Google Earth.




L'aggiornamento di questa pagina è stato stimolato da Roberto Vittorio Murri, figlio di Alfredo Carlo Murri.



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